Carini accoglie il “suo” Vescovo

S.E. Mons. D'Errico con la Prof.ssa Rosa Maria Carra Bonacasa
S.E. Mons. D’Errico con la Prof.ssa Rosa Maria Carra Bonacasa

E’ iniziata ieri la visita carinese di S.E. Mons. Alessandro D’Errico, Vescovo Titolare di Carini e Nunzio Apostolico di Malta e Libia, a distanza di 50 anni esatti dall’ultima visita di un vescovo di Carini.

Perché Vescovo Titolare di Carini? Ma Carini non fa parte della Diocesi di Monreale?

Domande legittime che oggi hanno una semplice spiegazione grazie all’accesso tecnologico alle informazioni, ma ai più “pigri” lo spieghiamo noi.

Non tutti sanno che l’antico nome di Carini era Hykkara, cittadella di incerte origini sicane o elime che aveva sede nell’attuale territorio di Carini. Teorie controverse la individuano ora in cima alle montagne, ora in collina o in riva al mare. Si sa soltanto che nel 415 a.C. venne distrutta dal generale ateniese Nicia quando questi venne in Sicilia nel propagarsi delle Guerre del Peloponneso. Hykkara viene ricordata principalmente perché diede i natali alla bellissima etèra Laide, fatta schiava bambina dalle truppe di Nicia e così deportata in Grecia. Dopo la distruzione la cittadina venne rifondata in quella che oggi è la contrada San Nicola con il nome latinizzato in Iccara, da cui provengono numerosi resti archeologici che testimoniano la presenza o di una grande villa latifondista o una cittadina, come ricordato da varie fonti. Di certo oggi sappiamo che l’insediamento non doveva essere proprio piccolo, visto che era sede vescovile e di sua pertinenza sono le estese Catacombe di Villagrazia di Carini (tra le più grandi della Sicilia).

Sede vescovile probabilmente già dai primi vagiti del Cristianesimo, in sostanza come confermano le Catacombe che hanno restituito i reperti più antichi datati tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C., ovvero subito dopo la fine delle persecuzioni ai Cristiani e la conversione dell’imperatore Costantino I. Papa San Gregorio Magno (590-604 d.C.) scrive alcune lettere riguardanti la Diocesi carinese e cita il suo vescovo e 2 vescovi di Iccara-Carini partecipano a 2 Concili Vaticani: Johannes al Concilio Laterano del 649 e Costantino al secondo Concilio di Nicea del 787.

Il sigillo vescovile in mostra in Chiesa Madre a Carini
Il sigillo vescovile in mostra in Chiesa Madre a Carini

Proprio attinente al periodo del Concilio Laterano è il sigillo vescovile rinvenuto anni fa in Contrada San Nicola ed in custodia presso la Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, ed esposto in Chiesa Madre a Carini in occasione di questi giorni di visita di Mons. D’Errico. Si tratta del sigillo vescovile del Vescovo palermitano FELICE, che proprio nel 649 partecipò insieme al Vescovo di Carini Giovanni (Johannes) al Concilio Laterano. Ad oggi i sigilli vescovili siciliani rinvenuti sono poco più di una decina, quasi tutti con identiche caratteristiche, e testimoniano il continuo scambio di corrispondenza tra le prime sedi vescovili del Cristianesimo.

Con l’arrivo dei musulmani la sede vescovile venne soppressa e mai più ripristinata. La conquista normanna della Sicilia vide una drastica riduzione delle sedi vescovili, non più di nomina papale ma regia grazie alla “legazia apostolica” concessa da Papa Urbano II, e Carini venne accorpata al nuovo vescovato di Mazara del Vallo.

Le sedi rimaste “senza territorio” hanno mantenuto però il titolo, ecco perché la definizione di Vescovo Titolare.

Ingresso alla Catacomba
Ingresso alla Catacomba

La visita di S.E. Mons. D’Errico è iniziata ieri pomeriggio con la visita alle Catacombe di Villagrazia di Carini sotto la guida della Professoressa Rosa Maria Carra Bonacasa, Ispettore della Pontifica Commissione di Archeologia Sacra, che dal 1998, curiosamente lo stesso anno in cui Mons. D’Errico diveniva Vescovo Titolare di Carini come ha avuto piacere di sottolineare ieri in occasione della visita, ha avviato il recupero dell’importantissimo sito archeologico e cristiano e ne cura e dirige con successo gli studi scientifici.

Nel tardo pomeriggio di sabato, alle ore 19:00, è prevista la messa solenne in Chiesa Madre a Carini e l’incontro con la cittadinanza tutta.