L’ultimo Principe di Carini

Con la morte di Rodolfo Filippo Maria Giovanni Battista La Grua Talamanca Huchet avvenuta nei giorni scorsi, si conclude la sequenza di baroni e principi di casa La Grua che si sono succeduti ininterrottamente nel titolo di signori di Carini dal 1397 ad oggi.

Oltre 600 anni di storia di Carini legati indissolubilmente a questa famiglia di commercianti pisani, da quel Ser Colo de Grua che nel 1323 si trasferisce da Pisa in Sicilia ed il cui figlio Ubertino diviene il primo barone di Carini, dando vita alla famiglia La Grua Talamanca.

Ho conosciuto Rodolfo cinque anni fa, dopo avere cercato invano di rintracciarlo per anni, insieme all’amico Vincenzo Giambanco con il quale da oltre 25 anni cerchiamo di ricostruire la storia e le vicende della famiglia La Grua a Carini.

Si era presentato una mattina al Castello, aveva pagato il biglietto di ingresso e si era avventurato all’interno del “magnifico maniero” che per 6 secoli era stato della sua famiglia, solo soletto, in contemplazione. A fine visita si era solo limitato a ringraziare e lasciare un commento sul registro dei visitatori, firmandosi Rodolfo La Grua Principe di Carini, lasciando meravigliato il personale comunale presente.

Era stato proprio lui a cederlo al Comune di Carini nel 1977, dopo il crollo dell’ala Ovest, quando ancora era un ragazzetto di 17 anni che aveva appena perso il padre. Un paio di anni prima il Castello era diventato famoso in tutta Italia grazie allo sceneggiato RAI sulla Baronessa di Carini, che teneva incollati allo schermo qualcosa come 20 milioni di telespettatori a puntata, come una finale dei mondiali di calcio.

Ricordo che mi chiamò un’amica in servizio al Castello, anche lei appassionata studiosa della storia locale e della famiglia La Grua, per raccontarmi dell’insolita visita. Mi disse che si era fatta lasciare il recapito e che il principe sarebbe rimasto a Carini per un paio di giorni. In meno di un paio di ore in accordo con l’amministrazione comunale si riuscì ad organizzare un piccolo rinfresco ufficiale al Castello, invitando le autorità civili e militari.

Nel pomeriggio incontrai finalmente Rodolfo. Dopo anni di averlo quasi braccato, era per me un evento. Scambiai con lui una piacevole chiacchierata, resa un po’ complicata dal fatto che lui non parlasse per nulla l’italiano anche se lo comprendeva, ed io non capissi benissimo il francese se non per antiche reminiscenze scolastiche. Parlammo della storia della sua famiglia, in particolare del fatto che io e Vincenzo negli anni avevamo recuperato tanti documenti e foto dei suoi avi, che lui sconosceva quasi completamente. Ci salutammo rinviando il prosieguo all’incontro serale al Castello.

Rodolfo La Grua con le dott.sse Maria Russo, Vita Russo, Lia Finazzo e Vincenzo Giambanco

Fu una serata piacevole nella splendida terrazza panoramica che si affaccia sul Golfo di Carini, con un Rodolfo, in polo bianca e golfino sulle spalle, a suo agio tra persone che sembrava conoscere da sempre. Faceva battute, si informava, ammirava il castello dei suoi avi che rivedeva dopo quasi 40 anni. Lo aveva lasciato che era quasi un rudere ed ora se lo ritrovava imponente e maestoso come non mai. Carini aveva ritrovato il “suo Principe”. Per l’occasione speciale gli regalai una copia di Carini nella Storia di mons. Badalamenti ed il video documentario Carini terra bella e graziosa che avevo contribuito a realizzare.

Proposi quella sera di organizzare una cerimonia ufficiale nei mesi successivi, visto che Rodolfo sarebbe rimasto solo un paio di giorni, per riconoscergli la cittadinanza onoraria e creare un evento di richiamo mediatico su Carini, che ritrovava il suo principe. E’ solo trascorso il tempo…

Rodolfo non aveva figli ed era l’ultimo La Grua Talamanca in vita, avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 16 luglio. Con la sua morte, per la prima volta in 623 anni, non ci sarà un La Grua in linea maschile che possa ereditare il titolo e si dovrà dare esecuzione alle regole per la successione predisposte da Ubertino nel 1397 e controfirmate da Re Martino, ovvero il passaggio del titolo per adozione di cugini. Nel caso specifico ad ereditare il titolo di Principe di Carini sarà il figlio secondogenito del cugino Scèvole Jean Marie Pocquet de Livonniere, nato dal matrimonio tra la zia Maria Beatrice La Grua Talamanca con Scèvole Marie Maurice Pocquet de Livonniere.

Ciao Rodolfo, è stato un onore conoscerti.