4 Marzo 2024
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Welcome Terminal nelle isole minori: flop della Regione Siciliana per oltre un milione e quattrocentomila euro

Uno dei dieci Welcome Terminal collocati dalla Regione Siciliana nelle isole minori. In foto, il Welcome Terminal presente sull’Isola di Favignana, in Provincia di Trapani.

Dovevano rappresentare l’eccellenza di un turismo siciliano “non improvvisato e in grado di offrire servizi di qualità alle esigenze dei turisti“, così come aveva dichiarato l’allora presidente della Regione Nello Musumeci durante l’inaugurazione di uno dei primi dieci “Welcome Terminal”, le stazioni marittime volute dal precedente Governo regionale e realizzate per migliorare l’accoglienza turistica negli approdi delle isole minori della Sicilia.

Un flop da 1.400.000 euro

E invece, i Terminal modulari acquistati dalla Regione Siciliana nel 2019, si sono rivelati un clamoroso flop costato all’Europa oltre un milione e quattrocentomila euro: non utilizzati dai Comuni per i quali sono stati destinati, da più di tre anni i Welcome Terminal giacciono chiusi all’interno dei porti delle isole siciliane, spesso dimenticati in angoli delle banchine, con le sedie al loro interno ancora impacchettate e con la polvere che ne copre i vetri o peggio, con la ruggine che ne sta lentamente corrodendo le parti esterne per quello che sembra essere l’ennesimo spreco, tutto siciliano, di fondi europei.

Abbiamo realizzato un’inchiesta per capire cosa ne è stato delle dieci stazioni marittime fatte realizzare dalla Regione Siciliana tra il 2019 e il 2022 e questa è la situazione che è emersa.

I fatti

Il 26 novembre del 2019 il Dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti a seguito della Deliberazione della Giunta regionale n° 324 del 4 settembre 2019, pubblica una manifestazione d’interesse per la partecipazione alla procedura negoziata sulla fornitura di otto stazioni marittime denominate “Welcome Terminal” da destinarsi agli approdi delle isole minori della Sicilia.

Le “super” strutture

Si tratta di strutture modulari prefabbricate realizzate in acciaio e dotate di sala d’attesa, servizi igienico-sanitari, punto informazioni turistiche, impianto fotovoltaico, climatizzazione, sistema Wi-Fi e relativo deposito bagagli, resistenti al gelo, al fuoco, alle muffe, all’azione dei raggi UV  la cui funzione, secondo  quanto previsto nel progetto esecutivo realizzato dal Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti della Regione Siciliana, sarebbe dovuta essere quella di risolvere i problemi relativi alla carenza dei servizi essenziali degli approdi delle isole minori migliorandone così gli standard qualitativi dell’accoglienza

Big e Small

Il Dipartimento delle Infrastrutture della Regione Siciliana ne progetta due versioni: una denominata “Big” di 80mq e una più piccola denominata “Small” di 40mq da collocare presso i porti di Favignana, Levanzo e Marettimo (TP), Lipari e Vulcano (Me), Linosa (AG), Ustica (Pa), Pantelleria (TP).

L’importo a disposizione per l’appalto degli otto terminal è di 1.000.000,00 di  euro, da finanziarsi interamente con Fondi europei relativi al P.O.R. “Sicilia 2000- 2006”.

1 su 4 ce la fa…

A rispondere alla manifestazione d’interesse indetta dalla Regione sono quattro operatori economici tra i quali, il 13 dicembre del 2019, viene ammessa all’avvio di una trattativa privata dalla Commissione di Gara del Dipartimento regionale, la “Tomasino Metalzinco S.r.l.” che si aggiudica l’appalto per la realizzazione di otto stazioni marittime per un importo contrattuale a ribasso d’asta di 901.088,81 euro che sommati alle somme destinate all’amministrazione, raggiungono un importo complessivo di 954.815,45 euro finanziati con Fondi europei.

Nella primavera del 2020, la “Tomasino Metalzinco S.r.l.” consegna alla Regione Siciliana gli otto terminal appaltati che iniziano ad essere inviati ai Comuni delle isole minori siciliane interessati dalla riqualificazione degli approdi.

Il 10 giugno del 2021, ad un anno dalla consegna delle prime stazioni marittime e complice la pandemia che nel frattempo, causa le conseguenti restrizioni sanitarie, ha condizionato il normale svolgersi del turismo regionale, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci inaugura ufficialmente a Favignana i “Welcome Terminal” lodandone, durante l’inaugurazione, le caratteristiche tecniche e sottolineandone l’importanza che la realizzazione dei terminal, voluta dal proprio Governo regionale, avrebbe costituito per lo sviluppo “di un turismo di qualità anche nelle isole minori della Siciliacome commenta Musumeci durante un’intervista.

Visto il grande successo…

Il 15 novembre del 2021, a pochi mesi dalla consegna del primo lotto di terminal, il Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti pubblica una seconda manifestazione d’interesse per l’appalto di altre due stazioni marittime nel formato “Big” da 80mq da destinarsi ai porti di Mazara del Vallo e di Marsala (Tp) per un importo complessivo disponibile per la fornitura dei due terminal di 450.000,00 euro.

Ad aggiudicarsi la gara, per un importo contrattuale a ribasso d’asta di 328.943,97 euro che sommati alle spese a disposizione dell’amministrazione raggiunge la cifra complessiva di 450.000,00 euro, è ancora una volta la “Tomasino Metalzinco S.r.l.” che alla fine di novembre 2022 consegna le due nuove stazioni da 80mq ai due Comuni trapanesi portando così ad un totale di 10 Welcome Terminal realizzati per la Regione che ha nel frattempo speso, per l’acquisto di questi prefabbricati, la cifra di 1.404.815,45 euro finanziati con Fondi europei relativi al P.O.R. “Sicilia 2000- 2006”.

10 Stazioni Marittime

Seguendo dunque la cronologia appena riportata e relativa agli atti di indirizzo e ai decreti pubblicati dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti – consultabili sul sito istituzionale della Regione Siciliana – nei porti siciliani delle isole di Favignana, Levanzo, Marettimo, Lipari, Vulcano, Linosa, Ustica e Pantelleria e nei due porti di Mazara del Vallo e Marsala, ad oggi sarebbero dieci le stazioni marittime del tipo “Welcome Terminal” pienamente operative e al servizio di quanti, tra residenti e turisti, sono in transito presso le isole minori della Sicilia.

Nella realtà dei fatti, invece, la situazione relativa alla effettiva efficienza dei terminal marittimi acquistati dalla Regione Siciliana a partire dal 2019, è molto diversa da quanto previsto dal precedente Governo regionale, così come abbiamo potuto verificare in questa estate del 2023.

Il Welcome Terminal di Lipari.

Efficienti e funzionanti? Vediamo…

Lipari

 

La nostra inchiesta inizia da Lipari, una tra le prime isole minori siciliane, ad avere ricevuto il terminal della Regione. Qui verifichiamo che la stazione consegnata nel giugno del 2020, alla data del luglio 2023 risulta essere chiusa e non efficiente.

L’imbarcadero del Porto di Lipari con i turisti in piedi, in attesa dell’imbarco.

Contattiamo telefonicamente il Sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, che ci conferma che la loro stazione marittima, di fatto, non è mai entrata in funzione e che il Comune è a lavoro per lo spostamento della struttura, collocata dalla Regione presso la banchina del Porto di Marina Corta, in prossimità dell’approdo dei traghetti provenienti da Milazzo dove già un’altra struttura privata fungerebbe, nel frattempo, da punto di accoglienza per i turisti in arrivo ed in partenza dall’isola.

La collocazione del Terminal dalla Regione, quindi, risulterebbe non essere andata incontro alle effettive esigenze logistiche locali ali al punto da averne comportato l’inutilizzo da parte del Comune.

Vulcano

A Vulcano, il Welcome Terminal previsto nella versione “Small” da 40mq e collocato presso la banchina del Porto di Levante, è stato utilizzato unicamente dalla Protezione Civile in occasione della recente emergenza per la presenza delle elevate concentrazioni dei gas vulcanici verificatasi sull’isola. Chiusa questa breve parentesi, la struttura non è stata riaperta al pubblico, rimanendo così inutilizzata per ben tre anni.

Ustica

Il Porto di Ustica, sito in località Cala Santa Maria, a poche centinaia di metri dall’Area Marina Protetta, non ha mai avuto al suo interno una struttura permanente appositamente realizzata per l’accoglienza dei passeggeri in attesa d’imbarco.

Qui il Welcome Terminal della Regione, fornito nella versione  “Small” da 40mq, è stato utilizzato dal Comune fin da subito, come ci conferma telefonicamente l’Ing. Riccardo Guccione, responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Ustica: “per i turisti in visita all’isola e all’Area Marina Protetta, la stazione marittima è molto utile e costituisce un ottimo punto di accoglienza per quanti arrivano al porto” ci riferisce Guccione a dimostrazione che, se resi operativi, questi prefabbricati hanno una loro effettiva utilità.

Favignana, Levanzo e Marettimo

Per le isole Egadi di Favignana, Levanzo e Marettimo il Dipartimento regionale delle Infrastrutture aveva previsto tre stazioni marittime: una del tipo “Big” da 80mq per Favignana e due del tipo “Small” da 40mq per Levanzo e Marettimo.

Inaugurate nel giugno del 2021 dal presidente della Regione Nello Musumeci, ad essere oggi efficiente è soltanto la stazione di Favignana, da come possiamo verificare una volta sbarcati dall’aliscafo che collega Trapani con l’isola.

Quelle di Levanzo e Marettimo, invece, non sono mai entrate in funzione, risultando, nel luglio 2023, ancora chiuse. Contattiamo telefonicamente il portavoce del Sindaco di Favignana, Francesco Forgione, che ci riferisce che il Comune, (alla data del 4 agosto 2023) sarebbe in procinto di aprire i due terminal di Marettimo e Levanzo non appena completata la procedura di selezione necessaria per individuare il personale da impiegare all’interno. Ma di fatto i due terminal, ad oggi, non risultano ancora essere entrati in funzione.

Le condizioni attuali, dopo appena tre anni dalla consegna, del Welcome terminal di Pantelleria: si notino le tracce di ruggine ampiamente presenti su gran parte del prefabbricato.

Pantelleria

 

Il Porto di Pantelleria, pur costituendo per l’isola trapanese un’infrastruttura di notevole importanza commerciale e turistica, non è stato mai dotato di una stazione marittima in grado di accogliere quanti, tra turisti e residenti, stanno in attesa dell’imbarco.

Qui, da quello che verifichiamo dopo essere sbarcati dal traghetto proveniente da Trapani, il Welcome Terminal consegnato dalla Regione nel giugno del 2020, è stato collocato in un angolo del Molo Toscano e di fatto mai utilizzato così come ci conferma lo spesso strato di polvere presente sui vetri esterni della stazione.

Ma ciò che ci colpisce ancora di più è la presenza, sulla parte esterna della struttura, di notevoli segni di corrosione, dovuti presumibilmente alla vicinanza del terminal al mare. Eppure, questi prefabbricati, così come riportato nel Progetto Esecutivo redatto dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture, avrebbero dovuto resistere tanto agli agenti atmosferici quanto all’azione corrosiva che la vicinanza ad ambienti marini comporta.

Le immagini del Welcome Terminal di Pantelleria

Quello di Pantelleria, invece, dopo appena tre anni dalla sua costruzione, risulta essere già corroso dal mare a testimonianza che qualcosa nella lavorazione dei materiali non ha funzionato. Contattiamo così il Comune di Pantelleria per avere notizie circa i motivi della chiusura del terminal e finalmente, dopo numerose telefonate andate a vuoto, ci consigliano di contattare la Capitaneria di Porto dove ci rispondono di rivolgerci direttamente alla Regione Siciliana per conoscere il motivo della mancata entrata in servizio del terminal.

Turisti in attesa d’imbarco, trovano riparo dal sole davanti il Welcome Terminal di Lampedusa, chiuso nonostante gli intensi lavori di ristrutturazione costati alla Regione Siciliana un milione e trecentocinquantamila euro.

Lampedusa

A Lampedusa, in corrispondenza del molo di Cala Pisana dove attracca il traghetto proveniente da Porto Empedocle, è presente una grande e moderna stazione marittima che, nel corso del 2021, è stata oggetto di intensi lavori di ristrutturazione costati complessivamente alla Regione Siciliana un milione e trecentocinquantamila euro.

La struttura, la cui apertura era prevista per la primavera del 2022 e che doveva fungere da punto di accoglienza per i turisti in attesa d’imbarco, una volta consegnata al Comune di Lampedusa non è mai entrata in funzione, nemmeno in occasione della recente emergenza causata dai numerosi sbarchi di migranti che hanno messo in crisi il sistema di accoglienza dell’isola.

Anche in questo caso verifichiamo come sui vetri dell’edificio la polvere si sia accumulata da mesi di inattività e gli interni siano spogli di ogni tipo di arredamento, a testimonianza del mancato utilizzo dell’edificio.

Le immagini della Stazione Marittima di Lampedusa

Linosa

Anche Linosa, il cui approdo sito in località Scalo vecchio, non ha mai avuto una struttura propria adibita all’accoglienza dei turisti in attesa di imbarco. Almeno fino al 2020, quando la Regione ha provveduto ad inviare sull’isola uno degli otto Welcome Terminal previsti nel formato “Small” da 40mq.

Il Welcome Terminal di Linosa (foto di Michelangelo De Fazio)

 

Qui, come ci conferma Michelangelo De Fazio, villeggiante dell’isola, il terminal non solo non è mai entrato in funzione, ma presenta, come nel caso del terminal di Pantelleria, evidenti tracce di corrosione dovute alla vicinanza del prefabbricato col mare, come ci testimoniano le foto che il Sig. De Fazio ci invia.

 

Il Welcome Terminal di Marsala, in Provincia di Trapani, consegnato nel novembre del 2022 e mai entrato in funzione.

Marsala e Mazara del Vallo

Marsala e Mazara del Vallo sono gli ultimi due Comuni siciliani, in ordine di tempo, ad avere ricevuto nel novembre del 2022 i Welcome Terminal commissionati dalla Regione Siciliana nel formato “Big” da 80mq.

Anche in questo caso ci rechiamo direttamente sul posto per verificare lo stato di effettiva operatività delle due stazioni marittime iniziando il nostro sopralluogo dal porto di Mazara del Vallo dove, il Welcome Terminal acquistato dalla Regione per accogliere i passeggeri dei traghetti destinati ai collegamenti con Tunisia e Pantelleria, è stato collocato presso la banchina Mokarta del Porto Nuovo.

Qui, il punto d’imbarco si trova a diverse centinaia di metri dall’abitato della cittadina trapanese: una stazione marittima risulterebbe sicuramente utile per quanti sono in attesa sul molo di imbarcarsi ma anche in questo caso verifichiamo che la struttura è chiusa al pubblico.

Le sedie, nuove ed ancora coperte dal cellophane, visibili all’interno del terminal di Marsala.

Decidiamo allora di contattare la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo per avere ulteriori informazioni in merito: dalla Capitaneria ci confermano telefonicamente che il terminal non è mai entrato in funzione ma non sanno darci ulteriori notizie circa i motivi della mancata apertura.

Proseguiamo quindi verso il Porto di Marsala, altra infrastruttura portuale di notevole importanza commerciale e turistica per l’intera provincia di Trapani. Ci rechiamo presso la banchina di approdo degli aliscafi diretti a Favignana dove il Welcome Terminal regionale da 80mq è stato posizionato nel novembre del 2022.

 

  

 

Turisti trovano ospitalità nella tenda della locale compagnia di navigazione che collega le Egadi con Marsala, sita a pochi metri dal terminal regionale -chiuso-.

La struttura, ancora nuova, appare anche in questo caso chiusa e non operativa. Attraverso i vetri impolverati osserviamo le poltrone destinate ad accogliere i passeggeri, ancora imballate nel loro cellophane, a testimonianza del loro mancato utilizzo.

Ci rivolgiamo allora alla vicina biglietteria della compagnia di aliscafi che collega Marsala alle Egadi, collocata a pochi metri dal terminal della Regione: domandiamo ad uno degli impiegati dove potere trovare un bagno, considerato che quello presente nell’adiacente Welcome Terminal, non è utilizzabile a causa della chiusura del terminal: ci viene indicato con rassegnazione un bar dove potere andare, ad alcune centinaia di metri dal punto dove ci troviamo; una situazione, questa, che paradossalmente ricorda uno di quei viaggi low-cost che si fanno da giovanissimi e dove spesso capita di arrangiarsi come si può.

Ricapitolando

Questa è dunque la situazione, a tre anni dalla loro consegna, dei dieci Welcome Terminal regionali costati all’ Europa oltre un milione e quattrocentomila euro.

Nelle intenzioni della Regione Siciliana avrebbero dovuto migliorare l’accoglienza turistica negli approdi delle isole minori, ma nella realtà dei fatti si sono rivelati un clamoroso – e costoso – flop che lascia l’amaro in bocca per l’ennesima occasione sprecata.

I fatti pongono soprattutto tanti interrogativi su come l’intera vicenda sia stata gestita, a partire dal mancato coordinamento tra Regione e amministrazioni locali che, ad eccezione dei Comuni di Favignana e Ustica, non hanno proceduto all’apertura dei terminal, rimasti chiusi per oltre tre anni senza che nessuno al Dipartimento delle Infrastrutture della Regione Siciliana ne verificasse l’effettiva operatività interfacciandosi con i Comuni e le autorità portuali interessate dal progetto di riqualificazione degli approdi marittimi e accertandosi magari, circa l’eventuale presenza di problematiche tecniche o intoppi burocratici che potrebbero avere arrecato ritardi nell’entrata in funzione delle stazioni marittime.

Eppure i voluminosi prefabbricati modulari voluti dalla Regione di certo non devono essere passati inosservati ai tanti turisti e ai residenti che in questi anni sono rimasti in piedi sotto al sole, in attesa d’imbarcarsi proprio davanti ai terminal regionali che nel frattempo, però, rimanevano chiusi e in bella mostra di sé: possibile che nessuna segnalazione circa l’inefficienza delle stazioni marittime regionali, sia mai pervenuta agli enti regionali e demaniali preposti e che nessuno in questi anni, abbia mai provveduto a verificare la reale operatività dei terminal consegnati?

“Resistenti al gelo, al fuoco, alle muffe, all’azione dei raggi UV”

Un discorso a parte, invece, andrebbe fatto per quanto riguarda il deterioramento dei materiali verificatosi in almeno due terminal, quello di Pantelleria e quello di Linosa, e dovuto agli effetti che la corrosione marina ha arrecato alle strutture esterne dei due prefabbricati ad appena tre anni dalla loro consegna, così come è possibile verificare attraverso le fotografie che pubblichiamo in questo articolo.

Per prefabbricati di questo tipo, previsti per operare a lungo in ambienti marini come quelli portuali, ci si aspetterebbe una resistenza maggiore agli effetti della corrosione così come viene indicato nella Relazione tecnica redatta dal Dipartimento delle infrastrutture che qui riportiamo: “La struttura è stata progettata per essere realizzata in acciaio, con pannellature esterne in pannelli prefabbricati coibentati, rivestiti in lastre di argille e feldspati compattati (gres porcellanato tipo Filo di Laminam) dello spessore di mm. 3, per formare una vera e propria pelle architettonica, con un’elevata resistenza alle sollecitazioni meccaniche, ai prodotti chimici, all’usura, ai graffi e all’abrasione profonda, è per sua natura igienico, resistente al gelo, al fuoco, alle muffe, all’azione dei raggi UV. Le caratteristiche e le proprietà cromatiche delle lastre sono inalterabili, restano immutate nel tempo e in presenza di ogni condizione atmosferica…”.

Nel caso dei terminal di Linosa e Pantelleria, invece, qualcosa nel procedimento di realizzazione dei materiali impiegati per la costruzione dei due prefabbricati modulari, sembra non essere andata per il meglio con le conseguenze che oggi è possibile vedere.

Il nostro viaggio, in giro per i porti e per gli approdi siciliani alla ricerca delle stazioni marittime regionali che dovevano migliorare l’accoglienza turistica negli approdi siciliani si conclude a Palermo.

Capoluogo di un’isola dove proprio in questi giorni viene inaugurato, tra luci piroettanti nel cielo e coreografici giochi d’acqua musicali, lo spettacolare Molo trapezoidale del Porto di Palermo ma al tempo stesso simbolo emblematico di una terra, la Sicilia, dove quanto viene fatto, quando viene fatto, torna utile alla politica regionale giusto il tempo di un comunicato stampa che ne elogi l’impegno e ne raccolga i consensi per poi essere dimenticato, sotto forma di un prefabbricato dai vetri impolverati e dagli infissi arrugginiti, in una banchina di un porto siciliano in mezzo al mare, a testimonianza di uno spreco: l’ennesimo dei tanti ai quali ormai i siciliani sembrano essersi, purtroppo, rassegnati.

Michelangelo Marino

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