Partinico: torrente Puddastri vergogna d’Italia, sversamenti senza fine

Sul mare della baia di San Cataldo, tra i comuni di Terrasini e Trappeto, come preannunciato all’opinione pubblica e agli organi inquirenti, i mesi di Ottobre e Novembre sono periodi sensibili per gli sversamenti illegali. Non riusciamo a contarli più, c’è il rischio che la quotidiana impunità diventi

    Terrasini. San Cataldo 13.11.2017. Ph Francesco LoriaTerrasini. San Cataldo 13.11.2017.

nuovamente la normalità agli occhi anche delle menti più sensibili. Il fiume Nocella e San Cataldo, paradiso naturalistico e archeologico, popolato di pesci, anguille, e ricco di avifauna. Un parco fluviale di estrema importanza che subisce la violenza criminale di persone senza scrupoli. L’imputato numero uno è un suo affluente, il Puddastri, che attraversa i territori di Borgetto e Partinico per poi scaricare il suo liquido di morte sul Nocella e terminare proprio nella baia di San Cataldo. Comitati di cittadini, privati che hanno attività nella zona e le amministrazioni di Terrasini e Trappeto, parte lesa, non riescono a risolvere, nonostante le denunce, il problema. Non sappiamo quale strategia stiano adottando le Forze dell’Ordine, ma il risultato finora è questo: il Puddastri e il Nocella sono la vergogna d’Italia. Documentati anche da Fabio Amato del Patto per la Salute di Partinico, da Bruno Alioto, da Alessio Tobia, da Pino Maniaci di Tele Jato, da Gianluca Perlongo de “Il Tarlo” di Trappeto, da Giuseppe Ruffino di Terrasini Oggi. Scarichi fognari, oleari e vinicoli, questo accoglie questo paradiso che in tanti vorremmo non solo difendere ma, nel rispetto dei delicati equilibri ambientali e paesaggistici, far sì che diventi volano di sviluppo economico per il Golfo di Castellammare. In questi mesi abbiamo reso pubblici quasi tutti gli sversamenti illegali, ma, come titola il gruppo di Facebook. San Cataldo è ancora la baia dell’illegalità.”Oggi lunedì 13 novembre. Sembra una scena tratta da un film horror, i corvi gracchiano nella solitudine della Baia, le lingue nere che si intrecciano nelle acque di un mare in agitazione, sono il simbolo di una società cupa senza speranza”. E per paradosso sembra che l’ambiente fluviale sia popolato anche da bellissime Gru, che sono il simbolo di Terrasini. Ieri, in una domenica di novembre, abbiamo organizzato un incontro davanti a più di un caffè, con Pietro Puccio, Felice Internicola, Rosario Scasso e Francesco Loria, per gettare delle solide basi per la tutela dell’ecosistema di San Cataldo e del Golfo di Castellammare. Un incontro denso di idee e di entusiasmo che si spegne dopo poche ore per l’ennesima dose di veleni documentata da Loria “Con sfumature di tutti i tipi che seguono le correnti”. sancataldocostantiniMi piace concludere quest’articolo con una immagine scattata nel pomeriggio del 23 settembre; la mattina, un nutrito gruppo di cittadini, di Terrasini, Trappeto, Partinico, Montelepre ha ripulito l’intera baia, in testa il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci. Ritorno nel pomeriggio per ammirare l’opera appena fatta e nello spettacolo della costa pulita, del mare limpido, si staglia la figura di una ragazza  a cavallo, entra nel mare, sembra tutt’uno con la natura, la guardo ammirato e lei risponde con un dolce sorriso ed un saluto, quella ragazza era Alice Costantini, pochi giorni fa vittima di un incidente a cavallo a Partinico. A te Alice dedichiamo il nostro impegno per questa baia che ti piaceva tanto, e ti ricorderemo con iniziative che rendano sempre presente nel ricordo il tuo dolce sorriso alla vita.

Antonio Catalfio

Immagine copertina di Alessio Tobia.