Partinico Città d’Europa, un nuovo movimento per scuotere la città

Un nuovo movimento cittadino, “Partinico città d’Europa“, si è costituito nei mesi scorsi per rompere il torpore politico e la decandenza irreversibile in cui versa l’importante cittadina del palermitano. In una comunità dove per la importante festa d’agosto della Madonna del Ponte, non si organizza uno straccio di manifestazione e nessuno si lamenta. Torpore appunto. Ma molto si muove: l’encomiabile e a tratti commovente impegno dei commercianti che hanno in associazione allestito una manifestazione in via Francesco Crispi, promuovendo le storiche attività commerciali che rischiano la chiusura. Partinico un tempo città commercialmente florida, piena di negozi importanti, dove persino il treno Trapani – Roma, si fermava alla stazione, si dice per intervento diretto dell’importante politico di turno. Esempio di movimento è la nascita di “Partinico Città d’Europa”, coordinata da

Mauro Nicolosi, portavoce pro tempore
Mauro Nicolosi, portavoce pro tempore

Mauro Nicolosi, portavoce pro tempore, che è intervenuta con un interessante convegno sul centro storico, vero cuore pulsante della cittadina, che rischia il ridimensionamento o la demolizione incondizionata con la nuova legge sui centri storici. Un centro pieno di palazzi importanti e di meravigliosi magazzini rurali, che potrebbero diventare botteghe artigiane. “Il buon governo di una città si realizza a partire dalla capacità di predisporre buoni progetti e di individuare persone capaci e credibili in grado di realizzarli. – scrivono i rappresentanti del Movimento – Un buon progetto per la città non può prescindere da una corretta e onesta analisi dei bisogni, delle risorse, delle potenzialità: un lavoro complesso che richiede sicuramente il contributo di diverse esperienze e professionalità. Per questo riteniamo sia necessario individuare

Via Francesco Crispi, Manifestazione Commercianti
Via Francesco Crispi, Manifestazione Commercianti

degli ambiti e formare dei gruppi di progetto. Ambiente (decoro urbano e custodia del creato), lavoro e inclusione sociale sono problematiche da analizzare e su cui riflettere per tentare di fare rinascere questa comunità. Il senso del bello, il rispetto per l’ambiente, la cura del bene comune non sono qualità o sentimenti innati in un contesto degradato cui siamo abituati a vivere. Partinico vive da molti anni un’esperienza politica difficile e per molti versi contraddittoria. Ne è prova tangibile la metodologia usata nella raccolta del consenso, le numerose liste civiche che, fungendo da aspiravoti, hanno creato aggregazioni di interessi e non un progetto virtuoso di città moderna del XXI secolo.

Ne è risultata una prassi politica che ha dovuto privilegiare le logiche interne al ricevuto consenso, con il carico di inevitabili attese, e ha dovuto porre in secondo piano l’interesse comune; il profilo clientelare dell’azione politica si è spesso sovrapposto al ‘buon governo’ e il calcolo al progetto. La conseguenza, anche se non figlia solo di una discutibile direzione politica della città, è una Partinico disgregata socialmente, economicamente e politicamente.

La mancanza di un centro storico vivibile e di spazi puliti e appetibili ha desertificato le strade cittadine e disabituato i partinicesi alle tradizionali occasioni di ritrovo (passeggiata nel ‘corso’ o sosta nella ‘piazza’: metafore di una solida convivenza). L’abitudine a cercare nei paesi viciniori ciò che non si trova a Partinico è ormai massiva.

L’economia cittadina è stata pesantemente colpita dalla crisi economica dell’ultimo decennio, ma è stata anche aggravata da un’inesistente pianificazione di interventi volti a governare l’emergenza. Il centro, la via Crispi e Corso dei Mille sembrano reduci da un bombardamento .

Qualunque progetto politico si infrange contro il muro della diffidenza, dell’essere gli uni contro gli altri armati, della disistima come chiave di volta delle relazioni umane. Quando, addirittura, non si antepone con una estrema ostinazione il proprio tornaconto al bene collettivo grazie a progetti politici da imporre agli altri.

A questo quadro deprimente si sottraggono coloro che stanno nella zona grigia fra politica e società civile: le lobby economiche e sociali che vivono meglio quando gli altri vivono peggio e che, anteponendo i propri interessi a quelli collettivi, tessono costantemente progetti politici per il proprio futuro tornaconto, piegano senza sosta i diritti di tutti ai privilegi propri, condizionano l’attività politica e amministrativa fino a farne un servo pronto a tutto. Noi non ci stiamo più! Noi vogliamo riappropriarci del nostro futuro ed evitare che altri ce lo scippino, sottraendoci anche la Bellezza e la Speranza. Vogliamo riprenderci gli spazi umani, sociali, economici, politici della nostra città e metterli al servizio di tutti coloro che ne sono legittimi proprietari: i cittadini.

‘Partinico città d’Europa’ è sorto come gruppo per stimolare fra i cittadini la riflessione e il dibattito. Alcuni amici ci hanno scritto che il tempo della riflessione è finito e che è ormai tempo di passare al progetto e all’azione politica. Altri ci hanno esortato a prendere le fila di un progetto politico con una metodologia nuova e condivisa.

Alcuni di noi abbiamo deciso di accogliere l’invito. Crediamo che i cittadini di Partinico meritino un futuro migliore e alla elaborazione di questo futuro nessuno può sottrarsi, neppure noi.

Il progetto politico che elaboreremo insieme in questi mesi è volto a far uscire da questo gruppo un programma e una strategia per le prossime elezioni comunali, frutto di persone, del loro impegno, delle loro intelligenze e della loro passione. Non si guarda al futuro se si rimane ancorati alla logica dell’esclusione o del pregiudizio.

Con ciò intendiamo dire che noi accogliamo il contributo di tutti, nessuno escluso; di tutti coloro che, qualunque sia il loro passato e il loro passato politico, vogliono dare un contributo fattivo e riconoscibile per la crescita della città. La nostra è la logica dell’inclusione e del coinvolgimento etico e politico. Chi non si troverà a proprio agio all’interno delle coordinate di questo gruppo, se ne andrà da solo, non ci sarà bisogno di anatemi preventivi.

La nostra città ha grandi e belle intelligenze, è un peccato lasciarle al di fuori di un processo virtuoso utile a tutti. Pertanto ci adopereremo perché tanti aderiscano al progetto. Vogliamo costruire unità e non divisione! Il passato, seppure utile come memoria, non ci interessa se si trasforma in una barriera per il futuro.

Chiediamo a tutti i cittadini che vogliono fare qualcosa per Partinico di sentirsi a casa tra noi, a prescindere dai propri convincimenti ideologici: il bene comune è l’unica e vera ideologia da perseguire.

I protagonisti di questo progetto politico sono tutti i cittadini di buona volontà, le associazioni e i movimenti che si riconoscono nella missione della ricerca del bene di tutti. Protagonisti sono i singoli, ma pure le collettività, le Chiese, i settori economici e culturali, i movimenti politici e i partiti. Come l’oceano è composto da piccolissime gocce d’acqua, del pari questo progetto politico dovrà comporsi di piccole volontà, di piccole esistenze che chiedono rispetto e dignità per sé e per gli altri.

La locandina d'esordio del Movimento a Maggio scorso
La locandina d’esordio del Movimento a Maggio scorso

E tuttavia noi non vogliamo essere buonisti per forza. Ci saranno anche coloro che non potranno essere protagonisti di questo progetto perché sono incompatibili con le sue coordinate etiche e politiche: coloro che hanno della politica un’idea affaristica e trogolaia, disposti a massacrare il bene di una città per i propri affari. Fra costoro non bisogna dimenticare coloro che pensano di vivere di politica: sono disposti a tutto e ai peggiori compromessi. Costoro non potranno mai essere parte di questo progetto!

Principi e parametri di moralizzazione della PA: Contrasto alle infiltrazioni mafiose e malvitose; rapporto fra Ente Comunale, Professionisti e Fornitori di materiale e d’opera.

L’attenzione alla congruità delle scelte e della prassi che ne consegue non è rivolta solo al livello politico-amministrativo ma pure al livello burocratico-professionale. Il problema morale è ormai una piaga nazionale che vede l’Italia fra i Paesi più corrotti del mondo. La corruzione ha un costo altissimo che viene pagato sempre da tutti i cittadini.

Noi vogliamo essere in totale discontinuità con la situazione nazionale e regionale. Ci opporremo in maniera strenua e determinata a qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa e malavitosa nella vita del Comune e dell’Amministrazione; ci adopereremo dalla maggioranza e dall’opposizione, in sintonia e sinergia con Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, per contrastare eventuali fenomeni di tangenti nella PA e richieste di pizzo ai privati.

Partinico centro di un grande comprensorio e laboratorio politico chiave della Valle dello Jato – continua il lungo documento programmatico – non possiamo dimenticare che Partinico ha una vocazione naturale, data la sua posizione e centralità nella vasta area della Valle dello Jato, a essere punto di riferimento politico, amministrativo e culturale.

Se nel passato questo ruolo centrale veniva realizzato, da tempo esso è crollato. Oggi Partinico non è punto di riferimento di nessun comune viciniore, nonostante alberghi molti uffici decentrati della PA centrale e la maggior parte degli indirizzi scolastici.

Alcune iniziative culturali, promosse dalla buona volontà dei privati, non trovano poi un terreno di condivisione e un tessuto connettivo all’interno del quale esse assumano l’importanza che hanno.

Anche dal punto di vista politico, essendo la nostra Città la quinta per abitanti della provincia di Palermo, deve essere conferita la massima attenzione a percorsi innovativi che indichino ai comuni più piccoli strade possibili e sostenibili per una buona amministrazione del bene pubblico.Questo progetto politico non è ambizioso: vuole far ritornare la normalità nella nostra città. Vuole che le cose si chiamino nuovamente con il loro nome; che la politica sia il luogo dell’onesta conciliazione degli interessi di tutti i soggetti. Vuole che i deboli vengano difesi e ai forti venga impedito di prevaricare. Un’ambizione, tuttavia, l’abbiamo: costruire una città per il XXI secolo: armonica, pacificata, vivibile. Una Partinico ‘Città d’Europa’”.

Antonio Catalfio