Segesta: successo per “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare

Tutti in fila al botteghino per la tre giorni di “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, con la sapiente rivisitazione del Direttore artistico  Nicasio Anzelmo. In scena ieri al teatro antico della città èlima con repliche oggi e domani 27 agosto sempre alle 19,30. Biglietti 18 euro ridotto, 22 euro intero.

Fila al botteghino per la prima del 25 agosto 2017
Fila al botteghino per la prima del 25 agosto 2017.

Con Margherita Mignemi, Plinio Milazzo, Salvo Piro, Elisabetta Alma, Giuseppe Bisicchia, Massimo Giustolisi, Roberta Andronico, Marta Cirello, Giovanni Strano, Pietro Casano, Irene Tetto, Marina Puglisi, Valerio Santi, Luigi Nicotra, Alessandro Burzotta.

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Un momento di “Sogno di una notte di mezza estate”.

“… e il fiore dell’amore svanito“ – la freccia di Cupido, nello sbagliar traiettoria colpisce facendolo diventare rosso vermiglio – che confonde la ragione, il razionale con l’irrazionale e causa di tutti i subbugli dell’inconscio degli esseri umani, è il protagonista assoluto di questo capolavoro shakespeariano.
Due luoghi d’azione: il primo luogo Atene, dove regna Teseo (non a caso uno dei più famosi seduttori della mitologia greca) che si accinge a sposare Ippolita ( non a caso la regina delle amazzoni), dopo averla sconfitta in battaglia. Il secondo luogo d’azione la foresta dove, in una furibonda perenne lite amorosa, regnano Oberon e Titania sovrani, di una corte di fate e folletti. Atene è il luogo del quotidiano, della razionalità, dell’ordine; la foresta il luogo dell’irrazionale, dove tutto diventa possibile e gli istinti si scatenano e la realtà diventa illusoria e inafferrabile come un sogno. Fra i due luoghi si muovono ed agiscono, su racconti paralleli, i quattro innamorati e i rozzi artigiani. Ciascuno di loro con storie e finalità diverse, chi per ritrovare se stessi negli affetti e le proprie passioni, chi per ritrovare fama, gloria e denaro: ma tutti alla ricerca della propria stabile identità.
In questa magica foresta, complice gli incantesimi di Puck, tutto si dissolve, tutto si complica tutto diventa illusione. Un magico luogo in cui l’erotismo si rafforza con la passione e produce turbamento fino a penetrare nella profondità dei cuori rischiando di minare le basi stesse della civile convivenza tra gli uomini. La luce fa disperdere i fantasmi inquietanti che la notte ha evocato tra i poeti, gli innamorati e i pazzi coi i “ cervelli in ebollizione e fervide fantasie ”. Si rischia di rimane emarginati dal mondo se la luce del giorno non interviene a raffreddare cervello e fantasie e a ridare al mondo ordine ed equilibrio. Ma quando sembra che il corso delle cose siano rientrate nel loro equilibrio, ecco che ritorna la notte e i fantasmi inquietanti delle passioni, che la luce sembrava di avere domato. Un capolavoro shakespeariano che racconta di un mondo dove i fantasmi dell’irrazionale sono necessari e benefici per la razionalità che ci accompagna. Un esplorazione divertente e spesso comica negli abissi dell’inconscio in un allestimento semplice e leggero come semplice e leggera è la scrittura del Bardo”.

Nicasio Anzelmo
Nicasio Anzelmo

Il Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2017 è giunto quest’anno alla sua terza edizione, con un successo di pubblico che ne conferma la validità delle scelte artistiche e del progetto nel suo complesso. Le presenze per i vari spettacoli si attestano intorno ai 350 spettatori per ogni rappresentazione, con picchi che giungono fino ai 900 spettatori. Anche le albe mantengono il loro fascino con un numero crescente di spettatori culminante nelle 350 presenze per L’asino d’oro di Apuleio. Il direttore artistico Nicasio Anzelmo si dichiara molto soddisfatto per i risultati ottenuti: “Il Festival nel triennio ha assunto una fisionomia definita, privilegiando i testi classici sia originali, sia in riletture d’autore, come per esempio Elettra o la caduta delle maschere della Yourcenar, che rilegge in chiave moderna la tragedia di Euripide. L’attenzione rivolta alla qualità degli spettacoli è la cifra vincente su cui il festival si sta consolidando, congiuntamente alla formula delle residenze. Per due mesi Calatafimi Segesta diventa un cantiere d’arte dove attori, compagnie professioniste, registi noti e giovani talentuosi si cimentano nella costruzione dei loro spettacoli che poi debuttano al teatro antico di Segesta. Questo fornisce opportunità di sviluppo al piccolo centro del trapanese e concede spazio e fiducia a chi al teatro vuole dedicare la sua vita pur se tra mille difficoltà”.

Antonio Catalfio