Siciliani Liberi per il NO al referendum costituzionale

C’è una Sicilia che si muove con orgoglio di appartenenza e con lo sguardo rivolto al futuro. Interessante il fenomeno dei movimenti sicilianisti che sembra percorrano la strada di un dibattito alto che entra nel cuore della gente, andando oltre i fasti dei movimenti separatisti del dopoguerra per analizzare il presente e lo stato di fatto della Sicilia. Una bella occasione di riflessione è stato il bel dibattito di sabato 10 settembre all’Hotel La Torre di Mondello, protagonisti il filosofo e saggista Diego Fusaro e Massimo sicilianiliberi1Costa, leader del Movimento Siciliani Liberi: Referendum , Sovranità e Sicilia, è il titolo dell’incontro, moderato dal giornalista Giulio Ambrosetti, alla luce dell’imminente referendum costituzionale che vede un netto NO dei movimenti sicilianisti. Il salone dell’hotel palermitano è stracolmo di gente entusiasta, segno che qualcosa si sta muovendo oltre gli schemi che vedono un centrosinistra contendersi la regione con il Movimento Cinque Stelle e l’incognita di un centrodestra che sembra anch’esso in moderata ripresa. C’è dell’altro in Sicilia ed è di notevole interesse questo fenomeno in ascesa che sguaina le spade della sicilianità, dell’autonomia, del sogno di una Sicilia Indipendente, senza poter essere tacciato di mafiosità in quanto siciliano. Un marchio indelebile del passato usato ad arte per mettere in uno stato di minorità i movimenti indipendentisti. Adesso c’è una Sicilia moderna, popolare ma dove partecipano, professionisti, giornalisti, filosofi, cultori dello Statuto Siciliano, la nostra Magna Charta nata nel 1946, prima della Costituzione italiana. Il dibattito di ieri ha visto in parallelo le tesi del filosofo torinese Massimo Fusaro, sicilianiliberi3cultore del pensiero marxista, che ha spiegato la sua tesi secondo cui le politiche economiche e del lavoro del governo, come  jobs act, dell’Unione Europea e  la modifica della Costituzione, sono politiche contrarie al cittadino, alla libertà economica e all’uguaglianza sociale. Per Massimo Costa se vincessero i Si, la Sicilia sarebbe svuotata dei suoi contenuti autonomistici, un vero disastro ben studiato a tavolino, preannunciato dalla autorinuncia del governo siciliano al contenzioso con lo Stato per una cifra stimata in 25 miliardi di euro. “E’ fondamentale – dichiara Massimo Costa – votare NO al referendum , per dare una bella botta in testa al governo Renzi e ai poteri esteri che gli stanno dietro”.

Antonio Catalfio