Trappeto: demolita la “Cupola” sul mare, unanime indignazione

cupolaciammarita1Tra il 1940 e il 1942 lungo il litorale della Sicilia vennero realizzate numerose postazioni militari di difesa. Chiamati Bunker, Casamatte, Pillbox. Spesso circolari con copertura a cupola per far scivolare i colpi nemici. Dotate di monoferitoia o piuù feritoie con ingresso dalla parte opposta da dove poteva avvenire il presunto attacco. Uno di questi manufatti si stagliava fino ad ieri nella spiaggia della Ciammarita di Trappeto, chiamato “a Cupola”, la cupola per eccellenza, dove generazioni hanno fatto il bagno, si sono date appuntamento, hanno goduto del mare. La Cupola, il cui tetto si era pericolosamente

La Cupola distrutta. Ph Francesco Loria

staccato adagiandosi verso il mare, abbisognava di un intervento di messa in sicurezza. Ma improvvisamente, nell’arco di un solo giorno, mezzi meccanici hanno distrutto un pezzo di storia e un monumento che andava tutelato e ripristinato. Sdegno unanime  per l’ennesimo intervento che distrugge pezzi della nostra storia, cancella i ricordi, le immagini, i momenti. La Cupola della Ciammarita, facente parte del sistema difensivo della cupolaciammarita2seconda guerra mondiale,  aveva un interesse storico  e quindi sottoposto a tutela “ope legis”ai sensi dell’articolo 10 comma 1 del D. Lgs. 42/2004 che recita:“Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico”. Quindi, tutti gli immobili realizzati da almeno cinquanta anni, e la Cupola ne aveva almeno settantacinque, di proprietà degli enti sopra indicati sono sottoposti cautelarmente alle disposizioni di tutela fino al momento dell’esito della verifica dell’interesse culturale.  Qualsiasi intervento edilizio è soggetto al rilascio di nulla osta da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali. Condanna e indignazione sui social: “Un pezzo di storia viene cancellato dalla volontà del non ripristino, – dice Francesco Loria – demolire è più facile ed economico che preservare e mettere in sicurezza. Generazioni e generazioni ti hanno usato come punto di riferimento, come sfondo di una foto memorabile, come un posto in prima fila per ammirare un tramonto. Rimarrai solo in quegli scatti…”, “Piccio’ni viremu a Cupola”….!!  – ragazzi ci vediamo alla Cupola! ricorda Francesco Giacalone. Addio ad un pezzo della nostra adolescenza e della nostra Storia. Bastava metterla in sicurezza…!! Un giorno rimpiangeremo tutto questo e ci pentiremo della nostra superficialità”.

Immagine in evidenza Ph Vincenzo Saputo.

Antonio Catalfio