Carini: posto auto cercasi

La maggior parte delle attività commerciali che si trova nel centro storico carinese soffre, magari senza rendersene bene conto, di una strana difficoltà: fare parcheggiare i clienti. Potrebbe essere un interrogativo banale ma gli spazi che potrebbero essere utilizzati dai potenziali clienti sono normalmente occupati dai veicoli dei residenti. La zona in prossimità di Piazza Duomo, segnata con le strisce blu, è limitata a poche decine di metri nei dintorni non scoraggia certo chi deve usare l’automobile per spostarsi.

Tuttavia permane l’abitudine della sosta in doppia fila. O lasciare la vettura sul lato opposto dell’esercizio commerciale, in quanto presente solo un misero divieto, con il serio rischio di chiudere in casa i malcapitati abitanti dell’immobile che, aprendo la porta di casa, iniziano una litania irripetibile verso il genio di turno. Ultimamente ci si cura anche meno delle motociclette lasciate vicino i Carini: posto auto cercasi 2marciapiede. Basta parcheggiare in modo più stretto possibile che nessuno si accorgerà di quel paio di metri di sporgenza, almeno finché non passi un autobus o un autocarro che sfortunatamente proprio non riescono ad infilarsi nello stretto passaggio rimasto. Gli esercenti che prendono coscienza di restare danneggiati dalle vetture che rimangono in sosta tutto il giorno, legittimamente peraltro, portano a galla un sistema assurdo di gestione degli spazi di parcheggio. Poche le zone a disco orario, per esempio, in giro per il centro storico e meno altrove.

La frazione anarchica di Villagrazia fa storia a sé. Praticamente per poter lavorare devono comunque assistere alla negazione del Codice della strada. Praticamente impossibile, a certi orari del giorno, dare la possibilità ai corrieri, per esempio, di potere consegnare i colli che trasportano senza dover abbandonare, seppure per qualche attimo, i loro furgoni direttamente sulla strada, innescando al momento una pioggia sonora di suoni mista a insulti di rito, in diversi dialetti e lingue. Si rimane altresì perplessi quando, oltre i già pochi stalli di parcheggio, specialmente in orario lavorativo ( dalle 20:00 la desertificazione prende il sopravvento ), si assiste allo smarrimento di forestieri, magari residenti da anni, che cercano di capire se il passo carrabile che stanno guardando sia valido o no. Nella grande maggioranza dei casi si possono trovare saracinesche che un tempo occultavano autorimesse di passaggio ma nessuna autorizzazione valida, che tanto basta appendere una decina di fotocopie con messaggi che vanno dall’invito gentile fino all’insulto preventivo in aggiunta alle necessarie minacce dell’incolumità.

Alcune scene hanno del paradossale, quando per fare rispettare un passo carrabile valido bisogna attendere i tempi altamente variabili per fare intervenire chi di dovere. Dato che si fa anche prima a cercare l’autista del mezzo pare normale attendersi che la gente non abbia voglia di rispettare le legge e chiedere un regolare permesso per avere lo scarrozzo libero. Sempre che il locale sia davvero adibito a rimessa per veicoli, che incombono le tasse locali. Seguono le rassegnate lamentele di chi ha fatto la regolare richiesta per evitare di essere sequestrato in casa. Sarebbe utile un censimento per regolamentare quello che sta diventando un abuso. Purtroppo la disperata necessità di parcheggio indica solo che non si può continuare a dare spazio ad un modello di circolazione basato quasi esclusivamente sul trasporto privato.