
L'”anglo palermitan trophy” andato in scena ieri sera allo stadio Renzo Barbera non è stato solo un match amichevole ma un evento che ha il sapore della storia, e la città ha saputo rispondere presente.
Oltre 35.000 spettatori hanno riempito gli spalti in un atmosfera che ci ha ricordato davvero la Champions League.
Lo spettacolo é iniziato con la curva nord che ha emozionato il pubblico con una coreografia dedicata alla band britannica “Oasis” , a simboleggiare l’amicizia tra il Palermo e il club di Manchester.
D’altronde, ricordiamolo, furono proprio gli inglesi nel 1900 a portare il calcio nel capoluogo siciliano.

L’ Atmosfera si é riscaldata ulteriormente con l’esibizione di Rose Villain che si é esibita con quattro brani del suo repertorio: Fuorilegge, Victoria’s secret, Come un tuono e Click boom.
All’intervallo un autentica ovazione riservata a Javier Pastore. Il “Flaco” ha salutato i tifosi indossando la nuova maglia “away” che verrà utilizzata in campionato.
In tribuna ospiti e presenze di altissimo prestigio: il Presidente Dario Mirri, l’amministratore delegato Giovanni Gardini, Fernand Soriano, l’Avvocato Galassi e sopratutto Al-Mubarak presidente del Manchester city il quale era accompagnato dalla sua famiglia.
Più di 60 televisioni hanno trasmesso l’incontro in tutto il mondo. Presente un inviato del New York Times e una decina di giornalisti inglesi a testimoniare l’interesse per questo evento.

Vale la pena ricordare che durante il loro soggiorno i giocatori del Manchester City, ospitati in due prestigiosi hotel palermitani, hanno voluto visitare il santuario di Santa Rosalia, simbolo spirituale della nostra città.
Alla fine sono stati, come da pronostico, i “Cityzen” ad alzare il trofeo, imponendosi con un netto 0-3 in virtù della loro evidente e conclamata superiorità. Ma é ovvio che la partita aveva un valore che andava ben oltre il risultato stesso.
Speriamo che questo evento non sia stata una semplice parentesi ma l’inizio di un appuntamento annuale capace di richiamare grandi club che possano trovarsi di fronte, questa volta, una squadra di serie A e, perché no, da Champions come ha già ampiamente dimostrato invece di esserlo la città e i suoi calorosi, appassionati, meravigliosi tifosi.
Cristian Miranda
