A Terrasini la Cultura non è di casa, storia di un massacro

L’ultima notizia che un’amministrazione in uscita, violi ancora una volta l’Istituzione culturale più importante, la Biblioteca Comunale “Claudio Catalfio“, sfrattando senza alcun pudore, parte dei locali, attigui all’Archivio Storico, per trasformarlo in ricettacolo di

Il Cup di Terrasini
Il Cup di Terrasini

prescrizioni sanitarie, è il culmine di una politica culturale scellerata, per fortuna spesso assente, che quando ha prodotto azioni amministrative ha fatto disastri. La Biblioteca è solo un vuoto contenitore senza più anima, il patrimonio librario non più incrementato, la sezione ragazzi al primo piano, l’emeroteca a mare, non si comprano più riviste, quotidiani. La sezione multimediale smembrata, la sezione universitaria non più esistente. In quei locali che “provvisoriamente” dovrebbero ospitare il Centro Unico di Prenotazione della Asp, doveva sorgere la segreteria decentrata dell’Università di Palermo. Ideale connubio tra studenti e libri, un interscambio culturale che avrebbe reso le stanze della biblioteca ancor più affollate. Si prova sdegno e vergogna nel vedere che

Faraglione crollato. Foto Pietro Mistretta
Faraglione crollato. Foto Pietro Mistretta

evidentemente non si capisce che la cultura è ricchezza e da una biblioteca moderna nascerà una cittadinanza più cosapevole. I libri non sono sfondo di una fotografia ma anima e una biblioteca educa all’ordine, al silenzio, al rispetto della cosa pubblica. Non c’è giustificazione nella scelta di un’amministrazione lontana dai cittadini che decide per imperio nelle chiuse stanze del palazzo. Decide prima di allocare il Cup in locali inadeguati in Piazza Duomo, eliminando lo sportello informativo turistico. Decide dopo di allocare il Cup in locali inadeguati dentro una Biblioteca, turbandone il residuo silenzio, eliminando spazi, oltraggiandone il significato. La gestione dei Beni Culturali è stata nel quinquennio disastrosa: crolla il Castello di Gazzara nell’indifferenza, crolla la

Parco Torre Alba sede di uffici e Protezione Civile
Parco Torre Alba sede di uffici e Protezione Civile

Torre Toleda a Paternella nell’indifferenza, il Parco di Torre Alba viene trasformato in ufficio e in sede di un’associazione di Protezione Civile, privando la città di uno spazio espositivo prezioso. Crollano i Faraglioni e la costa si sbriciola senza che nessun provvedimento venga emesso, senza preoccuparsi, senza indignarsi, senza gridare aiuto alle Istituzioni sovracomunali. Quei Faraglioni fotografati da migliaia di turisti, cittadini visitatori, ritratti da pittori che nei secoli furono estasiati da cotanta bellezza,

Faraglioni. Francesco Lojacono. Palermo GAM
Faraglioni. Francesco Lojacono. Palermo GAM

come il famoso pittore Francesco Lo Jacono.   Villa Fassini, splendido esempio liberty è in abbandono, il lungomare è denso di ruggine, cadente, splendente solo nelle concessioni costiere che mai prima nessuno aveva osato favorire. Crolla il centro storico, nelle strade malmesse, negli alberi secolari estirpati, nei negozi che chiudono, nella confusione e risse, mentre i commercianti, tartassati dalle tasse alle stelle, hanno ancora il coraggio di investire, rinnovare i locali, crederci per il gusto e la sfida di fare impresa. Terrasini possiede una costa meravigliosa, se si fosse approvato il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, molte strutture potevano sorgere, nel rispetto dell’ambiente, favorendo la balneabilità del nostro mare e aumentando i flussi turistici. La Cultura del Mare, il sapere antico dei pescatori terrasinesi, mortificata dal porto insicuro, dal  nuovo depuratore che in cinque anni non ha fatto un passo in avanti, dagli sversamenti continui da San Cataldo alla Ciucca, senza un grido di dolore, senza indignazione, lasciando un capodoglio spiaggiato a marcire tra centinaia di topi. Un Museo Regionale avulso dal

Torre Toleda crollata
Torre Toleda crollata

contesto territoriale, con una vecchia convenzione – capestro che di fatto ha privato il Comune di un suo Bene. Quest’ultimo atto di sistemare il Cup nell’antico Palazzo Cataldi è la logica conseguenza di un quinquennio del nulla. I cittadini sperano che la Soprintendenza ai Beni Librari, ai Beni Archivistici, e la stessa direzione dell’Azienda Sanitaria, si muovano per impedire questa scellerata iniziativa. Sarà la prossima amministrazione, e, siamo certi, qualunque nuovo Sindaco eletto, a sistemare le cose in

Inquinamento a San Cataldo
Inquinamento a San Cataldo

maniera logica e opportuna, confrontandosi con le realtà culturali della cittadina. Esiste nella via Papa Giovanni XXIII, l’ex ufficio collocamento che è una struttura ideale per ospitare il Cup. Sale idonee, banco per il pubblico. ma questa è solo una delle tante soluzioni a cui un’amministrazione normale avrebbe pensato.

Antonio Catalfio