21 Giugno 2024
CronacaPartinicoSpettacoli e Cultura

Partinico, degrado inarrestabile: chiude al pubblico la Cantina borbonica

Un’incredibile delibera del Commissario Straordinario al Comune di Partinico, Maurizio Agnese, chiude al pubblico la Cantina Borbonica, stupendo monumento simbolo della cultura contadina della città. La delibera del Commissario Straordinario con i poteri della Giunta Municipale n. 111 del 20 dicembre 2017, è un monumento alla cattiva gestione della cosa pubblica, considerando l’apertura di un Bene Culturale solo dall’aspetto di una economicità di gestione che è gravissima arretratezza di pensiero. Un Bene per rimanere vivo deve essere aperto, quando è chiuso, o aperto su prenotazione, muore. La 20161028_113732pulizia quotidiana di ambienti e giardini, la presenza stessa del personale, scoraggia azioni vandaliche e delittuose. Il Commissario Straordinario, che ha fatto rimpiangere il sindaco uscente Lo Biundo, dovrebbe sapere che un monumento sempre aperto e con fruizione libera, intanto è di svago e crescita culturale della cittadinanza stessa, inoltre magari quelle 50/100 persone che lo hanno visitato hanno probabilmente visto Partinico sotto una lente diversa e positiva, hanno magari pranzato o cenato in città; insomma un’economia, questa sì che potrebbe essere un circuito virtuoso se solo in questa struttura si organizzassero eventi culturali di rilievo o una grande manifestazione sulle vie del vino e dell’olio, laboratori di pittura dei carri siciliani, degli oggetti di lavoro e attrezzi d’uso della civiltà contadina della Piana di Partinico, degli intrecciatori di panieri e scupazzi, bottai, erboristi, del recupero dei grani antichi per far ritornare la città laboratorio artigianale di eccellenza. Un monumento aperto alla contemporaneità che guarda al suo passato per rilanciarsi. Questa è economia signor Commissario e non certamente un mero atto burocratico che spaccia per economicità di gestione il trasferimento ad altre sedi di sei unità di personale. La delibera, redatta dal sostituto responsabile del settore, Nadia Vitale, recita infatti che:”Da un attento esame delle richieste delle visite guidate e di concessione in uso del bene monumentale si è avuto modo di verificare l’esiguità del numero di visitatori della 20161028_113655struttura, che si riduce notevolmente, con una oscillazione da n. 50 a 100 visitatori annui, se si tiene conto solo dei visitatori che si presentano presso il bene momumentale senza preventiva prenotazione”. Inoltre, e qui si scopre il vero motivo della delibera, “Tenuto conto altresì che le riorganizzazioni del personale dell’Ente compresi i congedi per pensionamento hanno ridotto ulteriormente le unità di personale assegnate al Settore Servizi alla Persona creando notevoli disagi  nell’espletamento dei servizi erogati dall’ambito Promozione Culturale, Turistico, Sportivo e P.I. del Settore e atteso che ogni P.A. deve improntare qualsiasi attività erogando servizi efficienti, senza trascurare l’economicità, anche razionalizzando i costi del personale impegnandoli nel rispetto delle mansioni di competenza in servizi utili per l’Ente e che mantenere il bene monumentale aperto, oltre che per evadere le richieste di fruizione e utilizzo mediante prenotazione, è avvisochiusuracantinaantieconomico per l’Ente. Per queste motivazioni è necessario, senza precludere in alcun modo l’attività di fruizione e mantenimento ordinario della Real Cantina Borbonica, procedere ad una modifica dell’accesso al bene monumentale”. Un capolavoro di burocratese, per dire che si chiude un bene aperto. La Cantina ha infatti i portoni sbarrati e sara possibile visitarla su prenotazione solo dal lunedì al venerdi, e solo di mattina dalle 9:00 alle 13:00 con possibilità di pomeriggio e sabato e domenica solo per visite guidate, eventi, matrimoni, previa autorizzazione. Il Commissario infine, certamente consapevole del degrado complessivo della città, “delibera e  ritenuta l’urgenza di erogare servizi sempre più efficienti, dichiara la presente immediatamente eseguibile”. Il Consiglio Comunale, che è ancora in carica, dovrebbe a nostro avviso, riunirsi per presentare una mozione urgente e fare ritirare l’atto.

Antonio Catalfio

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