Partinico: Ricordo di Danilo Dolci nella casa di via Ianniello

iannello2Venti anni fa, moriva il sociologo Danilo Dolci, che ha impresso un segno indelebile nella storia di Partinico e della Sicilia. Oggi bella manifestazione di ricordo davanti la sua casa di via Iannello a Partinico, nel quartiere Spine Sante, ieri scelto a simbolo della povertà degli abitanti della città, oggi splendido quartiere storico con viuzze che conservano ancora il fascino della civiltà contadina. E quella casa che ancora oggi profuma di azzolo, cadente e simbolica, abbandonata ma viva, pulsante, è stata quinta scenica e protagonista della manifestazione organizzata dal Circolo di Rifondazione Comunista di Partinico. Presenti, tra gli altri, il consigliere Gianluca Ricupati, il Presidente del Consiglio Comunale Filippo Aiello, Toti Costanzo, anima storica dei comunisti partinicesi, sempre vicino alle battaglie per il territorio. Tra gli intervenuti anche il consigliere Valentina Speciale e Salvo Vitale, compagno iannello1di Peppino Impastato e commentatore di Tele Jato e Renzo Di Trapani, della Direzione Provinciale Pd. Dopo il ricordo della figura dell’insigne sociologo, la manifestazione ha messo ancora una volta l’accento sulla acquisizione al demanio comunale o regionale della casa di via Iannello, dove visse Danilo Dolci. Il Circolo di Rifondazione Comunista, il Presidente del Consiglio Comunale Aiello e tanti cittadini, si erano fatti promotori per far dichiarare la casa Bene Culturale per poi procedere all’acquisto. Incredibilmente all’atto della votazione in Consiglio mancò il iannello3numero legale e la Sovrintendenza ai Beni Culturali, ricevette disinteresse da parte dell’Amministrazione Comunale. “Sono venti anni che Danilo non è piu’ con noi anche se la sua memoria e la sua eredità non sono state perdute – dichiara Toti Costanzo -. Proprio nei giorni 16 e 17 scorsi, per iniziativa dell’Ordine degli Architetti di Palermo e col sostegno della Pro Loco, ha avuto luogo una due giorni che si è conclusa presso la Cantina Borbonica con un Convegno. Siamo ancora una volta in via Iannello luogo simbolo di una memorabile battaglia che Danilo condusse usando lo strumento di pressione (la pressione dal basso) del digiuno e ottenendo quale risultato i finanziamenti dalla Cassa Depositi e prestiti per la realizzazione dell’invaso Poma nato per lo sviluppo dell’agricoltura anche se divenuto, nei fatti, un mezzo per far realizzare profitti all’AMAP con la vendita dell’acqua del potabilizzatore e alle città iannellocostiere e soprattutto a quella di Palermo . Intervengo con questa nota per ricordare come fu il 30 dicembre del 2012 che alla presenza dell’allora sindaco Lo Biundo il quale volle partecipare alla cerimonia, proponemmo come Partito della Rifondazione Comunista, l’acquisizione al patrimonio pubblico del modesto immobile di via Iannello perche’,restaurato, divenisse insieme ad altri ,uno dei simboli dell’opera di Danilo.Nei giorni successivi fu inviata al sindaco una nota ufficiale che,pero’, non ebbe mai alcuna risposta . Durante la commemorazione del 17° anniversario della morte di Danilo Dolci da noi organizzata, abbiamo presentato una mozione consiliare per impegnare l’amministrazione comunale ad avviare l’iter per la dichiarazione di interesse culturale dell’immobile di via Iannello, oggi in stato di assoluto degrado. A firmare la mozione i consiglieri Gianluca Ricupati e Valentina Speciale del gruppo consiliare Cambiamo Partinico e il Presidente del Consiglio Aiello Filippo ,ovviamente respinta dalla maggioranza consiliare del sindaco. Da allora il silenzio piu’ triste è calato sulla richiesta. Ovviamente non desisteremo fino a quando quell’immobile non diventerà quel che abbiamo chiesto che sia ormai da cinque lunghi anni. La mozione presentata in Consiglio dai compagni Gianluca Ricupati e Valentina Speciale per vincolare ed acquisire la dimora di Danilo in via Iannello e sottoscritta anche da Filippo Aiello, non venne approvata perché i consiglieri comunali della maggioranza di Lo Biundo fecero , in quella seduta , mancare il numero legale  .Ne’ quella amministrazione volle rispondere alla Regione che con una nota si rendeva disponibile. al dialogo sul bene”. Un Bene Culturale in parte in rovina e in parte manomesso la cui acquisizione appare indifferibile per onorare pienamente Danilo Dolci e i partinicesi che lottarono a suo fianco, diventando casa – museo di sè stesso.

Antonio Catalfio