Carini, si scava ancora alla ricerca del cimitero della mafia

Si cercano i riscontri alle dichiarazioni del nuovo pentito di mafia Nino Pipitone e si scava in un nuovo possibile cimitero della mafia.

Da qualche mese Nino Pipitone collabora con i magistrati di Palermo e sta facendo luce su diversi omicidi avvenuti nei primi anni 2000 fino al 2007, anno in cui venne arrestato durante l’operazione di polizia giudiziaria definita “Occidente“, che ha poi portato alla condanna di numerosi boss e gregari della mafia, molti dei quali oggi in libertà per aver espiato la pena, ma anche a tante assoluzioni.

Pipitone sta riscontrando con dovizia di particolari le dichiarazioni rilasciate nel 2008 da un altro pentito di mafia, Gaspare Pulizzi, al quale era legato da stretti rapporti di amicizia. Fu proprio grazie alle dichiarazioni di Pulizzi che Pipitone è stato condannato all’ergastolo nel processo sull’omicidio di Giuseppe D’Angelo, ucciso perché scambiato per il boss Lino Spatola al quale rassomigliava, eliminato successivamente con il metodo della lupara bianca.

Le forze dell’ordine sono impegnate in una campagna di scavo a Carini su una vasta area collinare, dove si cerca un possibile cimitero di mafia. Lì dovrebbero essere sepolti i cadaveri di Failla e Mazzamuto, uccisi nel 2000 durante una riunione-tranello e sepolti in un luogo imprecisato all’interno di una autovettura. Su questo evento divergono le dichiarazioni di Pulizzi e Pipitone, non tanto sull’omicidio, che viene confermato da tutti e due nei luoghi e nei fatti, quanto sulle modalità e sull’esecutore materiale.

Pulizzi nel 2008 dichiarò ai P.M. Gozzo e Paci che a commettere l’omicidio per mezzo di una “roncola” innestata su un bastone fu Angelo Conigliaro (deceduto qualche tempo fa) che con un colpo fulmineo uccise Failla, mentre Mazzamuto tentò la fuga ma venne bloccato dal Pulizzi stesso e da un’altro convenuto all’incontro e poi ucciso sempre dal Conigliaro. Pipitone oggi dichiara invece che uno dei due venne strangolato ed il secondo ucciso con un colpo di pistola alla testa e pare si sia assunto la paternità dell’omicidio.

I saggi in corso alla ricerca del cimitero della mafia
I saggi in corso alla ricerca del cimitero della mafia

I due pentiti concordano sulla modalità di occultamento dei cadaveri, ma anche lì con qualche piccola differenza: secondo Pulizzi i due vennero messi nella macchina di Failla (che ai tempi guidava una Fiat Tipo) e poi sepolti nelle fondamenta di un capannone nella zona industriale di Carini; secondo Pipitone invece sono stati messi all’interno del portabagagli di una Fiat Uno e sepolti in un terreno, probabilmente quello dove ancora oggi proseguono gli scavi ordinati dai magistrati di Palermo, in un’area a disposizione della congrega mafiosa di Carini. Ad oggi si sta procedendo su un’area di circa 15.000 mq, ma non è detto che non verranno effettuati altri saggi in altri luoghi, come avvenuto già più volte in questi ultimi 9 anni in località marine, collinari e montuose di Carini, come a testimoniare la capacità capillare di controllo del territorio della “famiglia” di Carini.

Nei giorni scorsi un elicottero ha sorvolato più volte la zona e questo ha alimentato le voci di piazza secondo cui all’interno vi fosse Pipitone che indicava il luogo preciso dove scavare.

A noi non resta che aspettare l’evolversi degli eventi…