Carini: problemi di maggioranza in Consiglio Comunale

Non approvato emendamento del PD in Consiglio Comunale sul nuovo Statuto del Comune, che prevedeva l’aumento del numero degli assessori da 4 a 6. Votano contro tutti i Consiglieri di opposizione ed i 3 dell’Altra Carini (maggioranza), si astengono i 2 di Identità e Futuro della maggioranza.

Una seduta concitata quella dello scorso 21 giugno, con all’ordine del giorno diversi punti (leggi) e tra questi la riforma dello Statuto Comunale, per il suo adeguamento alle nuove normative, già in calendario dall’aprile 2015, e che ha portato più volte al rinvio del punto su espressa richiesta della maggioranza, fino ad arrivare ad alcune sedute disertate da buona parte della stessa nelle ultime sedute del Consiglio.

Dopo le comunicazioni di rito del Presidente del Consiglio e del Sindaco, si passa alle interrogazioni presentate dal MoVimento 5 Stelle su AMAP (addirittura dallo scorso febbraio) e sul mercatino nella Zona PEEP, ed a una interrogazione congiunta di parte dell’opposizione sulla TASI.

Si passa così al nuovo Statuto, che deve essere votato dalla “maggioranza qualificata”, ovvero almeno i 2/3 dei consiglieri (20 su 30), e articolo per articolo. Si procede tranquillamente, tra le novità l’introduzione proposta dal MoVimento 5 Stelle del “Question Time del Cittadino” (i cittadini potranno da ora presentare quesiti direttamente a Sindaco e Assessori ed avere risposta personalmente in aula consiliare), fino all’articolo 28 che prevede, nell’emendamento presentato dal PD mesi fa, l’allargamento del numero degli assessori.

Ampia la discussione, fino alla frattura con il gruppo del PD. Ecco la trascrizione dell’intervento del Consigliere Claudio Armetta:

… credo di aver raggiunto il mio obiettivo, caro presidente, che è quello di aver messo in risalto i problemi che attanagliano questa maggioranza. Innanzitutto mi onoro di essere ancora pulcino nonostante anagraficamente ormai i numeri siano contro di me, ma saprò a chi rivolgermi, presidente, quando dovrò fare del buon brodo, non si preoccupi; quando ci sarà da fare il brodo cercheremo la gallina giusta, politicamente parlando.

Io mi vergogno perché stasera i messaggi… io spero che i cittadini che ascoltano oggi in streaming e prossimamente in differita questo consiglio comunale, si siano fatti un’idea chiara. Ebbene, presidente, la mia idea è la seguente: aiuto e non se ne vuole; la legittimazione e il consenso popolare si è calpestato; si è concretizzato un progetto, caro presidente e io adesso le consegnerò questi 2 fogli che recitano nel seguente modo, dopodiché la prego di chiarire con la segretaria, che i pareri vanno controllati prima perché io oggi non sono per niente soddisfatto che mi si venga detto che un parere è favorevole nella misura in cui il riferimento della norma sia diversa da quella citata nell’emendamento stesso, se ce ne fossimo accorti o qualcuno ce lo avesse detto avremmo riformulato un sub-emendamento. Secondo me c’è una regia più lunga cari colleghi e, caro presidente, la questione credo che abbia trovato la quadra, ovvero prendo atto che la maggioranza uscita dalle urne si sia disintegrata; che la legittimazione popolare, come ho detto poco fa, si sia andata a fare friggere; e la parola dei cittadini non sia valsa a nulla.

Prendo atto che l’azione politica di questa giunta si sia in un certo senso basata sulla legittimazione di una restaurazione in salsa bolscevica. Oggi è dato spazio solo a chi ha appartenenze nobili, appartenenze di partito di un tempo, gerarchie nobiliari della politica più selettiva; io sfido chiunque dei cittadini che ci ascoltano a immaginare con 30 euro lordi di gettone, 24 quattro perché c’è stata la riduzione, 24 euro lordi di gettone, a chi consentiamo di fare politica; in questo Consiglio Comunale morti di fame non ce ne sono e, quand’anche ci fossero stati, sarebbero stati espressione della cittadinanza e persone rispettabili le quali in ogni caso non avrebbero avuto la possibilità con 24 euro lorde di poter esercitare l’azione politica e di essere risarciti del loro impegno, perché con 24 euro lorde non si paga più nemmeno una collaboratrice domestica per 2 ore con i contributi versati. Per cui caro presidente, le logiche a cui facevo riferimento poc’anzi che si sono interrotte negli anni ‘90 hanno garantito un nuovo sistema di potere presidente, un sistema di potere alternativo al vecchio, non diverso, alternativo al vecchio, vendicativo per tutti coloro i quali non erano in questo carrozzone e allo stesso tempo dimenticando i risultati elettorali. Personalmente ritengo che le faide e gli atteggiamenti repressivi tipiche da regime non appartengono alla mia cultura politica, avrò il piacere di volta in volta di condividere atti amministrativi propositivi e proficui per Carini, per una città libera nelle idee e libera da famiglie aristocraticamente autolegittimatesi nella politica di questo comune; perché se c’è qualcuno che faceva riferimento alle famiglie Agrusa La Fata oggi è cambiata la musica mai personaggi, i maestri, sono sempre uguali, o per meglio dire sono cambiati i maestri ma la musica è sempre la stessa. Cercherò di essere un severo controllore nell’interesse dei cittadini carinesi e sarò a servizio di questa assise nella misura in cui produca atti efficaci per il miglioramento di questa nostra città martoriata fisicamente, economicamente e da stasera anche intellettualmente. I cittadini carinesi hanno ben inteso che qui non c’è ne poltronificio ne stipendificio, qui c’è solo gente che desidera esercitare il proprio mandato elettorale, anche a discapito dei nuovi eletti, dei nominati, di quella casta a cui faceva riferimento qualche collega che improvvisamente parla di casta, senza guardare nella propria carta di identità il cognome e senza guardare nella propria carta di identità i propri avi che sono stati incollati, imperniati, in questo Consiglio Comunale. Carini non si merita questo. Ho concluso. Vergogna! Ecco, metta agli atti. Segretario nuovo! 20.000 euro di integrazione indennità… (…incomprensibile)”

Questa la ripresa integrale della seduta: