Goletta Verde: inquinati tratti di mare da Trappeto a Carini

Pubblicati i risultati delle analisi della Goletta Verde su alcuni punti critici della costa siciliana.

Come era prevedibile risultano fortemente inquinate le coste sulla foce del fiume Pinto a Trappeto e la foce del fiume Nocella tra Terrasini e Trappeto.

Foce del Fiume Nocella. Ph Goletta Verde
Foce del Fiume Nocella. Ph Goletta Verde

Molto attese erano le analisi del mare della Praiola a Terrasini, oggetto di un intervento del Comune sul pennello a mare dell’impianto di pretrattamento, sulle vasche e le pompe di sollevamento del porto, sugli scarichi del torrente Gìfina – Furi che sbocca con una canalizzazione nel lido terrasinese dei Faraglioni. Il responso dei campioni delle acque prelevate è che il mare è inquinato e che quindi non sono state sufficienti le azioni dell’Amministrazione comunale perché il vecchio impianto non riesce a convogliare tutti i reflui per il sovraccarico estivo o perché gli scarichi abusivi sul torrente Gìfina – Furi, che nasce nel territorio di Cinisi, persistono. Acque nere anche in due punti critici a Carini, sul fiume Ciachea, nei pressi del depuratore e a Villagrazia di Carini nello scarico di via Bernardo Mattarella.

Come si evince dalle informazioni dettagliate di Legambiente – Goletta Verde, il programma scientifico di Goletta Verde e Goletta dei Laghi sono esplicitati nel sito di Legambiente: in primo luogo gli obiettivi del monitoraggio: i tecnici di Legambiente durante la campagna eseguono il monitoraggio dello stato di qualità del mare, dei laghi e delle coste, con l’intento di mettere in risalto i punti critici. L’obiettivo è quello di scovare le situazioni che mettono maggiormente a rischio le acque: tanto le foci dei fiumi quanto i tratti di mare o lago interessati da fenomeni di inquinamento batteriologico di origine fecale per la presenza di scarichi abusivi o insufficiente sistema di depurazione, individuando tubi sospetti, condutture derivanti da depuratori rotti, mal funzionanti o di scarsa capacità. Sulla base di segnalazioni raccolte durante tutto l’anno sia dai cittadini che dai circoli locali di Legambiente i tecnici individuano i punti per i campionamenti lungo le coste italiane marine e lacustri, intervenendo con tempestività sulle situazioni a rischio di inquinamento delle acque, ampliando così il quadro delle analisi ed evidenziando le criticità.

Il prelievo alla Praiola a Terrasini. Ph Goletta Verde
Il prelievo alla Praiola a Terrasini. Ph Goletta Verde

I prelievi sono eseguiti dalla squadra di tecnici che viaggia via terra. Vengono effettuati due tipi di analisi: chimico-fisiche direttamente in sito, con l’ausilio di strumentazione da campo, e microbiologiche. Come da normativa “il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione”.
I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili immergendo completamente il barattolo nell’acqua e conservati in frigorifero, protetti contro l’esposizione alla luce durante tutte le fasi del trasporto fino al momento dell’arrivo in laboratorio e dell’analisi, che avviene lo stesso giorno del campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo.
La normativa vigente è chiara e severa:il 24 marzo 2006 è entrata in vigore la Direttiva 2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione, che abroga la Direttiva 76/160/CEE. La nuova direttiva è stata recepita in Italia con Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n. 116. L’applicazione del D.lgs n. 116/2008 è stata subordinata all’emanazione di apposito Decreto attuativo firmato il 30 marzo 2010 dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed entrato in vigore a fine maggio 2010.

Carini: foce del Fiume Ciachea. Ph Goletta Verde
Carini: foce del Fiume Ciachea. Ph Goletta Verde

Il giudizio di Goletta Verde e Goletta dei Laghi viene dato in base ai risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche: sono presi come riferimento i “valori limite per un singolo campione” inerenti alle acque, indicati dal Decreto del Ministero della Salute del 30 marzo 2010, nell’Allegato A e che riporta, nello specifico, la “definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione”. Da sottolineare che tali limiti vengono applicati alle acque marine e lacustri nelle quali viene praticata la balneazione: tra queste nel monitoraggio di Legambiente sono incluse le acque di transizione (in base a quanto indicato dal Dlgs 116/2008), definite come “corpi idrici superficiali in prossimità della foce di un fiume, che sono parzialmente di natura salina a causa della loro vicinanza alle acque costiere, ma sostanzialmente influenzati dai flussi di acqua dolce” (D.Lgs. 152 del 2006).

Sulla Praiola a Terrasini, il sindaco, due settimane fa ne aveva difeso la balneabilità, dopo segnalazioni di alcuni consiglieri comunali e cittadini che evidenziavano sversamenti anomali. Un sopralluogo evidenziava il perfetto funzionamento degli impianti, appena rimessi a nuovo e che nel portale del governo sulle acque si evidenziava la discesa del valori inquinanti da Marzo fino a Giugno, cioè da quando sono iniziati i lavori mai prima effettuati. E’ opportuno una discussione ampia sull’argomento e una seria discussione sugli impianti di depurazione di Terrasini, Cinisi e Carini. Si invitano i cittadini. Legambiente invita a monitorare le nostre coste lanciando un appello ai cittadini: “Anche tu puoi dare una mano a segnalare e denunciare situazioni critiche. Se avvisti tubature che scaricano in mare e sostanze sospette in mare o nei laghi lancia un SOS Goletta, compilando il form online. Puoi fare una segnalazione, inviando un MMS al 3460074114 o scrivendo a sosgoletta@legambiente.it, allegando una breve descrizione della situazione, l’indirizzo e le indicazioni utili per identificare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata e un recapito telefonico.”

Nell’immagine di copertina: Sversamento reflui sul fiume Pinto a Trappeto, nel 2016

Antonio Catalfio