Isola delle Femmine prova a trasformare la paura in partecipazione civile, preparandosi ad una mobilitazione pubblica contro il racket delle estorsioni. Per domani, venerdì 15 maggio, alle 18.30, è stata convocata una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza: il corteo partirà dal lungomare, in viale Marino, all’altezza della prima spiaggia libera, per poi proseguire lungo il litorale.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Isola delle Femmine, nasce come gesto di denuncia e di risposta agli ultimi episodi intimidatori che hanno colpito alcune attività economiche del territorio e punta a riaffermare, in modo compatto, il rifiuto di ogni forma di pressione criminale. Ieri notte, diversi stabilimenti balneari sono stati raggiunti da un identico messaggio estorsivo.
Davanti agli ingressi, i gestori hanno infatti trovato una bottiglietta piena di liquido infiammabile con un foglio recante la scritta “€ 5.000”, chiaro avvertimento intimidatorio. I Carabinieri hanno già avviato le indagini, acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza per individuare i responsabili.
Gli organizzatori della manifestazione hanno sottolineato il carattere unitario dell’appuntamento: «Non c’è colore politico, non ci sono schieramenti né fazioni. Marciamo tutti insieme per prendere le distanze da questi vili attacchi e per dimostrare vicinanza ai nostri imprenditori».
L’appello è rivolto, non solo agli abitanti di Isola delle Femmine, ma anche ai cittadini palermitani e dei paesi limitrofi che intendono manifestare a sostegno e difesa del territorio. «Confidiamo nella partecipazione di tutti», si legge nella nota, che invita ad una presenza ampia e trasversale per ribadire che la comunità non intende piegarsi alla logica del pizzo.
La marcia di domani rappresenta, nelle intenzioni dei promotori, un segnale pubblico di compattezza civile e di rifiuto dell’intimidazione mafiosa, in un momento percepito come particolarmente delicato per il tessuto economico locale. Un gesto semplice, ma carico di significato: percorrere insieme il lungomare, luogo identitario e punto di incontro della vita quotidiana, per ribadire che la comunità resta unita e vigile e che la lotta al racket è una battaglia culturale che riguarda l’intera comunità.
Daniele Fanale
