Carini, riprese le ricerche di Failla e Mazzamuto

Da ieri i militari del Genio scavano alla Zona Industriale di Carini alla ricerca dei resti di Antonino Failla e Giuseppe Mazzamuto, sepolti in una buca ed all’interno di una Fiat Uno pressata e ridotta ad un cubo di metallo. I due pare siano stati uccisi nel 1999 perché colpevoli di aver incendiato un supermercato e sospettati di aver eliminato un parente di Salvatore Lo Piccolo.

Gli scavi alla ricerca di Failla e Mazzamuto
Gli scavi alla ricerca di Failla e Mazzamuto

Si cercano così i riscontri agli ultimi racconti di Antonino Pipitone, il più recente pentito di mafia carinese, che hanno portato nuovamente agli arresti di 4 carinesi nelle scorse settimane: Giovan Battista Pipitone, Antonino Di Maggio, Salvatore Cataldo e Ferdinando Gallina, quest’ultimo fermato negli Stati Uniti dov’era espatriato clandestinamente.

Del delitto di Mazzamuto e Failla aveva già parlato anni fa l’altro pentito carinese Gaspare Pulizzi, alle cui dichiarazioni si sta cercando di dare oggi  riscontro con i racconti di Nino Pipitone. I due racconti però differiscono nel tempo sui particolari dell’omicidio: allora Pulizzi raccontò che a colpire per primo era stato il vecchio boss Conigliaro, intanto defunto, che con una roncola attaccata ad un bastone con un gesto fulmineo aveva ucciso Mazzamuto, mentre Failla era stato bloccato mentre tentava di fuggire e ucciso a sua volta. Oggi la versione di Pipitone racconta che uno dei due venne strangolato e l’altro ucciso con un colpo di pistola alla testa.

Già alcuni mesi fa erano stati avviati dei saggi in un altro terreno del carinese, sempre su indicazione del Pipitone, alla ricerca dei cadaveri nei pressi di un terreno in una traversa di via Torretta, ma non avevano prodotto risultati. Da ieri si cerca nuovamente nella Zona Industriale di Carini, in un terreno abbandonato da anni e che è profondamente cambiato rispetto all’epoca in cui vennero uccisi e sepolti Failla e Mazzamuto. I militari hanno atteso migliori condizioni climatiche per effettuare le prime prospezioni con l’ausilio di un georadar (clicca qui per sapere cos’è e come funziona), per individuare i resti dell’auto e procedere con lo scavo sistematico del sito.