Sabato 13 gennaio, Partinico intitola una via all’ambientalista Nino Amato

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Nino Amato dialoga con Sergio Mattarella

C’è un albero d’ulivo a Partinico che cresce frondoso nel giardino del monumento ai caduti, quell’albero dalle salde radici e dalla chioma argentata è la memoria di Nino Amato, insegnante, sindacalista e ambientalista partinicese a cui verrà finalmente intitolata una via della cittadina nei pressi di viale dei Platani; l’evento inizierà sabato mattina alle ore 11:00, alla presenza dei familiari, di rappresentanti delle Forze dell’Ordine e del Movimento sindacale,  di mons. Salvia, del Presidente del Gal Pietro Puccio e del Presidente del Consiglio Filippo Aiello. Nino Amato nasce a Partinico il 30 gennaio 1946 da una famiglia di agricoltori, ultimo di quattro figli. Ben presto iniziò a frequentare l’Azione Cattolica presso la chiesa di San Gioacchino. Alternando l’impegno religioso e civile alla passione per il calcio: giocò infatti ad alti livelli in molte compagini calcistiche, tra le quali l’Intrepida e la Città di Alcamo. Diplomatisi al Geometra, proseguì gli studi presso la Facoltà di Matematica all’Università di Palermo, laureandosi con il masimo dei voti. Subito dopo la laurea gli fu assegnata la cattedra in una scuola superiore di Latina dove rimase ben quattro anni. Ritornato in Sicilia insegnò al Liceo Scientifico e al Ragioneria della sua città. Nel frattempo inizia l’impegno sindacale con la Cisl Scuola, ricoprendo le cariche di Segretario Provinciale e poi Regionale e cercando soluzione ai problemi che affliggevano scuola e insegnanti. Fece parte anche del Direttivo Nazionale e gli fu proposto di trasferirsi a Roma per intraprendere una nuova carriera nel sindacato ma rifiutò perchè non volle lasciare la sua amata Partinico. Nel 1984 inizia una campagna serrata sul fronte ambientale, riuscendo a fare scendere in campo tutti gli aderenti alla Cisl che costituirono un comitato contro l’inquinamento e la distilleria Bertolino. In quegli anni non era facile ribellarsi contro la potenza industriale partinicese, tanti nomi anche in odor di mafia  cercarono di intimorire infastiditi l’attivismo e il superamento di uno status quo, spalleggiando l’industria che ammorbava con fumi maleodoranti l’aria e con scarichi inquinanti i fiumi Puddastri e Nocella e il mare targaninoamatodi San Cataldo, che ieri come oggi, era diventata una fogna a cielo aperto con i reflui provenienti dalla lavorazione vinicola dell’industria di Antonina Bertolino. Tanto che quel tratto fu rinominato, millenni dopo il poeta Omero, “Mare Color del Vino”. I mezzi di informazione non erano ancora prersenti in maniera capillare come oggi, nessuna emittente locale, e grazie Gaspare Orlando, proprietario di una telecamera professionale, si riuscì a documentare il degrado ambientale e gli scarichi reiterati, montando i filmati ad Alcamo. Un lungometraggio del degrado ambientale del territorio fu presentato nel noto locale Pam Pam alla Ciammarita nel 1985. Presente allo storico dibattito anche Antonina Bertolino che dichiarò che non era colpa della sua industria. Alla fine dell’incontro, un’amara sorpresa: bucate tutte le gomme delle auto degli organizzatori. Un giorno di una caldissima estate di Agosto, mentre si dovevano continuare le riprese, perse la vita alla Ciammarita il Cameraman Gaspare Orlando, sotto gli occhi dei familiari e dei componenti del comitato. L’emozione per quella tragica giornata, spinse i componenti a sospendere le proteste.  Nel 1996 a Nino Amato fu diagnosticato un cancro ma la notizia non scalfì la tempra di combattente e con il compianto Gino Scasso ed altri costituì l’Assoziazione contro i Tumori. Dagli studi emerse che a Partinico la media dei casi era superiore del 200% alla media nazionale. Finalmente nel 2000, Nino Amato fondò il Patto per la Salute e l’Ambiente, riuscendo nell’impresa di riunire la maggior parte delle forze politiche e sociali. Tantissimi i convegni, le catene umane, fiaccolate e gli incontri con gli studenti nelle scuole. Il 13 gennaio 2003, Nino Amato perse la sua unica battaglia, quella contro il cancro, un giorno prima di morire era stato ospite di una trasmissione televisiva che parlava di ambiente.

Antonio Catalfio