Terrasini, discarica a cielo aperto in contrada Gazzara, protestano residenti

20170301_120344Situazione insostenibile in una delle zone più belle di Terrasini, contrada Gazzara – Fradovico, a ridosso dell’autostrada A 29. Qui, circa venti famiglie residenti sono prive dei servizi cme la rete fognaria, l’illuminazione pubblica e gran parte della strada non è asfaltata. Dall’alto della collina che domina Terrasini con un panorama che spazia sul mare, mandorli e frassini deliziano la vista ma all’altezza del sottopasso autostradale ecco una pericolosa discarica a cielo aperto, con tanto di lastre di eternit e un recipiente abbandonato dai soliti criminali. “Gettano a volte i sacchetti dall’autostrada – dichiara Croce Moceri – abbiamo chiesto più volte la bonifica senza esito”. Una petizione cì è stata inviata da Massimo Dolce, portavoce del Comitato Pro Gazzara: “I sottoscritti abitanti in contrada Gazzara a monte dell’autostrada chiedono che si provveda con la massima sollecitudine a ripulire il tratto di stradella limitrofo alla via d’accesso alle abitazioni, cosparso di rifiuti di ogni genere”. Già nell’agosto dello scorso anno i cittadini riuniti in comitato avevano scritto al Sindaco una petizione “Siamo cittadini terrasinesi che hanno aootenuto la sanatoria edilizia e hanno provveduto al pagamento degli oneri aggiuntivi riguardanti l’allacciamento alla rete idrica e fognaria, alla creazione della viabilità  e alla pertinente illuminazione. sono 20170301_120639passati molti anni da allora ma nessuno degli abitanti della predetta contrada ha potuto beneficiare delle opere suddette; al contrario la situazione e molto peggiorata a tal punto che la strada d’accesso alle varie abitazioni è diventata intransitabile e rischiosa per l’incolumità degli interessati e dei propri mezzi di locomozione che sono sottoposti a continue sollecitazioni che si concludono spesso con la rottura dei copertoni e di altre parti meccaniche: al Sindaco pro tempore chiediamo di intervenire con sollecitudine al fine di dare ai suoi concittadini una strada degna di questo nome”.

Antonio Catalfio