Un depuratore in comune per Terrasini e Cinisi: risparmio e tutela del mare

A Terrasini e Cinisi, il nuovo depuratore consortile da realizzare nel sito già esistente dell’aeroporto, sta diventando un giallo. Il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo, all’inizio possibilista, ha cambiato parere, sollecitando anzi il Commissario ad accelerare il vecchio progetto di Cinisi,  ancora non producendo ragionevoli motivazioni tecniche e documentali. Il Commissario Straordinario Unico per il coordinamento e la realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue urbane, Enrico Rolle, sottolinea nella sua relazione che “L’attività istruttoria e progettuale svolta dalla Struttura Commissariale indica che l’ipotesi di convogliare i reflui del Comune di Terrasini all’impianto di depurazione di Cinisi, opportunamente

Giangiacomo Palazzolo, Graziano Del Rio, Davide Faraone, Giosuè Maniaci e Maria Rita Crisci
Giangiacomo Palazzolo, Graziano Del Rio, Davide Faraone, Giosuè Maniaci e Maria Rita Crisci

adeguato e potenziato, è tecnicamente fattibile e contribuirebbe a ridurre notevolmente gli oneri di gestione portandoli a valori unitari (euro per metro cubo di acqua trattata) allineati con quelli usuali”. Anche l’Assemblea Territoriale Idrica di Palermo è favorevolissima: “quest’Assemblea – dichiara in una nota Leoluca Orlando non può che condividere appieno le valutazioni espresse dal Commissario circa la maggiore convenienza, sia in termini d’inevstimento iniziale, che di successivi costi gestionali, oltre che di migliore gestione dei reflui prodotti dai territori dei Comuni in indirizzo,, consistente in un unico impianto di depurazione centralizzato. Per tale ragione s’invita il Sindaco del Comune di Cinisi – conclude il Presidente dell’Area Metropolitana – a riconsiderare la propria posizione, riesaminando la proposta di accorpamento e centralizzazione dei due progetti in oggetto basandosi su valutazioni di esclusivo carattere tecnico – economico”. Desta perplessità, in ogni caso, che non siano stati investiti i Consigli Comunali dei due Comuni, massima espressione su scelte urbanistiche e ambientali che coinvolgono il territorio. Le associazioni ambientaliste dei due comuni, favorevolissime al depuratore consortile hanno chiesto che i due consigli si riuniscano congiuntamente. discutere serenamente degli aspetti tecnici ed economici del progetto è la soluzione auspicata per fare cadere chi soffia sul fuoco con argomentazioni medievali, mettendo in difficoltà in primo luogo il primo cittadino del comune benedettino. Riunione che dovrebbe essere convocata alla presenza del Commissario dello Stato e dei tecnici che ne hanno dichiarato ad ampie lettere l’economicità di costi di costruzione e soprattutto di gestione. Infatti l’impianto costerebbe meno e i soldi risparmiati potrebbero essere investiti in soluzioni per eliminare ancor di più l’impatto ambientale e anche per collegare al sistena fognario le contrade di Cinisi attualmente sprovviste. “Entrambi i Comuni – dice il sindaco di Terrasini depuratoredoc1Giosuè Maniaci – hanno attualmente un finanziamento a disposizione per l’adeguamento dei propri depuratori (oltre 15 milioni di euro Terrasini, 5 milioni Cinisi) ma allo stesso tempo entrambi i Comuni sono sottoposti alle direttive del Commissario straordinario. Questo studio è stato fatto e il risultato è stato assolutamente positivo: secondo il Commissario straordinario un depuratore consortile non solo è fattibile ma porterebbe notevoli vantaggi economici per entrambe le comunità, sia nel costo di realizzazione che sarebbe ridotto, sia nei costi successivi di manutenzione con una possibile limitazione dei canoni di depurazione a carico delle due popolazioni contigue. Lo studio, tra l’altro, ha evidenziato come già attualmente 2400 abitanti ricadenti nel territorio di Cinisi scaricano quotidianamente (da anni) i propri reflui nella rete fognaria di Terrasini, aumentando la portata del nostro impianto di pretrattamento con alti costi manutentivi e aggravando la capacità limitata del nostro impianto. Un sacrificio che abbiamo fatto volentieri per contribuire ai buoni rapporti tra le due comunità vicine. Lo studio ha dimostrato come una semplice condotta potrebbe mettere in comunicazione i due sistemi, permettendo l’allaccio di alcune contrade in atto non collegate alla rete e terminando nell’attuale impianto di Cinisi che, con le tecnologie moderne, sarebbe adeguato e potenziato senza danni per l’ambiente. L’ipotesi quindi più che realistica di realizzare un depuratore consortile prospettata dal Commissario nazionale non vuole rappresentare un danno nei confronti del paese vicino ma, al contrario, una ulteriore e concreta possibilità di sviluppo per entrambi i paesi, di modernizzazione delle infrastrutture, di abbattimento dei costi per i cittadini, di tutela del nostro mare e dell’ambiente.Rivolgo quindi un appello agli amministratori, a tutte le forze politiche di Cinisi e Terrasini, alle associazioni presenti nel territorio: valutiamo bene senza scelte affrettate, tutti insieme, i due consigli comunali, le due amministrazioni, tenendo informati i cittadini sui notevoli vantaggi di quest’opera e lasciando da parte miopi considerazioni superate dal tempo ma proiettando le nostre scelte nel futuro, un futuro comune che è già nello spirito dei nostri figli e delle nostre comunità”. Isolare quindi chi agita argomentazioni dettate da ignoranza e serenemente e celermente mettersi attorno ad un tavolo, ricordando che la salvaguardia del mare è obiettivo comune dei due paesi vicini perchè il mare sì non ha confini.

Antonio Catalfio