Sapete perché non si può andare a fare il bagno a Marinalonga? Perché la scogliera è inaccessibile per la presenza di recinzioni metalliche e le strade sbarrate da cancelli? E cosa c’entra Paolo Borsellino? Leggete e fatevi una vostra opinione.
Nel giugno del 2015 sono stato Consigliere Comunale, eletto nelle fila del Movimento 5 Stelle per il quale ero anche candidato Sindaco, ed ho svolto il mandato di Consigliere Comunale di minoranza sino all’Ottobre 2020.
Nel corso del mio mandato elettorale ho cercato di portare in Consiglio le richieste dei cittadini, cercando di operare e amministrare come “il buon padre di famiglia”, votando sempre con coscienza e spesso puntellando la maggioranza quando questa traballava per l’opposizione interna di qualcuno, per progetti ed iniziative che ritenevo valide ed utili per i cittadini.

Una di queste richieste è stata attenzionata da un gruppo di cittadini residenti in Contrada Piraineto, precisamente in quell’area che dalla fine degli anni ’60 viene chiamata Marinalonga, dopo la realizzazione della lottizzazione edilizia sul mare portata avanti dalla famiglia Longo.
Questi cittadini lamentavano l’impossibilità di raggiungere il mare per un lungo tratto di scogliera esteso circa 800 metri.
Ovviamente il “mare negato” è una storia nota a tutti quei carinesi che amano il mare e che, come me, da ragazzino a primavera andavano a fare il primo bagno della stagione tuffandosi dagli scogli di Marinalonga in quelle acque cristalline e trasparenti.
Poi in estate ti impedivano l’accesso mettendo una sbarra con tanto di guardiani, anche se spesso ti lasciavano entrare a piedi o in bicicletta, se non facevi baldoria.
Dalla costa invece l’accesso era impossibile, impedito da recinzioni abusive con filo spinato sull’area demaniale e che arrivavano sino al mare. La chiusura, ci raccontano le carte in nostro possesso che abbiamo reperito al Comune di Carini, viene mascherata da una parvenza di legalità a partire dal 1986, quando i 2 condomini di Marinalonga Ville e Bungalows chiedono ed ottengono le concessioni demaniali “in sanatoria” per gli abusi commessi sul Demanio.
Concessioni su “suolo dello Stato” (oggi della Regione Siciliana) che in ogni caso obbligano il concessionario a lasciare libero transito e libera fruizione delle aree, eccetto quelle occupate da piazzole e pedane.
Alla fine degli anni ’80…
Poi, alla fine degli anni ’80 qualcosa cambiò. Cancelli e recinzioni da allora sbarrano l’accesso a chiunque.

Cosa accadde ce lo racconta il proprietario di un bungalow di Marinalonga Bungalows, uno dei primi che lo acquistò nel 1981: Angelo Siino (soprannominato il “ministro dei lavori pubblici di cosa nostra”). Era intestato alla moglie (una delle sorelle Bertolino di Partinico) che dal 2020, per eredità, ne acquisì un secondo (a questo link dal minuto 12:45 le dichiarazioni di Siino al processo di appello bis sulla strage di via D’Amelio).
Era l’estate del 1988 e Paolo Borsellino quell’anno era ospite di un bungalow a Marinalonga. Proprio in quei giorni, Balduccio Di Maggio, uomo di fiducia di Totò Riina e Bernardo Provenzano e capomafia di San Giuseppe Jato, vi si recò diverse volte a trovare Siino, con lo scopo di pianificare un attentato a Borsellino.
Secondo Di Maggio il luogo ideale era proprio Marinalonga, visto l’esiguità della scorta che rimaneva a proteggere il magistrato.
A raccontare il tutto, in numerosi processi, è stato proprio Angelo Siino, in seguito riscontrato proprio da Balduccio Di Maggio quando si è pentito e da Giovanni Brusca come dallo stesso dichiarato nel corso del processo Borsellino Ter.

Siino, insospettito dalle continue e ravvicinate visite del Di Maggio, si fa dire il vero motivo della sua presenza ed allora decide di raccontare tutto a Borsellino, ospite di un bungalow proprio di fronte a quello del fratello dello stesso Siino.
Paolo Borsellino, che ovviamente conosceva bene Siino dal punto di vista giudiziario, andò su tutte le furie ed allora Siino, preoccupato che l’attentato andasse a buon fine e per il quale lui sarebbe stato ritenuto complice, decise di lasciare la Sicilia per qualche tempo.
Al suo ritorno trovò Marinalonga “blindata”, con recinzioni, filo spinato ed enormi massi dal lato del Baglio, questi ultimi tolti al tempo della Giunta Mannino (1993-97), mentre recinzioni e blindatura dell’area demaniale persistono tuttora.
La svolta dal 2016, finalmente al Comune qualcosa si smuove.
Da Consigliere Comunale, acquisiti dati e informazioni, nella seduta del Consiglio Comunale del 9/09/2016, con Delibera di Consiglio n° 104, riesco a far approvare all’unanimità una mozione che impegnava l’Amministrazione Comunale di Carini ad acquisire, come previsto da un “Atto d’obbligo unilaterale da parte dei realizzatori del complesso edilizio” che vincolava i Longo a non cedere a nessuno le aree destinate a viabilità e opere primarie di urbanizzazione del complesso Marinalonga, dando finalmente l’accesso al mare in quel tratto inibito ai cittadini da quasi 40 anni.
Solo che i Longo, già dai primi anni ’70 avevano più volte dissimulato le aree.
Già nel 2014 c’erano state delle denunce da parte di cittadini che chiedevano la rimozione di un cancello sulla via Piraineto ritenuto abusivo, che finalmente nel 2015 veniva rimosso.

Nel 2017 i condomini di Marinalonga Ville collocano un nuovo cancello interno alla via per impedire l’accesso alle strade, dopo la rimozione in forza di legge di quello realizzato nell’intersezione tra la via Marinalonga e via Piraineto, presentando una SCIA con dichiarazione “equivoca” (si sono dichiarati “possessori” delle strade, mentre la proprietà era di altri con i quali erano in causa proprio per le strade) da parte del Capo Condominio.
La curiosa dichiarazione era stata prontamente segnalata agli uffici comunali competenti sia dallo scrivente (allora Consigliere Comunale in carica) per via orale che da un cittadino tramite PEC. La risposta degli uffici è sempre stata che tutto si era svolto regolarmente e quindi decidevano di non intervenire.
Nel dicembre 2021, a seguito di un’ennesima PEC inviata a vari uffici comunali, finalmente gli stessi “scoprivano” le dichiarazioni mendaci in merito alla titolarità delle strade, rese nella presentazione della SCIA per collocare il cancello, ed avviavano la revoca della stessa nel maggio del 2022, in seguito annullata dal TAR a fine dicembre 2023 (quindi dopo il lento scorrere di 2 estati…) motivandolo con la “prescrizione dei tempi per la revoca” (per legge 12 mesi dalla richiesta mentre ne erano passati solo 60).
La “via Marinalonga” è in parte costruita sugli scogli demaniali.
Nel settembre 2018, durante un sopralluogo congiunto tra funzionari del Comune di Carini, Guardia di Finanza e Soprintendenza, a seguito dell’ennesimo sollecito per liberare l’accesso al mare da parte di cittadini e associazioni, un funzionario comunale si accorge che parte della strada di via Marinalonga occupa in realtà porzioni di Demanio Marittimo.
A dicembre 2018 arriva l’Ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi da parte della Soprintendenza (con soli 54 anni di ritardo…) ed a febbraio 2019 scatta l’Ordinanza di demolizione da parte del Comune di Carini.
Ovviamente nulla di fatto, visto che i condomini fanno opposizione al TAR che concede la sospensiva perché hanno chiesto l’ampliamento della concessione demaniale, richiesta che fanno subito all’Assessorato Regionale, dovendo rispettare la regola della “pubblicità” della stessa, e verso la quale il Sindaco Monteleone decide di non fare osservazioni e opposizione.

A fare opposizione allora ci pensa lo scrivente, nella qualità di Capo Gruppo del Movimento 5 Stelle al Comune.
Da allora non si hanno più notizie se la richiesta è stata accolta o meno. L’unico dato certo è che dal gennaio 2024 la concessione demaniale non può più essere rilasciata, perché non prevista dal Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) (vedi TAV 7A e 7B con aree concedibili), ma Marinalonga Ville continua ad essere inaccessibile ai più, nell’indifferenza degli organi proposti al controllo.
Vogliamo le strade…
Intanto solo nel 2019, a seguito di un ulteriore intervento del Consiglio Comunale (vedi Delibera 104 del 23/05/2019) e solo dopo decine di solleciti, verbali e tavoli tecnici della III Commissione Consiliare Permanente, l’amministrazione comunale annunciava di aver avviato l’iter per l’acquisizione delle strade e con Delibera di Giunta n. 108 del 28/06/2019 incaricava la Ripartizione comunale compente di procedere, la quale disponeva già dal giorno 01-07-2019 l’avvio del procedimento.

Intanto, qualche settimana prima, a fine aprile 2019, l’ing. Giovanni Alamia, candidato al Consiglio Comunale in una delle liste collegate al candidato Sindaco Giuseppe Monteleone, rinunciava alla surroga nella carica di Consigliere Comunale per “motivi personali”.
Dagli atti emerge una curiosità: il tecnico della società FALCONARA SRL (titolare illegittima delle strade oggetto del contendere sino al novembre 2019, quando le stesse vengono cedute con una donazione, seguente una mediazione) che ha gestito tutta la procedura è l’ing. Giovanni Alamia, come si evince da alcuni atti presenti nella transazione.
Lo stesso ing. Alamia, che nel marzo 2019 richiede il certificato di destinazione urbanistica delle particelle dove insiste la via Marinalonga (che per atto d’obbligo dovevano essere cedute al Comune) e che, come riportato precedentemente, nell’aprile del 2019 aveva rinunciato alla carica di Consigliere Comunale per “motivi personali”, ma che nel 2020 si ricandida con Monteleone venendo eletto Consigliere Comunale e dal luglio 2021 Assessore al Patrimonio del Comune di Carini, proprio colui che dovrebbe occuparsi, come ruolo politico, dell’acquisizione a titolo gratuito delle strade.
La Falconara “dona” le strade ai condomini e riceve un corrispettivo di 200.000 euro.
Il 21 ottobre 2019 i condomini del Condominio Marinalonga Ville, agli atti del notaio Flora Cardinale (anche lei curiosamente titolare di uno dei bungalow di Marinalonga Bungalows), sottoscrivono con la Falconara srl un verbale di conciliazione con il quale acquisiscono il diritto di piena proprietà delle strade del complesso edilizio definito Marinalonga Ville, compreso “a loro rischio e pericolo – ogni proprio o residuale diritto sopra l’unità immobiliare sopra descritta”.
Quindi chi cede conosce bene gli obblighi che ricadono sulle strade e si cautela con questa clausola. Sa quanto c’è scritto nell’atto d’obbligo all’art. 6: “Al fine di maggiormente garantire una più spedita esecuzione dall’obbligo sopra contratto di eventuale cessione al Comune di Carini, i signori Longo si sono impegnati a non cedere a terzi la proprietà di tutte le aree che secondo il piano di lottizzazione soprarichiamato risultano essere sedi di impianti di urbanizzazione”.
E chi acquista? Era a conoscenza della clausola trascritta nei registri della Conservatoria? Sanno di aver acquisito delle aree incedibili? Sanno che qualunque atto stipulato dopo l’atto d’obbligo del 1968 è nullo?
Nel mese di febbraio 2020 la Ripartizione Patrimonio del Comune rinotifica ai singoli condomini, nuovi proprietari delle strade, la richiesta di cessione delle medesime e nel successivo mese di marzo arrivano le risposte di diniego da parte degli stessi.
Nell’annosa vicenda per l’acquisizione delle strade, il Comune ha avviato la procedura di acquisizione notificando alle parti l’Ordinanza di avvio del procedimento solo nel Maggio 2022. A questa i Condomini di Marinalonga hanno opposto resistenza al T.A.R. di Palermo, vedendo rigettata l’istanza cautelare di sospensione nell’udienza del dicembre 2012.
Scrivono i giudici del TAR di Palermo: “…di pattuire la corresponsione in favore della società Falconara s.r.l. la somma di € 200.000,00: il ché, ad avviso del Collegio, comprova la sussistenza (si potrebbe dire la dissimulazione) di un vero e proprio atto di compravendita a prestazioni corrispettive tenuto conto del pagamento (a corrispettivo) di un prezzo da parte dei proprietari del Condominio di Marinalonga per la proprietà delle strade dell’urbanizzazione primaria…”.
Il C.G.A. respinge ma il Sindaco Monteleone preferisce aspettare.
Anche la successiva opposizione al provvedimento presentata al C.G.A. Sicilia viene respinta.
In quest’ultima ordinanza, a richiesta dell’Amministrazione Comunale, è stata inserita una curiosa dichiarazione dell’avvocato del Comune di Carini: “fa presente che da interlocuzioni avute con l’amministrazione comunale è emerso l’orientamento di non intraprendere azioni in attesa della pubblicazione della sentenza”.
Questa dichiarazione ha impedito al funzionario comunale competente di procedere con l’immissione in possesso delle strade, sino alla successiva sentenza di merito del TAR di Palermo, n. 03629/2023 del 06/12/2023, con la quale venivano annullati i procedimenti di acquisizione per un difetto di notifica, in quanto dovevano essere notificati ai proprietari e non al Condominio che li rappresentava. Da allora, per mesi, non è stato emanato alcun nuovo provvedimento…
Da dicembre 2023 tutto tace… tranne Whatsapp.
A questo punto tutto si ferma. Grazie a continue conferenze di servizio online inutili, con richieste di pareri a consulenti vari.
Tra le tante iniziative, pure un curioso messaggio Whatsapp dell’assessore Alamia al Capo Ripartizione Urbanistica al quale chiede di: “non notificare gli avvii del procedimento già redatti a nome di ogni condomino e di temporeggiare in attesa di ulteriori approfondimenti”.
L’unica traccia è una relazione del Capo Ripartizione Urbanistica datata fine 2024 nella quale è scritto: “si è deciso di attendere l’ormai prossima approvazione della variante di PRG in Consiglio Comunale, per l’apertura delle strade, finalizzata al transito verso il litorale”.
Tradotto per i comuni mortali, il Comune rinuncia all’acquisizione gratuita e, in ottemperanza a quanto previsto nel nuovo PRG che ancora deve essere approvato, dovrà espropriare, cioè pagare, ai proprietari le strade.
Siamo arrivati alla fine di luglio 2026 e ancora oggi tutto tace.
E l’albergo senza clienti diventò come per magia un condominio…

Nel corso dei vari dibattimenti avvenuti in Consiglio Comunale tra il 2016 ed il 2020, oltre che in vari articoli stampa e post su vari social, si è pure più volte segnalata l’anomalia della struttura denominata “Marinalonga Bungalows”, nata a pochi metri dalla battigia come albergo (con licenza edilizia con tale destinazione d’uso) nei primi anni ’70 e dal novembre 1980 trasformata in 59 mini appartamenti senza l’obbligatoria autorizzazione al cambio di destinazione d’uso rilasciata dal Comune, con i relativi oneri urbanistici da corrispondere, atto quest’ultimo non rilasciabile in vigenza della L.R. 78/76 che impedisce l’edificazione entro i 150 metri dal mare.
Nel giugno del 1980 l’Assessorato Regionale al Turismo autorizza la cancellazione del vincolo di destinazione alberghiera del “complesso ricettivo” Marinalonga dai registri immobiliari della Conservatoria, questo per consentire l’estinzione anticipata di un muto concesso dalla Cassa per il Mezzogiorno.
Un documento per estinguere il mutuo “diventa” un certificato urbanistico…
Con questo atto, ininfluente dal punto di vista urbanistico ed edilizio, la proprietà della struttura, la Marinalonga SpA, non si limita alla sola cancellazione del vincolo, ma interviene pure al Catasto, facendo cambiare la Categoria catastale e la destinazione d’uso della struttura dal punto di vista fiscale da “Albergo” ad “Abitazioni in Villini”, senza la necessaria variazione di destinazione d’uso autorizzata e rilasciata dal Comune di Carini, ovvero: oneri di urbanizzazione, nuovo carico urbanistico compatibile con il PRG, opere di urbanizzazione, compatibilità della nuova destinazione con i vincoli esistenti (dal 1 gennaio 1977 l’area è soggetta al vincolo di inedificabilità assoluta tranne per strutture adibite a servizi turistici o pesca).
Una furbata che ha consentito la vendita, illegale a norma di legge, di 59 mini appartamenti senza alcuna licenza edilizia specifica per civile abitazione.
Un notaio “poco scrupoloso”? Un inganno del venditore? O c’è dell’altro?
Ma com’è possibile ciò?
Chi è deputato al controllo dei documenti legati alla vendita?
Ovviamente il notaio che ha stipulato gli atti.
Com’è stato possibile smembrare un complesso alberghiero e venderlo come civile abitazione?
Facile, basta non menzionare la destinazione d’uso rilasciata dal Comune e fidarsi di quella del Catasto, che però non ha alcun valore urbanistico.
Il notaio che ha stipulato gli atti di vendita/acquisto nel 1981 è identico per quasi tutti gli atti; nel caso specifico il notaio Marcello Orlando di Cinisi, fatto curioso questo, visto che di solito il notaio è persona di fiducia del compratore e non del venditore.
Negli atti stipulati al momento della vendita dei “mini appartamenti” non viene citata la destinazione d’uso dei locali, ma soltanto quello che è utile alla vendita:
- la “categoria catastale” (in questo caso A7 e non D2 come in realtà era sino all’anno prima),
- la licenza edilizia del 1970,
- agibilità e abitabilità rilasciate nel 1974, omettendo che i 2 documenti si riferissero ad un albergo.
Ma chi ha acquistato nel 1981 era in buona fede?
Oppure sapeva che la struttura fino a pochi mesi prima era un albergo?

In un documento “la pistola fumante…”.
Abbiamo recuperato un preliminare di vendita del luglio 1979, sempre redatto dal notaio Marcello Orlando, nel quale si fa riferimento che: l’unità immobiliare al momento ha destinazione alberghiera ed è gravata da un mutuo “per il credito alberghiero”. Nel caso non fosse possibile modificarne la destinazione d’uso entro 1 anno, è possibile rescindere dal contratto (con la restituzione dell’anticipo senza interessi) oppure procedere con il rogito come “frazione di complesso alberghiero”.
Quindi i primi acquirenti sapevano dell’albergo e del rischio di acquisto. Chi ha acquistato successivamente da loro, non trova menzione dell’albergo in nessun atto, ma solo “Categoria A7”, licenza del 1970 e abitabilità del 1974.
10 anni di battaglie contro un “muro di gomma”, sgretolato da un foglio di carta.
Per chiarire la vicenda, abbiamo richiesto alla Ripartizione VII del Comune di Carini un “Certificato di Destinazione d’uso” del complesso edilizio denominato “Marinalonga Bungalows”, ed abbiamo avuto la conferma che lo stesso per il Comune risulta essere a destinazione “turistico ricettiva” e, come scrive lo stesso ufficio nel certificato: “L’eventuale utilizzo delle singole unità quali abitazioni residenziali autonome, costituirebbe mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante, soggetto a titolo edilizio ai sensi del DPR 380/2001 e della normativa regionale vigente.”
Curioso l’uso del tempo “condizionale” invece del “presente”.
Quindi il Comune di Carini solo dopo 45 anni si accorge che “Marinalonga Bungalows” non è un albergo e che la “certificazione” della lottizzazione abusiva da parte degli uffici comunali “costituirebbe” invece di “costituisce”.
Sembra roba da poco, ma in realtà potrebbe offrire un cavillo giuridico amministrativo in un sicuro ricorso che i proprietari presenteranno se mai il Comune contestasse il reato di lottizzazione abusiva mai andato in prescrizione.
E si perde ancora tempo…
Il certificato lo abbiamo chiesto a GENNAIO 2026, ci è stato rilasciato a MARZO 2026 e ad oggi, FINE LUGLIO 2026 nessun provvedimento è stato preso da parte del Comune di Carini.
Non vorremmo pensare che si trattasse di una perdita di tempo “strumentale” visto che le norme vigenti prevedono il sequestro immediato della struttura, magari in attesa della scoperta di un cavillo amministrativo che salvi “capra e cavoli”.
“A Marinalonga c’è gente potente…”
Ma chi sono i “potenti”, sempre citati nella mitologia locale, che in 60 anni hanno impedito sino ad oggi la libera fruizione di circa 1 km di costa carinese, come documentato, tra i tanti, da “Le Iene” di Italia 1 e da “Mi manda RAI3”?
E’ una scelta loro impedire l’accesso? Oppure c’è “qualcuno” che lo fa a loro insaputa disinformandoli e agendo nella loro più totale buonafede?
Nella struttura Marinalonga Bungalows, dalla sua mutazione abusiva da “albergo” a “mini appartamenti”, avvenuta a Novembre 1980, abbiamo potuto riscontrare tra i proprietari nomi di importanti imprenditori palermitani, costruttori, concessionari di auto e moto, magistrati di altissimo livello, professori universitari tra i più famosi di Palermo, politici, avvocati, notai…
I nomi:
Fare i nomi potrebbe essere un problema, quantomeno per la gente comune e se fosse un caso comune.
Trattandosi invece di un luogo dove insistono costruzioni che documenti inoppugnabili certificano come illegali, e nell’illegalità vivono persone di rilevanza pubblica che non possono non sapere visto che sono tra i primi acquirenti della struttura, e che i loro nominativi si trovano su documenti di pubblico dominio, “il diritto di cronaca consente ai giornalisti di diffondere dati personali senza il consenso dell’interessato, a patto che l’informazione sia di pubblico interesse.
Inoltre, l’identità del proprietario non deve essere un dettaglio marginale, ma una parte essenziale per comprendere la notizia (principio di essenzialità dell’informazione)”.
Nel caso specifico ci troviamo di fronte ad una struttura alberghiera trasformata contro legge in struttura residenziale. I primi acquirenti, come abbiamo dimostrato e come dimostrano i documenti, erano a conoscenza che la struttura era un albergo, ed essendo alcuni di loro notai e uomini di legge è impossibile che non conoscessero le norme.
A parte il notaio Marcello Orlando, che ha redatto la maggior parte dei primi atti di compravendita (ed a cui si fa riferimento nei preliminari del 1979) non avendo cura di verificare se il Comune di Carini avesse rilasciato il legittimo “cambio di destinazione d’uso” a norma di legge (impossibile visto che l’area è soggetta a vincolo), la cui moglie risulta proprietaria di un bungalow dal gennaio 1982; troviamo pure il marito del notaio Bianca Barbera (dal giugno 1981), colei che ha stipulato quasi tutti i rogiti dei fratelli Longo relativi a Marinalonga e delle molteplici società nate agli inizi degli anni ’70.
Ma tra i proprietari dei bungalow c’è pure il notaio Flora Cardinale, anche se solo dal settembre 2016, che è colei che redige buona parte delle deleghe per l’atto di mediazione del 2019 per l’acquisizione delle strade da parte dei condomini dalla Falconara srl, atto che i giudici del TAR di Palermo definiscono: “…comprova la sussistenza (si potrebbe dire la dissimulazione) di un vero e proprio atto di compravendita a prestazioni corrispettive tenuto conto del pagamento (a corrispettivo) di un prezzo da parte dei proprietari del Condominio di Marinalonga per la proprietà delle strade dell’urbanizzazione primaria…”.
Sempre nel giugno 1981 tra gli acquirenti troviamo la moglie di Angelo Siino (che successivamente ne riceverà un secondo per donazione nel 2020), e ne possiede pure uno il fratello di Siino.
A luglio 1981 invece risale l’acquisto di un bungalow da parte dei coniugi Adelfio Cardinale e Annamaria Palma. Il primo, emerito professore e Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Palermo è stato pure Sottosegretario al Ministero della Salute durante il Governo Monti.
La moglie è stata un magistrato del Tribunale di Palermo, iniziando dalla Sezione Fallimentare nel 1990, nel 1992 diviene Sostituto Procuratore al Tribunale di Palermo e nel 1994 si trasferisce a Caltanissetta alla Direzione Distrettuale Antimafia dove istruisce i processi sulla Strage di via D’Amelio, gli omici di Rocco Chinnici e Rosario Livatino e la Strage di Pizzolungo. E’ lei, insieme ai colleghi Petralia e, quasi alla fine del processo, Di Matteo, a rappresentare l’accusa nel processo denominato Borsellino Ter, quello del depistaggio ad opera del falso pentito Vincenzo Scarantino.
Successivamente, dal 2008 al 2013, è stata “Capo di Gabinetto” del Senatore Renato Schifani quando questi diviene Presidente del Senato.
E’ del luglio 1987 l’acquisto di un bungalow da parte del dott. Aldo Rizzo, Giudice a Palermo nei primi anni ’70, membro del CSM, dal 1979 Deputato del PCI dal 1979 al 1992 come PDS, Sindaco di Palermo nell’estate delle stragi di Falcone e Borsellino. Rientrato in magistratura diviene Giudice della Cassazione. E’ morto nel 2021.
Altro nome interessante, tra i proprietari subentrati in secondo tempo e il cui nome è di interesse pubblico, quello del notaio Pietro Ferraro da Castelvetrano. Acquista nell’aprile 1991. Nel 1993 è coinvolto nell’operazione antimafia Ghibli, sui rapporti tra mafia, massoneria, imprese e politica.
Si era “limitato” a minacciare il Presidente della Corte d’Assise d’Appello di Palermo, Salvatore Scaduti il giorno prima della camera di consiglio del processo per l’omicidio del Capitano Emanuele Basile. Massone, è stato definito un anello di congiunzione tra mafia, massoneria e politica.
Il notaio Ferraro è morto nel 2023.
Potremmo aggiungere, tra gli ultimi arrivati, anche l’avvocato difensore di Marcello Dell’Utri nel processo che l’ha visto condannato per “concorso esterno in associazione mafiosa”.
La condivisione degli spazi…
I mini appartamenti di “Marinalonga Bungalows”, essendo nati come struttura alberghiera, nel progetto iniziale non erano dotati di cucina. Quando avviene la trasformazione in miniappartamenti pare siano stati dotati di angolo cottura, ovviamente anche queste opere senza alcuna autorizzazione comunale, visto che negli atti di compravendita non viene citato alcuno spazio cucina.
Infatti la struttura alberghiera aveva il ristorante, che rimane parte comune condominiale, insieme alla piscina ed allo snack-bar ed alle terrazze panoramiche dove regolarmente si svolgevano attività comuni.
Quindi gli ospiti dei miniappartamenti condividevano spazi comuni per mangiare, per rilassarsi, per momenti di convivialità.

L’ultimo giorno di Paolo Borsellino
La mattina del 19 luglio 1992 Paolo Borsellino si recò a Marinalonga Bungalows con un amico, dopo aver fatto il bagno al largo in barca. Lì incontrò sua moglie Agnese, che vi si era recata dalla loro villa distante un paio di chilometri per comprare del pesce, non sappiamo se nel vicino Baglio dei pescatori oppure al ristorante della struttura.
Poi tornarono a casa ognuno con i propri mezzi. Dopo pranzo Paolo Borsellino si recò con la sua scorta a casa della madre in via D’Amelio.
La sua partenza da Carini venne segnalata da una “vedetta” che monitorava gli spostamenti del magistrato.
Lascio all’immaginazione del lettore tutto il resto.
