Carini e il rifiuto civile

Carini, derelitta, si staglia dalla sua rocca. Guardando lo scempio del suo territorio, complici involontari i carinesi che l’hanno permesso senza neppure guadagnarci granché. Non bastava il cemento che ha preso il posto dei giardini, ecco arrivare la mente perversa degli uomini che ricopre il suolo di casa propria con oggetti, scarti e altro che magari potrebbe anche essere riutilizzato. La spazzatura ha creato un sottobosco di terminologia, neologismi nella maggior parte dei casi miscugli tra la lingua panormita oggi preponderante e quel poco d’italiano che si può ricordare con affetto. Ma anche tutta una serie di abitudini barbare, studiate a tavolino nei lunghi pomeriggi estivi davanti alla canonica fetta d’anguria. Soluzioni alternative a cosa? All’indolenza e alla stupidità umana che fanno abbandonare un sacchetto con dentro di tutto a davanti casa di uno sconosciuto. Come per i roghi, come per il cemento, si applica un ragionamento tramandato di padre in figlio, che si completa non nella tutela della cosa pubblica ma in un altro modello vincente: la superiorità di chi può permettersi di fare quello che gli altri non possono. Come spesso purtroppo è accaduto, senza la coesione sociale che avrebbe potuto reprimere il reo inquinatore, la situazione è degenerata. Una società liquida, inquinata essa stessa nella sua identità, ha preso il sopravvento.

Non può bastare la buona volontà dell’amministrazione o i risultati ottenuti, ancora lontani dal livello previsto, dato che senza un congruo numero di sanzionatori, al momento di difficile reperimento, alcuni nodi non si riesce a sbrogliarli. Si potrebbe contare sulla fiducia verso i cittadini ma come confrontare il livello di infrazioni quotidiane alle varie leggi in vigore ? E’ un tentativo parecchio relativo per infondere una speranza di uscire dall’emergenza perenne, per effetto anche e sopratutto di scelte politiche passate ma anche attuali a tutti i livelli. Trattando di rifiuti persino l’insofferenza alla differenziata di taluni, probabilmente dovuta all’incapacità di comprenderne le conseguenze, è un attentato alla normalizzazione, che è ancora lontana e guai a cantar vittoria. L’Estate e il suo surplus di anime villeggianti è trascorsa, si viaggia verso il canonico numero indefinito di abitanti tra Carini e Villagrazia ( ormai praticamente autonoma ). Non si potrà guardare con la massima attenzione ai rifiuti ancora per molto, ci sono altri settori che richiedono attenzione. Anche il tempo congiura contro.