Partinico: allarme randagi presso l’ospedale Civico

Attimi di paura venerdì notte nell’area antistante l’ospedale Civico di Partinico, una donna di Terrasini, Giusy Pellerito, è stata cirocondata e seguita da un branco di quindici cani randagi che ringhiando minacciosamente hanno fatto temere il peggio. Terrore ma anche determinazione nella reazione della donna che si è fermata e ha chiamato col cellulare i parenti che erano dentro il ospedale-partiniconosocomio. “Uscendo dall’ospedale – dichiara – mi sono ritrovata circondata da una quindicina di cani che rabbiosi mi ringhiavano, solo la mia freddezza e lucidità nel rimanere immobile mi ha aiutato. Molte macchine passavano in.quel momento e nessuno ha prestato soccorso, per fortuna sono riuscita a chiamare con il cellullare i miei parenti che.erano dentro l”ospedale e mi hanno soccorso. Ma anche nonostante questo abbiamo avuto difficoltà a raggiungere le auto perché continuavano a ringhiarci dietro. Io sono stata fortunata ma non so se altri lo.saranno altrettanto perché in branco sono molto pericolosi e attaccando il primo attaccano tutti e si ci può rimettere veramente la pelle. Spero che il Comune di Partinico prenda immediati provvedimenti”. L’area del nosocomio partinicese, versa infatti in abbandono, i cani, circa quindici più i cuccioli, stazionano davanti l’ospedale, nei terreni incolti circostanti e nel piazzale privato di un bar. Gli utenti, visto che il parcheggio pubblico esterno è stato privatizzato con transenne e zone a pagamento, preferiscono parcheggiare nei dintorni esponendosi al rischio. Infatti anche gli attraversamenti pedonali sono poco visibili e insufficientemente illuminati. A Gennaio un branco pericoloso si aggirava per le vie Ungaretti, De Amicis e Di Maggio e in quel caso il comune era intervenuto. Ad aprile invece lo spiacevole episodio dell’invasione di pulci negli scantinati dell’Ospedale Civico: gli adetti alle pulizie erano stati sommersi dalle pulci, probabilmente regalo dello stesso branco di randagi che aumentando sembre più di numero sono diventati aggressivi.

Antonio Catalfio