Terrasini: macchina tra i binari, città in ostaggio senza vie di fuga

Terrasini, cittadina marinara sul Golfo di Castellammare, è l’unico paese che non ha vie di fuga verso l’esterno: circondata dai binari della ferrovia Palermo – Trapani e da numerosi passaggi a livello, che restano spesso abbassati con tempi indefiniti, provocando code, disagi anche ai mezzi di soccorso. E’ successo ieri che una Panda, con una donna quarantenne e due bambini a bordo sia rimasta intrappolata,

Coda chilometrica in Via Palermo.1.1.17. Ph Piero Segesta
Coda chilometrica in Via Palermo.1.1.17. Ph Piero Segesta

intorno alle 17,  per un improvviso abbassamento del passaggio a livello di via Partinico, uno dei punti sensibili in cui il Comune vorrebbe costruire un sottopasso o un sovrapasso per bypassare la linea ferrata. anche gli altri passaggi a livello si sono abbassati, chiudendo in una cintura mortale la citta, con code chilometriche e automobilisti intrappolati nel caldo torrido. Sul posto interventi di Carabinieri Polizia Municipale e Protezione Civile. Il flusso viario è stato deviato verso la via Palermo creando code interminabili. Il passaggio a livello di via Partinico era prima automatico, era il treno di passaggio che chiudeva e apriva la sbarra, con tempi ristretti. L’incidente di ieri, per fortuna senza conseguenze, ha comunque il merito di riproporre con drammatica evidenza il problema della cintura ferroviaria e autostradale che circonda Terrasini. Sappiamo che di recente il sindaco, Giosué Maniaci, ha avuto un incontro con la Regione e il Dipartimento Protezione Civile e che potrebbero esserci notizie imminenti. La soluzione più idonea sarebbe una riprogettazione dell’intero sistema ferroviario, con l’interramento della linea ferrata. Tecnici esperti nel settore giurano che i costi sarebbero contenuti, la roccia è infatti quasi per intero di friabile arenaria e in sei mesi si potrebbe completare l’opera. Liberando Terrasini e potendo contare su un nuovo tracciato a raso da adibire a splendida green way per pedoni e ciclisti. E’ necessaria una mobilitazione di cittadini, tecnici e istituzioni per scegliere con rapidità la soluzione migliore.

Foto copertina di Salvatore Purpura

Antonio Catalfio