Non basta un concerto

Forse qualcuno nella giornata di ieri ha sperato che diluviasse non già per ritemprare la campagna assetata ma perché la pioggia torrenziale che a tratti ha bagnato tutta la costa del golfo potesse impedire la festa del concerto della popolare voce che si sarebbe esibita. Chissà. Nonostante le apprensioni l’acqua non è caduta e allora via alla festa dei tanti, pare circa diecimila, giunti in piazza per le note e probabilmente per il nome di grande richiamo. Sissignore perché al di là delle doti artistiche indiscutibili il popolo resta estasiato dal vedere coi propri occhi qualcuno che normalmente vedono solo per il tramite di uno schermo dalle dimensioni più varie. Tuttavia si potrebbe restare parecchio perplessi per lo sforzo organizzativo, sicuramente inusuale e meritevole di avere successo, però nemmeno così diverso nelle esigenze dai canonici giorni di Carnevale o di altri concerti già eseguiti per quella piazza, incastonata nel cuore dei cinisensi ma problematica quando si tratta di redigere piani di sicurezza per tante persone presenti in un solo momento nello stesso luogo. Pare che il costo sia stato circa la metà del capitolo a tema. Un impegno economico notevole anche per un ente che per vari motivi al momento riesce a incassare bene da tributi e balzelli e a maggior ragione dato che la cifra andrebbe suddivisa lungo un annualità e tutta l’organizzazione è iniziata senza avere che fosse approvato il bilancio.

Lascia ancora perplessi l’uso insistito della parola “Turismo” in un territorio in cui a ben vedere sulle infrastrutture turistiche hanno investito quasi totalmente privati e a oggi consta di pochi punti informativi nella stessa isola ma anche di nessun circuito culturale a vario titolo e al momento senza una regia con curriculum a tema. Praticamente senza risorse per le associazioni locali, a parte le poche occasioni rituali. Se di turismo si tratta ne beneficiano in pochi e buon per loro. Ma la programmazione dev’essere fatta per un lungo periodo di tempo e investimenti occasionali o di cartellone non hanno mai fatto decollare nessun territorio a meno che non vi siano le condizioni di un investimento per sfruttare qualcosa che a oggi può essere vista solo in ottica futura. Quindi a meno che non ci sia una barca di quattrini da investire non si capisce perché gettare fumo negli occhi della cittadinanza. Le perle del turismo siciliano hanno avuto un sviluppo quantomeno trentennale e oggi soffrono ancora di problemi gestionali del loro successo che fanno utili ma anche danni. Divertiamoci. Il turismo però è un altra cosa.