Sequestrato il depuratore di Terrasini

sequestro penale depuratoreStamattina nuovo sversamento di liquami nel lungomare della Praiola di Terrasini, alcuni cittadini hanno allertato gli uomini dell’ufficio circondariale marittimo della cittadina del golfo, sembrava che la causa del malfunzionamento fosse dovuta ad un punto di raccolta situato a monte del villaggio dei pescatori e che, dalle parole del vicesindaco, Fabio Censoplano, il guasto era stato prontamente riparato. Alle 13,00, da un nostro sopralluogo, le acque

Bagnanti alla Praiola dopo lo sversamento
Bagnanti alla Praiola dopo lo sversamento

erano apparentemente pulite, e turisti e bambini facevano il bagno nelle acque prospicienti i faraglioni. Di pomeriggio la mazzata: “Gli uomini dell’ufficio circondariale marittimo di Terrasini, al comando del Tenente di Vascello Stefano Lamanna, hanno operato questo pomeriggio il sequestro preventivo d’iniziativa, dell’impianto di pre-trattamento dei reflui urbani del Comune di Terrasini
per un sistematico inquinamento delle acque con relativo presunto danneggiamento della flora e fauna in marina, a causa di scarsa manutenzione e inadeguatezza dell’impianto.
Il sequestro giunge quale epilogo di una intensa attività di indagine iniziata nel 2013 dalla Guardia Costiera e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Palermo Dott.ssa Erica Battaglia, che ha portato alla verifica di una serie di inadempienze e omissioni operate dai gestori dell’impianto in parola. Il Sequestro ha interessato la struttura sita presso il lungomare Peppino Impastato e
fronte comandodella condotta a mare nel tratto di mare antistante la stessa.
La misura preventiva d’urgenza è stata ritenuta necessaria dalla Guardia Costiera per un nuovo sversamento in mare nella giornata odierna di liquami, a causa di un malfunzionamento dell’impianto.
Già nel mese di agosto a causa dello sversamento in mare di liquami il sindaco era stato costretto a interdire la balneazione all’adiacente spiaggia della “Praiola” essendo i valori delle acque superiori a quelli consentiti dalla legge. L’apposizione dei sigilli è inoltre una risposta alle continue segnalazioni dei cittadini indignati per un continuo danneggiamento di un tratto di mare che per le caratteristiche e per la presenza dei faraglioni rappresenta uno dei tratti più belli della
costa palermitana”.

Antonio Catalfio