Viaggiate con la dovuta moderazione

In merito al rovinoso crollo del viadotto genovese l’opinione pubblica in questi giorni viene stimolata continuamente da emittenti di tutti i tipi con notizie che si accavallano, più spesso si ripetono, anziché fare informazione entrando in dettagli utili alla verità. Dettagli che evidentemente sono meno capaci di penetrare la mente della maggioranza della popolazione causa la loro specificità o terminologia complessa ma che darebbero maggiori ragguagli sulle colpe e omissioni. Tuttavia siamo in procinto di dare il via a una psicosi da crollo indotta dalle immagini di varie parti di infrastrutture che non sappiamo realmente essere pericolose o semplicemente recuperabili. Sicuramente lo stato delle strade siciliane non è il migliore possibile. Possiamo temere che le tante cronache del malaffare qualche piccolo timore in più possano crearlo. Le nostre strade si potrebbero suddividere in urbane e non ma non per sminuirne le problematiche: quando giunge un temporale molto forte, frequente in questa stagione con conseguente allagamento si rischia sempre una chiusura per allagamento o per annegamento.

Fare una passeggiata per le strade principali lascia gli utenti perplessi per così dire oramai da diversi anni; tantissime fotografie e richieste d’intervento che viaggiano per l’etere sono rimaste inascoltate per mancanza di fondi da enti che la politica isolana prima e quella nazionale poi hanno praticamente ridotto a cumuli di burocrazia senza alcuna possibilità di produrre bilanci attivi. Crolli e frane restano lì per settimane, mesi, anni o per tempistiche da campagne elettorali ove si mette in risalto la pericolosità spesso per ottenere un vantaggio di popolarità. Se consideriamo che la Sicilia occidentale ha quasi esclusivamente strade pubbliche non possiamo essere soddisfatti. L’utenza ha le sue colpe. Non si lagna se non ci scappa il morto; non si sconvolge se non vede le immagini dello scandalo. A volte basta un amministratore che faccia pulire i tombini ma spesso diventa più coinvolgente registrare un tondino che salta sull’acqua.