Partinico: Cantina Borbonica chiusa mentre è in corso mostra su Danilo Dolci

Si delineano i contorni della triste vicenda della chiusura al pubblico della Real Cantina Borbonica di Partinico. Come una rappresentazione del teatro dell’assurdo il Comune, con delibera urgente e di immediata esecuzione chiude il Monumento, trasferendo tutto il personale addetto, mentre è in corso mostradolci1una bella mostra su Danilo Dolci, aperta su concessione del Comune stesso dal martedì’ al sabato fino al 13 gennaio dalle 9 alle 13. La mostra, organizzata dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo e dalla Pro Loco Cesarò di Partinico, è il risultato dell’importante manifestazione “Idea ed Azione: Le opere di Danilo Dolci” e del workshop Taccuini di Viaggio, un percorso disegnato alla scoperta di Danilo Dolci, cha ha visto proprio la Cantina Borbonica animarsi di eventi e incontri. Quindi il Comune chiude il monumento mentre è aperta una mostra che valica i confini di Partinico e che sarà poi esposta al Museo d’Arte Contemporanea Riso di Palermo. Libri, fotografie dei luoghi emblematici dell’insigne sociologo, pregevoli disegni realizzati durante il laboratorio itinerante, sono prigionieri e i visitatori che arrivano attratti dall’evento rimangono stupefatti dai cancelli chiusi e soprattutto dall’avviso esposto sulla stessa cancellata di ingresso. Quindi un funzionario comunale è responsabile di mostradolcilocun procedimento, deliberato poi dal Commissario, che chiude un monumento mentre è in corso una importante mostra autorizzata dallo stesso Comune. La Pro Loco di Partinico si dice stupita dalla chiusura mentre interviene Mauro Nicolosi del Movimento Partinico Città d’Europa, che scrive una lettera aperta al Commissario Straordinario Maurizio Agnese, chiedendo di revocare la delibera: “Gentile signor Commissario,  ci permetta di analizzare a fondo il problema – dichiara nella lunga nota Mauro Nicolosi -Le ‘motivazioni’ addotte sono assolutamente irricevibili: il numero dei visitatori, esiguo e sparuto, non dipende dal destino avverso, ma dall’assoluta mancanza di programmazione culturale di questo Ente.  I monumenti non sono come i negozi (pochi clienti, chiudiamo). I monumenti sono la storia e l’identità di un territorio e della popolazione che ci vive.  Desideriamo sapere, signor Commissario, quante persone sono impegnate nell’ambito Promozione culturale del Comune di Partinico.  Nel caso della Real Cantina Borbonica l’Ente ha l’obbligo di erogare servizi efficienti  tenendola aperta e fruibile, questa è nella fattispecie la mission della pubblica amministrazione; non il contrario che suona invece come un insopportabile abuso della burocrazia sulla cultura e sull’arte. canino1L’antieconomicità nel tenere aperto il monumento al di là delle visite prenotate è davvero una scusa imbarazzante. I monumenti vanno promossi e propagandati, come si dice in gergo turistico ‘venduti’ ai visitatori. E’ mai possibile che a nessun Responsabile Politico, Amministrativo e Tecnico di questo Comune sia venuto in mente di contattare le agenzie di viaggio del territorio e progettare un piano di offerta ai tour operator regionali? Non sarebbe auspicabile un lavoro in sinergia con la Pro Loco locale? Certo viene molto più comodo chiudere che progettare! Ma questo è un ragionamento da burocrati non da promotori di cultura e di storia del territorio.  Signor Commissario – conclude – perché, a differenza di quanto prevede la deliberazione, non dispone il trasferimento di parte del settore alla Cantina Borbonica? In tal modo la Cantina rimarrebbe aperta e la copiosità del personale trasferito permetterebbe una adeguata programmazione delle attività turistico-culturali della Cantina. Peraltro, Sign. Commissario, nella deliberazione viene citato l’art. 4 del Regolamento della Cantina Borbonica a supporto giuridico del cambiamento proposto. Ma Lei e chi dirige il settore Cultura del Comune, avete mai letto quante cose prevede il medesimo regolamento come attività museali e culturali della Cantina canino2Borbonica? Perché non si è rispettato il Regolamento anche per le attività culturali da porre in essere nel monumento? I Regolamenti non valgono solo per legittimare misure riduzioniste, ma soprattutto per essere l’alveo di circoli virtuosi. Signor Commissario non si renda corresponsabile dello sfascio culturale del comune di Partinico; non lavori in continuità con le amministrazioni che l’hanno preceduta e che hanno collocato questa città in un triste e oscuro medioevo. Le rimangono ancora pochi mesi di gestione di quest’Ente, lasci di sé un ricordo virtuoso. Proprio in questi giorni il MIBACT ha reso noti i dati delle visite museali del 2017. E’ stato un grande successo. La sua deliberazione collocherebbe Partinico ancora più in fondo nella graduatoria dei territori culturalmente depressi. Non si assuma questa responsabilità.

SIGNOR COMMISSARIO, PER LE RAGIONI ESPOSTE IN QUESTA LETTERA, LE CHIEDIAMO DI ANNULLARE SUBITO LA DELIBERAZIONE 111 DEL 20 DICEMBRE 2017. ‘IL MOVIMENTO CITTÀ D’EUROPA’ È DISPONIBILE A COLLABORARE PER STUDIARE SOLUZIONI ALTERNATIVE A QUELLE PREVISTE DALLA SUA DELIBERAZIONE. IL MOVIMENTO NON E’ ASSOLUTAMENTE DISPONIBILE AD ACCETTARE QUESTO  ENNESIMO PASSO INDIETRO NEL CAMMINO CIVILE DELLA CITTÀ DI PARTINICO”.

La Cantina Borbonica di Partinico è stata in questi anni teatro di tutta una serie di iniziative che hanno fatto conoscere il monumento, con un ritorno di immagine per Partinico che non può essere quantificato in un ipotetico 50/100 utenti paganti.

canino4Intanto oltre a impedire di fatto la visita della mostra su Danilo Dolci, la “chiusura su prenotazione” ha provocato un altro disastro: La Real Cantina Borbonica contiene un eccezionale Museo Etnoantropologico, la meravigliosa collezione dei pupi siciliani di Nino Canino, invidiata in tutto il mondo e salvaguardata e divulgata dalle figlie Maria Pia e Laura Canino. Visitatori di tutta Europa vengono a Partinico a vedere stupefatti i preziosi pupi dell’artista di Partinico, una delle famiglie di caninocostruttori di pupi più antica della Sicilia e realizzatori del primo pupo armato della storia. “Siamo preoccupate – dichiara Maria Pia Canino – per questa chiusura che rende l’ambiente insicuro e che provocherà degrado, viene voglia di trasferire tutto”. Ma il museo dei Pupi di Nino Canino merita un intero articolo che realizzeremo in seguito.

Antonio Catalfio