Carini: il progresso adegua le automobili ma Carini non cambia

Un borgo medioevale di rilievo, dove le vie di comunicazione sono state pensate per altri scenari e necessità. Luoghi in cui le automobili non dovrebbero avere cittadinanza se non a seguito di una adeguata comprensione degli spazi. La società non segue queste regole anzi disprezza ogni tentativo di ordine in osservanza dell’antico sentimento di avversione verso il prossimo. Nessun architetto ha seguito lo sviluppo verticale e orizzontale di Carini se non tecnici che hanno massimizzato gli spazi senza adeguare il pensiero alle necessità delle generazioni future, ragionando con il pensiero furtivo di chi li ha preceduti e senza alcuna armonia. Un centro storico e non solo, ampliato in tante strade buone solo per andare a piedi oppure circondate da edifici sorti lungo zone al limite della praticabilità che restano importanti assi viari della odierna città come se si fosse sviluppata nel tempo un altra identità e non la stessa che sopravvive nei secoli in base alla cupidigia di chi ha preferito con lucro prendere posizioni di vantaggio sociale basandosi sui metri quadrati e sul consumo di suolo urbano che avrebbe dovuto essere destinato a far vivere meglio loro e i loro figli. Carini oggi è invasa nei suoi luoghi vitali, perché segnano dove si trovi l’anima della città, e nonostante questo devasta continuamente la memoria e calpesta la dignità di chi quella terra l’ha curata e oggi giace alla spasmodica ricerca di frutti diversi nati dal cemento e dall’economia dei servizi che nulla crea se non il bisogno di avere di più.