Salviamo la torre Paternella

La notte tra il due e il tre gennaio di due anni fa, la meravigliosa torre di Pat20150922_111400ernella, chiamata anche Toleda, si accartoccia su se stessa. Resta in piedi solo parte della facciata che guarda verso sud e il lato verso Terrasini. La torre di Paternella è una delle emergenze architettoniche più significative del territorio di Terrasini. Edificata tra il 1565 e il 1588, ècitata nelle fonti con i nomi di Paternella, l’omonima contrada, Toledo, nome che il marchese di Villabianca fa risalire al vicerè Garsia di Toledo, della Balata, per la splendida terrazza che degrada sul mare e infine torre dell’Articolo nelle carte dello Schmettau del 1720 e di Homann del 1747. La posizione della torre è significativa, in corrispondenza della torre di capo Rama e del Murro di Porco, sovrasta la Grottazza, o grotta Grande. La descrizione di Salvatore Mazzarella e , nel libro delle torri, Sellerio, nella ricognizione di quarant’anni fa,  testimonia già allora “un ampio intacco nella parte terminale ed un grave crollo sul muro verso mare”. Le murature della torre sono spesse 1, 30 m, uno spessore non significativo che 20150922_112000evidenzia che la torre era di avvistamento e non di difesa, non potendo sopportare il fuoco delle artiglierie. Quindi già nel 1976, la torre era in condizioni non soddisfacenti e in quarant’anni nulla si è fatto per un intervento di consolidamento e di restauro. Sembra che i proprietari siano quattro, tra cui una società che ha anche una porzione della proprietà di Villa Fassini, altro Bene culturale abbandonato a Terrasini. Il problema è che se non si interviene per una messa in sicurezza immediata, quel che resta delle torre rischia di svanire per sempre. Il comune di Terrasini si dichiara impotente, così come impotente è stato per il castello dei Baroni Gazzara. A questo punto è anche la Regione che deve farsi carico del salvataggio di questa splendida testimonianza storica che potrebbe essere ricostruita nelle parti crollate, con il materiale stesso che è ancora nel sito, con un restauro evidente. Bisogna far presto, la stagione invernale potrebbe far scomparire. Messa in sicurezza, esproprio il Bene, apposizione del vincolo e successivo restauro sono le fasi di un percorso virtuoso che non trova in questo momento soggetti sensibili ed attenti alla salvaguardia della storia della Sicilia.

Antonio Catalfio