Confini Terrasini. Interrogazione M5S

I confini tra i Comuni di Terrasini e Cinisi, dal 1836 non hanno una delimitazione certa. Nel 1836, un Regio Decreto del Regno delle due Sicilie, statuisce che il villaggio di Favarotta, appartenente allora a Cinisi ma contiguo a Terrasini, si unisca a quest’ultimo fino al lido del mare. Non si stabilisce l’esatta delimitazione delle case del villaggio e dall’ottocento in poi Terrasini si espande senza ricevere alcuna opposizione dal vicino Comune di Cinisi. Financo Scuole Pubbliche, Pronto Soccorso, Comando Polizia Municipale, Oratorio, Ufficio di Collocamento, Case popolari, sono edificati in questa terra di mezzo, senza che Cinisi abbia opposto alcunché. Il paradosso è che molte abitazioni fanno parte del catasto rurale di Cinisi e al contempo, del catasto urbano di Terrasini.

Il Gruppo dei Movimento Cinque Stelle all’Assemblea Regionale, primo firmatario, l’On. Giampiero Trizzino, ha presentato un’interrogazione urgente al Governo regionale e all’Assessore agli Enti Locali per sapere come intenda procedere il Governo Regionale su questo assurdo stato di cose

Concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Terrasini senza diniego da parte del vicino comune di Cinisi, financo il molo di ponente del porto di Terrasini, viene realizzato dal Genio Civile e il comune di Terrasini ne cura la manutenzione. Negli anni settanta, gli uffici tecnici dei due Comuni stilano un accordo sullo stato di fatto. sulla base dello status quo. Terrasini fornisce tutti i servizi, Luce, Acqua, Fognature. I problemi iniziano a sorgere nel 1987 quando Terrasini ottiene un finanziamento di 19 miliardi di lire per il completamento del porto peschereccio. Il Comune di Cinisi presenta opposizione al prg del Porto, bloccandone di fatto l’esecuzione, con il risultato che il finanziamento andrà a Balestrate. Nel 1988 Cinisi costruisce una strada sul lido del mare della Ciucca, all’altezza della Capitaneria di Porto di Terrasini. Il Comune di Terrasini blocca i lavori, e presenta un ricorso al Tar; per risposta il sindaco di Cinisi manda i vigili urbani nella via Palermo dove si stavano effettuando dei lavori di sistemazione fognaria del Comune di Terrasini. Si fronteggiano i due corpi di polizia municipale, come in una scena dell’ottocento. Cinisi fa a sua volta ricorso al Tar ma ambedue i ricorsi vengono vinti dal Comune di Terrasini.

Nel 1994 Terrasini adotta il Prg, approvato dal Cru della Regione siciliana. Nel 1999 Cinisi fa ricorso al Tar, che nel 2002, incredibilmente da ragione al Comune di Cinisi, suggerendo a Terrasini di fare un referendum. Ma I territori non sono definitivamente passati a Cinisi, quindi formalmente non si può proporre la consultazione referendaria. Viene istituita una commissione consiliare tra i due comuni che ovviamente porta ad un nulla di fatto. Terrasini non fa ricorso al Cga,ma a poco a poco Cinisi pretende giurisdizione perfino nelle case della Favarotta passate a Terrasini con decreto nel 1836.

La situazione di caos fa comodo. L’illegalità prospera, Se Terrasini nega una concessione edilizia perchè il centro urbano è normato come centro storico, il proprietario la chiede a Cinisi che, di norma, la accoglie. Eclatante l’autorizzazione di un bar discoteca sul porto. Il richiedente presenta la domanda a Terrasini, ricevendo un rifiuto, subito dopo la presenta a Cinisi che l’accoglie, il risultato è che i pescatori non hanno piu litorale per mettere a secco le barche. Da sottolineare che siamo proprio nel lido del mare che nel 1836 passò sotto la giurisdizione di Terrasini. Ma perchè il Comune di Terrasini, prima si oppone e poi non fa ricorso?

I cittadini sono confusi, arrivano richieste di tasse, Tarsu, Ici da ambedue i Comuni, e adesso, altro paradosso, la Tares e Tari, tassa sui servizi, viene caricata automaticamente on line a vantaggio del Comune di Cinisi, perchè il sistema riconosce il catasto rurale e non urbano. Quindi un cittadino dovrebbe pagare ad un comune una tassa su servizi che fornisce altro Comune. Una situazione di illegalità diffusa che conviene a molti. si sta cementificando il litorale senza che nessuno intervenga. E’ paradossale l’assenza del Comune di Terrasini, che perde abitanti, ed entrate economiche senza far nulla. Un paese spaccato in due è ritornato agli anni dei Borboni che giudicarono l’unione di Terrasini e Favarotta, non solo utile ma necessaria.

Il punto è questo, Terrasini, si è allargata dal 1836 in poi, sul territorio del Comune di Cinisi, quindi oltre la Favarotta, probabilmente con un tacito accordo dei due Comuni. Il tardivo risveglio del Comune di Cinisi sembra non incontrare opposione negli amministratori di Terrasini, mentre il buon senso suggerirebbe o un definitivo riconoscimento del Centro Urbano, il passaggio legale a Cinisi con successivo Referendum, o la rivoluzionaria unione tra i due Comuni contigui, con un nuovo nome che proietti i due centri verso il futuro. L’incertezza e la mancata definizione dei confini, paralizza infatti ogni accordo, ogni programmazione comune. E’ assurdo per esempio che il territorio dei due Comuni venga normato da due Piani Regolatori, l’incidenza sulle scelte urbanistiche spesso condiziona a cascata i due territori, mentre sarebbe opportuna una convergenza nella pianificazione territoriale.