Terrasini: Padre Felice, il sacerdote “Buon Pastore”

Celebrati  ieri mattina nella Chiesa Madre Maria SS. delle Grazie a Terrasini i funerali di Don Felice Russo originario di Balestrate, da 26 anni parroco della Chiesa di Maria SS. della Provvidenza. Il 5 Giugno scorso  aveva compiuto 65 anni.  In centinaia hanno affollato e voluto testimoniare con la propria presenza il segno lasciato da quello che il vescovo di Monreale, Michele Pennisi, ha ricordato non a caso come “mite, umile, buono e sempre con il sorriso sulle labbra, disponibile con tutti, sempre sensibile alle esigenze dei più deboli”.

 padrefelice1C’erano davvero tutti per l’ultimo saluto a uno dei sacerdoti più conosciuti e apprezzati della diocesi: presbiteri, parrocchiani, conoscenti, autorità politiche con il neoeletto sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci, il sindaco di Balestrate Salvatore Milazzo,ma anche tanti semplici fedeli. Ad officiare il rito, il vescovo di Monreale, che nella sua omelia ha ricordato come “la morte non viene ad azzerare la vita ma consente invece di entrare nella piena comunità con Dio. “Era un uomo giusto e un prete buono – queste le sue parole – che ha dedicato la vita soprattutto alle persone sole e agli ammalati”.

La chiesa madre gremita in occasione dei funerali di Padre Felice Russo
La chiesa madre gremita in occasione dei funerali di Padre Felice Russo

Negli anni ’70 era seminarista a Monreale, poi, una volta diventato sacerdote, e per alcuni anni fu segretario dell’allora arcivescovo di Monreale, monsignor Salvatore Cassisa.
Lo scorso 7 giugno, in occasione delle cresime alla Provvidenza di Terrasini, aveva consegnato una lettera a monsignor Michele Pennisi, l’arcivescovo di Monreale che più volte si è recato in questi mesi al capezzale del prete. Le parole di don Russo sono state lette durante la celebrazione, nella missiva raccontava le sofferenze della malattia che affrontava senza disperazione e della gioia di essere sacerdote. E lui incarnava perfettamente la figura del sacerdote “Buon Pastore” sottolineata da Papa Francesco durante il Giubileo dei Sacerdoti. Il sacerdote e’ chiamato a puntare al cuore, ovvero all’interiorità ovvero alle radici più robuste della vita, al nucleo degli affetti, in una parola, al centro della persona. Padre Felice era capace di accogliere e comprendere la persona con tutti i suoi limiti e peccati e fino alla fine ha dimostrato anche con la sua sofferenza il suo continuo donarsi, senza limiti. Don Felice lascia un ricordo indelebile in quanti l’hanno conosciuto. Bellissima e commovente la testimonianza dei familiari, che hanno sottolineato padrefelice2la sua figura di guida spirituale che ha  dedicato tutto se stesso alle comunità in cui ha operato. La scomparsa di Don Felice lascia un grande vuoto nel presbiterio, in Parrocchia e in tutta la comunità diocesana. Ringraziamo Dio per il dono della sua vocazione e per il suo ministero sacerdotale che ha vissuto in Parrocchia, circondato dall’affetto e dalle attenzioni della comunità, fino all’ultimo giorno della sua vita. Adesso oltre ai sentimenti di dolore per la perdita improvvisa, la comunità di Terrasini si interroga: “Quale Futuro per la Parrocchia”?

Donatella Conigliaro

Fotografia in evidenza di Padre Felice di Antonio Mattina. Tutti i diritti riservati.