Successo di “Così per passione!” ad Agrigento per i 150 anni di Pirandello

pirandellopass3Successo dell’Associazione Culturale “Così per passione!” ad Agrigento per le celebrazioni del 150° anniversario della nascita del grande drammaturgo Luigi Pirandello. L’associazione che ha sede a Terrasini è stata infatti scelta per tre perfomance-mise en espace (letture sceniche) ed una rappresentazione teatrale tratte da opere del grande scrittore-drammaturgo: il 29 giugno, presso casa natale di Pirandello, in Contrada “Caos”Lumie di Sicilia e Berecche e la guerra(rielaborazione-adattamento di Ino Cardinale) e il 30 giugno, presso Casa natale di Pirandello, in Contrada “Caos”: Il Turno (rielaborazione-adattamento di Giacomo Greco) che hanno riscosso il vivo apprezzamento del pubblico presente. Il 28 luglio, presso il Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”, in contrada San Nicola (la chiesa davanti alla quale Pirandello ambientò l’opera) verrà rappresentata Sagra del Signore della nave (rielaborazione-adattamento di Ino Cardinale). Si tratta di un prestigiosissimo riconoscimento per la attivissima Associazione che opera ormai da anni in Sicilia ma che ha origini nella passione per il teatro nella cittadina marinara di Terrasini fin dagli anni settanta del secolo scorso.

pirandellopass2“Un antico greco sbarcato nella Sicilia moderna!”. Così l’Associazione segue, fa propria la suggestione di Rino Caputo Lazzaro, docente presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, che ha al suo attivo tutta un serie di pubblicazioni su Pirandello e la direzione della rivista Pirandelliana, socio onorario della Associazione.

“Uno “sbarco”, ovvero un ritorno alle origini, all’“Ulivo Saraceno”, metafora della fedeltà alla propria terra: «Casa romita in mezzo a la natia / campagna, aerea qui, su l’altopiano / d’azzurre argille, al cui sommesso invia / fervor di spume in mare aspro africano, / te sempre vedo, sempre, da lontano, / se penso al punto in cui la vita mia / s’aprì piccola al mondo immenso e vano: / da qui – dico – da qui presi la via. // Da questo sentieruolo tra gli olivi, / di menastro, di salvie profumato, / m’incamminai pe’l mondo, ignaro e franco. / E tanto, ò fiorellini schivi / Tra l’erma siepe, tanto ho camminato / Per ricondurmi a voi, deluso e stanco». Sono versi di Pirandello, di colui che è andato via dalla Sicilia, ma non ne ha dimenticato il profumo”.

pirandellopassUn antico greco sbarcato nella Sicilia moderna! Anche perché nelle sue opere, nella sua teatralità, occorrono e ricorrono linee di pensiero e temi connessi alla modernità. Si pensi ad esempio alle “periferie” che Pirandello descrive addirittura come  “isole” – «Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso». Contesti, luoghi considerati geograficamente e intesi per metafora , luoghi di quanti si collocano ai margini della società. ”

In queste riflessioni è racchiuso il senso, la sintesi, del progetto di recital-letture sceniche e di rappresentazione teatrale – in una rielaborazione-adattamento di Ino Cardinale e Giacomo Greco, componenti della Associazione – dal titolo: un antico greco sbarcato nella Sicilia.

Entriamo nel dettaglio dello spettacolo che sarà rappresentato ad Agrigento il 28 luglio: La Sagra del Signore della Nave. Un atto unico, scritto nell’estate del 1924 e tratto dalla novella Il Signore della nave del 1916, apparsa nella raccolta Candelora.  “Che l’Associazione culturale “Così, per… passione!”, terrasinese, sia presente e reciti ad Agrigento nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello, che vede in programma eventi e personalità di gran livello in “luoghi” estremamente evocativi è motivo di orgoglio e vanto – dice il Direttore artistico Ino Cardinale. Le prime tre perfomance – le letture sceniche, presentate a fine giugno presso la Casa natale di Pirandello (primo dei luoghi significativi): “Lumie di Sicilia”, “Berecche e la guerra” e “Il Turno”, con testi rielaborati e adattati da Ino Cardinale e Giacomo Greco, hanno ottenuto apprezzamenti da più parti, a cominciare dal pubblico presente, che nelle due serate è andato crescendo. Mi auguro che anche l’appuntamento fissato per la sera del 28 luglio, presso il Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”, nello spiazzo davanti alla Chiesa di San Nicola (secondo luogo significativo: quello in cui Pirandello immaginò ed ambientò l’opera), con la “Sagra del Signore della nave”, abbia successo. Lo meritano i cinquantaquattro, tra terrasinesi e cinisensi, impegnati ad interpretarla insieme a dieci musici, anche loro terrasinesi e cinisensi. pirandellopass1Un’occasione altra per tenere alto il nome di Terrasini e del territorio circostante. Nella Sagra del Signore della Nave, scritta nel 1924 – rappresentata dalla Associazione cinque anni fa all’Oratorio “San Giovanni Bosco” a Terrasini e a Roma presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – v’è una commistione tra sacro e profano che tende a dimostrare che qualunque filosofia, o religione, o devozione , «…davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte…», è destinata a fallire quando nell’uomo prevale la “bestia”, l’aspetto animalesco, l’assoluto irrazionale. Spontanea è la domanda che non è solo di quello “antico greco sbarcato nella Sicilia” che fu Pirandello, ma anche nostra; – conclude Cardinale – una domanda in cui è racchiuso il senso del nostro progetto di letture sceniche e rappresentazione teatrale e rende chiara l’attualità dell’opera: il continuo divenire di irrazionali modelli antropologici di oggi non è vita? Vita che si fa teatro, teatro che rappresenta la vita”. Anche le parole di Giacomo Greco, che dal racconto Il turno ha estratto e adattato alla specificità teatrale l’originario testo, sono fatte proprie da Ino Cardinale, che a sua volta ha rielaborato i testi di Lumie di Sicilia e di Berecche e la guerra: “Ho iniziato la lettura del racconto, cercando di verificare la possibilità di rendere compiutamente il pensiero dell’autore, attraverso i dialoghi tra i personaggi, e riuscire a rappresentarli. Devo confessare che le difficoltà che ho incontrato analizzando ogni capitolo del racconto, più che indurmi a desistere, mi hanno coinvolto in una sfida entusiasmante, esaltante… Sarà stato il caso? Quale migliore occasione per sottoporre quanto elaborato al giudizio del pubblico, di quella offerta dalla Celebrazione del centocinquantesimo della nascita di Luigi Pirandello, nello scenario della sua casa natale!”

Antonio Catalfio