Goletta Verde 2018: in Sicilia inquinati 22 punti su 26

E’ una fotografia drammatica del mare siciliano, il risultato della campagna di Goletta Verde 2018: su ventisei punti di prelievo effettuati dal 3 al 6 luglio, ventidue risultano inquinati e di quest’ultimi ben diciassette fortemente inquinati. Inquietante la situazione alla baia di San Cataldo, tra Trappeto e

Fonte www.legambiente.it/golettaverde
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Terrasini, risultata fortemente inquinata nel prelievo del 5 luglio, mentre la foce del Pinto, sulla Ciammarita a Trappeto è anch’essa inquinata. Disco rosso anche alla Praiola a Terrasini, nel punto di prelievo davanti alla scalinata, è risultata anch’essa inquinata anche se i dati del portale delle acque di balmeazione ne assicurano la balneabilità. A Villagrazia di Carini, fortemente inquinata la foce di scarico presso via Bernardo Mattarella, stesso risultato a Carini alla foce del fiume Ciachea presso il depuratore. Fortemente inquinati anche a Palermo, in via Messina Marine 391/A lo scarico presso Armando Diaz, a Porticello il piano stenditore del lungomare, a Bagheria la spiaggia Sarello presso uno scarico di acque bianche e il Molo di Cefalù nello sbocco del canale sulla spiaggia presso piazza Marina. Anche la frequentata località di Marinella di Selinunte, nel comune di Castelvetrano, nel tratto di spiaggia presso il depuratore, è fortemente inquinata. «La maladepurazione è un’emergenza ambientale che va affrontata con urgenza, visto che siamo stati anche condannati a pagare all’Ue una multa da 25 milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi finché non ci metteremo in regola. Sebbene a un prezzo salatissimo, su questo tema dovremmo essere grati alle istituzioni europee perché ci aiuteranno a risolvere il problema della mancata depurazione – sottolinea Stefano Ciafani, presidente di Legambiente Nazionale – E lo dimostra il nostro monitoraggio, che ripetiamo sempre non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta ad accendere un riflettore sulle criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali. Anche quest’anno la fotografia scattata da Goletta Verde ci restituisce un’istantanea drammatica per molte aree della costa sicula. Parliamo non a caso di malati cronici, situazioni critiche che segnaliamo da anni, ma per le quali evidentemente poco o nulla è stato fatto. Per questo Legambiente quest’anno affiancherà alla denuncia pubblica sullo stato

Ultimo sversamento sul fiume Nocella e torrente Puddastri il 14 giugno 2018. Fonte Fabio Amato
Ultimo sversamento sul fiume Nocella e torrente Puddastri il 14 giugno 2018. Fonte Fabio Amato

delle acque anche un’azione giuridica, presentando nuovi esposti alle autorità competenti per chiedere di verificare le cause di queste criticità e denunciare i responsabili secondo le nuove norme previste dalla legge sugli ecoreati”. Non va meglio, sul fronte dell’informazione ai cittadini. La cartellonistica informativa, obbligatoria da anni per i comuni e che dovrebbe avere la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, è praticamente assente: i tecnici di Goletta Verde in Sicilia soltanto su 26 punti monitorati non hanno avvistato nemmeno un cartello. I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, PH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione. Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente: INQUINATO = Enterococchi intestinali >200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >500 UFC/100ml. FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali >400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >1000 UFC/100ml. Il portale acque del Ministero della Salute, rileva tuttavia che l’11 giugno alla località Maidduzza, ma il punto di prelievo è alla Praiola, nel Comune di Terrasini, la qualità delle acque è buona e balneabile, solamente 5 enterococchi e 10 escherichia coli. Stessa cosa alla foce del Pinto a Trappeto, dove abbiamo  non presenza di enterococchi, addirittura eccellente altezza Città del mare, in prossimità di San Cataldo. Ancora non pubblicati i dati di Luglio.  I rilevamenti del Ministero della Salute sono quelli su cui i sindaci  emettono per legge eventuali  ordinanze di divieto di balneazione.

Antonio Catalfio