Non è solamente una piazza

E’ trascorso poco tempo dalla piccola rivoluzione che ha riaperto momentaneamente lo spazio pedonale corrispondente a circa metà di Piazza Duomo. Durata molto poco, la mossa di cittadini spazientiti. Da cosa? Dai conti di fine mese o dalla possibilità di fare trenta metri a piedi senza essere obbligati a passare tra automobili, motociclette, autocarri, autobus, venditori ambulanti e escrementi di cane? Francamente la protesta avrebbe avuto maggior comprensione da parte del resto della popolazione carinese se effettivamente non ci fosse la possibilità di parcheggiare in toto. Non è così. Nonostante il divieto di sosta e fermata posizionato ormai da anni si continua a parcheggiare in Corso Umberto I°, ma anche lungo Via S. Giuseppe e Piazza S. Domenico, giusto per fare un esempio, senza rispetto del Codice della strada che tanto la sua osservanza è per i dementi del volante. Dal lato opposto sul Corso Garibaldi si parcheggia a tempo e/o a pagamento, seguendo il disco orario o almeno ci si prova ma comunque si parcheggia. Con un netto miglioramento per le casse comunali dovuto alla vendita delle schede di parcheggio, che potrebbero diminuire per la mancanza di un controllo ferreo. La Polizia Locale fa quel che può ma servirebbero più operatori per sanzionare gli avventori senza educazione stradale. Nonostante tutto i metri quadrati realmente persi corrisponderebbero al massimo a tre o quattro vetture, che si prenda in considerazione la piccola utilitaria o il berlinone di moda. Ovviamente i veicoli che normalmente stazionavano in piazza in doppia fila non li abbiamo nemmeno presi in considerazione. Quindi grossomodo non è cambiato nulla, se si prende a riferimento il solo Codice della strada. Resta la bontà dell’idea di tenere quel tratto chiuso, al netto delle emergenze, nel solo rispetto della legge e dei monumenti che si trovano in quell’area. La civiltà insegna che una piazza non valorizzata muore insieme alla sua popolazione. Il problema della diminuzione della clientela lamentato da taluni può essere influenzato dalla difficoltà di parcheggiare l’automobile ma non può essere l’unica scusa se esistono dei mezzi pubblici, se esistono dei validi motivi per fare acquisti in quella zona, se si trovano i luoghi d’interesse turistico aperti. Tanti sono i veicoli che vengono parcheggiati da lavoratori che hanno mansioni d’ufficio e non provano nemmeno a usare mobilità alternativa, a condividere l’automobile, a andare a piedi in qualche caso. Il declino della piazza segue quello del centro storico. Da Via Dante a Via Sarmento, a Via Del Fante. Immobili a pezzi insieme a palazzi recenti. Case disabitate e diroccate accanto a restauri di dubbio gusto. Tutto trasuda declino. Come si potrebbe investire in questa piazza? Come si può parlare di turismo se la popolazione crede si tratti di uno strumento a disposizione delle varie amministrazioni che raccontano di un giorno lontano in cui tutti faremo gli albergatori o ristoratori perché caleranno orde di turisti danarosi. Probabilmente non sarà così e dopo che sarà scomparsa l’ultima generazione autoctona ci accorgeremo che salvaguardia significava un’altra cosa.