21 Giugno 2024
CronacaIsola delle Femmine

Isola delle Femmine, la “Memoria del cuore” per ricordare Giovanni Falcone

Momenti di riflessione, approfondimento e viva commozione hanno scandito l’avvicendarsi degli interventi dei partecipanti alla tavola rotonda “Memoria del territorio…Memoria del cuore”, organizzata lo scorso 18 maggio dalla Pro Loco Isola delle Femmine, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Isola delle Femmine, in occasione del 32° anniversario della Strage di Capaci.

Un pomeriggio per non perdere la “memoria” e fare tesoro degli insegnamenti che ci hanno lasciato il giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, vittime di un attentato mafioso nei pressi di Capaci il 23 maggio 1992. Ore preziose dedicate al ricordo di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta alla Mafia per difendere lo Stato.

Un’opportunità unica per rammentare che il 23 maggio non è solo una data sul calendario per le commemorazioni e le passerelle né una vetrina per gli affamati di visibilità. E’ semplicemente un’occasione in più per ricordarci di essere, ogni giorno, testimoni del coraggio di questi uomini attraverso le nostre azioni quotidiane.

In apertura, la Dott.ssa Carmela Di Liberto, Presidente della Pro Loco Isola delle Femmine, colta da un momento di forte emozione, ha raccontato il dialogo avuto con la figlia, che le ha fatto notare la strana coincidenza relativamente al giorno scelto per la tavola rotonda, ossia proprio la data di nascita di Giovanni Falcone.

«Sono felice di festeggiare il suo compleanno, non dimenticandoci di lui» ha esclamato la Presidente, con la voce spezzata dalla commozione.

L’intervento del Sindaco di Isola delle Femmine

Orazio Nevoloso, Sindaco di Isola delle Femmine ha affermato: «E’ l’anniversario del riscatto della Sicilia e di noi siciliani. Il senso di riscatto della nostra terra passa proprio attraverso le figure di Falcone e Borsellino, che oltre ad essere due siciliani, erano due palermitani. Questa è stata la migliore risposta che la Sicilia poteva dare al mondo intero».

Perfettamente a suo agio nel ruolo di moderatrice Gilda Sciortino, giornalista e scrittrice palermitana, che ha precisato: «Siamo qui per condividere i nostri ricordi. Noi dobbiamo trasferire questa memoria ai giovani, con gli adeguati linguaggi».

La testimonianza dell’unico sopravvissuto

Commovente anche il racconto di Giuseppe Costanza, autista di Falcone, sulla dinamica che lo ha salvato dalla morte, grazie ad un’improvvisa decelerazione dell’auto in cui viaggiava, causata da una distrazione del giudice, che aveva estratto le chiavi dal veicolo, mentre questo era in movimento.

Ciò ha fatto sì che l’auto arrivasse con un leggero ritardo nel punto in cui è avvenuta l’esplosione, consentendo a Costanza di avere salva la vita, nonostante l’impatto col parabrezza. «Io ritengo che il movente di questa strage fu l’imminente nomina di Giovanni Falcone a Procuratore Nazionale Antimafia. Totò Riina e Bernardo Provenzano erano solo manovalanza, ma la mente raffinatissima, la vera Mafia che diede l’ordine ancora non la conosciamo», ha asserito Costanza.

Pregevole l’intervento del Dott. Carlo Lenzi, Sostituto Procuratore Generale alla Procura di Palermo, che, con una raffinata metafora, ha paragonato l’importanza di Giovanni Falcone a quella di Cristoforo Colombo, entrambi consapevoli dell’esistenza di una “terra sconosciuta”, senza però conoscerne a fondo i dettagli.

«Che esistesse la Mafia lo sapevano tutti, nonostante qualcuno lo negasse. Falcone ha avuto il merito, grazie alla sua “caravella”, rappresentata dal pentito Tommaso Buscetta, di esplorare e svelare, per la prima volta, questo continente misterioso, ossia l’organizzazione strutturale interna di Cosa Nostra» ha dichiarato Lenzi. Il Sostituto Procuratore ha, poi, aggiunto che Cosa Nostra non va mai sottovalutata, perché ha dimostrato sempre capacità organizzative e gestionali che uno mai immaginerebbe in soggetti di quel livello socio-culturale.

I sindaci del comprensorio

Pietro Puccio, Sindaco di Capaci, nel corso del suo intervento, ha voluto sottolineare che, sebbene geograficamente la Strage sia avvenuta nel territorio di Isola delle Femmine, tuttavia, dal punto di vista operativo e strategico, il territorio di Capaci è pienamente coinvolto, visto che proprio 3 degli esecutori materiali erano cittadini di Capaci, uno dei quali addirittura consigliere comunale per diversi anni. «Abbiamo l’obbligo di coltivare la memoria – ha affermato Puccio – La lotta alla Mafia deve continuare ad essere un fatto nazionale e non esclusivamente siciliano. Ognuno deve fare la propria parte, il proprio dovere».

Giovì Monteleone, Sindaco di Carini, ha puntualizzato che «la Mafia esiste perché c’è un terreno di cultura che lo permette». Damiano Scalici, Sindaco di Torretta, ha sottolineato, invece, come la corruzione sia alimentata dalla mancanza della cultura del diritto. «La forma migliore per combattere la Mafia – sostiene Scalici – è mettere i cittadini nelle condizioni di non dover chiedere, perché quello che gli spetta di diritto gli viene dato. L’inefficienza della macchina amministrativa alimenta questo sistema».

«32 anni fa si è investito sulle coscienze – ha dichiarato il Sindaco Orazio Nevoloso Oggi, la sfida è riuscire a non spegnere quell’investimento, evitando di farla diventare solo una mera ricorrenza. Non c’è libertà migliore di quella che ci dà lo studio. La medicina è la bellezza e la cultura».

Pino Rubino e le visite guidate alle scolaresche nei luoghi della memoria

Emozionante la testimonianza di Pino Rubino, Operatore Locale di Progetto (OLP) del Servizio Civile – Pro Loco Isola delle Femmine, attivamente impegnato nell’organizzazione di visite guidate per ragazzi presso i luoghi simbolo della lotta alla Mafia. Attraverso l’instancabile impegno sul campo di Pino Rubino e dei ragazzi del Servizio Civile, la Pro Loco di Isola delle Femmine si adopera alacremente per tramandare la memoria storica ai più giovani, nella speranza di scuotere e formare le loro coscienze, cercando di trasmettere gli insegnamenti e le idee di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Peppino Impastato.

«Io non ho visto Falcone negli occhi quel giorno – ha affermato Pino Rubino – L’ho sentito gridare e lo sento gridare tutti i giorni. Sento gridare Borsellino e Peppino Impastato. Sono quelle grida che ci fanno andare avanti con tanta volontà e tanto orgoglio. Paradossalmente, la morte di un uomo, il giudice Falcone, ha fatto rinascere il popolo siciliano».

Pino Rubino ha concluso il suo intervento, ringraziando i suoi genitori e la sua famiglia per avergli insegnato, sin da piccolo, a perseguire la strada della legalità.

A conclusione dell’incontro, la Dott.ssa Carmela Di Liberto ha ribadito l’importanza della “memoria del cuore”, dal momento che «è l’affettività che rende un ricordo indelebile». Infatti, come scriveva Antoine Rivarol, “la memoria obbedisce sempre al cuore”.

Daniele Fanale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.