Non parliamo solo di Helg ma soprattutto di Santi Palazzolo

Sul caso Helg, vicepresidente della Gesap, la società a capitale pubblico che gestisce l'aeroporto di Palermo "Falcone – Borsellino" interviene con una interessante analisi, il professore Salvo Vitale, compagno di Peppino Impastato, che di omertà e collusioni nella zona di Cinisi se ne intende.

La stessa nascita dell'aeroporto a Punta Raisi sembra sia stata allora voluta da Tano Badalamenti in persona, preferendo Punta Raisi a siti più sicuri e meno ventosi. Peppino Impastato si oppose con tutte le forze a fianco dei contadini e allevatori che videro scomparire la campagna del Mulinazzo, vigilata dalla torre cinquecentesca.

"La denuncia di Helg – dice Salvo Vitale – e il suo conseguente arresto ha alzato il velo su quella zona grigia che sta tra chi ricopre cariche pubbliche, cioè è uno dei padroni del vapore, chi usa il suo potere per aumentare la sua ricchezza, oltre che il suo prestigio, e, in questo caso, chi usa l’antimafia come vetrina e copertura per accreditare un’immagine di legalità che invece nasconde un profilo da volgare delinquente.
Roberto Helg attualmente è presidente della Camera di Commercio di Palermo, oltre che vicepresidente della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto Falcone-Borsellino. Si tratta di uno degli esponenti più importanti dell’imprenditoria siciliana, appartenente all’area del centro destra e molto attivo nella difesa della categoria dei commercianti. E’ rimasto al vertice della Confcommercio di Palermo da 18 anni e, di quella siciliana da 9, gestendo un noto negozi di regali in fallimento da qualche tempo: Helg ha cercato di riprovare a rilanciare l’attività associandosi con la Carrefour per l’apertura di un centro commerciale il cui progetto non è stato approvato dal Comune di Palermo. Ufficialmente ha rappresentato il viso nuovo di quella Sicilia che vuole scrollarsi dall’ipoteca mafiosa, che si è impegnato nella lotta contro il racket, aprendo uno sportello per gli imprenditori vessati da usura o dal pizzo. In tal senso si è schierato con Montante, anche lui industriale antimafia ultimamente indagato per contatti con i boss di Caltanissetta e gli ha espresso solidarietà.

Una domanda nasce spontanea: siamo davanti a forme raffinate di strategia mafiosa, che si servono di un’apparente facciata di legalità, magari con la denuncia di qualche tentativo di estorsione, o, come si vorrebbe far credere, a singoli casi, a incidenti di percorso che non mettono in discussione la linea scelta dagli industriali siciliani di dire no alle richieste estorsive? Il caso di Helg, colto con le mani nella marmellata, sembra orientare verso la prima ipotesi. Il pensiero va anche ai fratelli Catanzaro, uno dei quali è vicepresidente della Confindustria siciliana, l’altro gestisce una delle più grandi discariche della Sicilia, prima appartenente al comune di Siculiana, poi finita nelle sue mani, con l’assoluzione della magistratura. Anche se non è un teorema, in Sicilia, così come in Campania, non ci si può occupare della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, senza fare i conti con Cosa Nostra. E allora? Allora due più due fa quattro, ma non si può dimostrare.
Ma torniamo ad Helg, che è componente di una decina di consigli di amministrazione di varie associazioni commerciali, ricopre numerose cariche direttive e pertanto che incassa già laute parcelle, ma che adesso, poverino, dice di avere agito per necessità perché ha la casa pignorata. In verità una necessità per rimediare alla quale ci vuole una mazzetta da 100 mila euro, la metà della quale dilazionata in rate mensili, suscita una spontanea voglia di prendere a calci in culo questo soggetto, di metterlo in cella e di gettare la chiave. Invece è stato trattato con tutte le premure possibili, prima perché malato e poi perché anziano. Una specie di Berlusconi nostrano che non andrà mai in carcere.
Il caso pone diverse considerazioni e interrogativi – continua Vitale -e che ci si augura possano suscitare l’attenzione delle forze dell’ordine: si tratta di un caso isolato, oppure, com’è più logico, conoscendo come funziona in Sicilia, tutti quelli che all’aeroporto hanno in concessione uno spazio commerciale pagano il pizzo? A chi? Solo ad Helg? Non sarebbe opportuno aprire un’indagine sulla Gesap e sulla intera gestione dei servizi aeroportuali, dalle assunzioni, ai lavori di pulizia e manutenzione, alle modalità di concessione degli spazi ed altro?
Tutti ieri hanno parlato di Helg, come il corrotto, il corruttore, l’estorsore. Nessuno lo ha definito mafioso, ma sarebbe opportuno discuterne: da secoli sappiamo che la mafia non è solo quella che spara.
Tuttavia oggi bisognerebbe parlare, riempire i giornali a lettere cubitali, non di un anonimo “titolare di un esercizio di ristorazione o di una pasticceria”, come si è scritto, ma di Santo Palazzolo, l’imprenditore di Cinisi che ha deciso di non pagare, si è rivolto alla polizia e si è prestato a predisporre la trappola a colui che voleva estorcergli il frutto del suo onesto lavoro. Si tratta del nipote di Don Santo, erede di un’attività che ha quasi un secolo di vita.
pasticceria-palazzoloA Radio Aut, scherzando, lo chiamavamo don Profitterolo, per la sua abilità nel saper preparare i migliori profiteroles della Sicilia. Il suo bar, sito tra la piazza e l’inizio del corso, era frequentato dalla Cinisi bene, cioè da professionisti, galantuomini e anche mafiosi che, soprattutto la domenica mattina andavano a comprare la guantiera di dolci per la famiglia o per l’ospite. Una volta Peppino Impastato si nascose in una casa di fronte per scattare di nascosto alcune foto a Tano Badalamenti e agli amici che lo circondavano. Lui, don Santo, aveva un sorriso e una gentilezza per tutti, spesso preparava una sorpresa sul bancone o dentro la vetrina, una torta esotica, un dolce originale, un gelato dal gusto strano, accanto agli immancabili cannoli. Poi tutto venne trasferito sulla strada provinciale, al limite con il semaforo che da accesso al paese. L’attività è continuata con la gestione dal nonno, al figlio, detto l’Avvocato e oggi al nipote, che porta il nome del nonno ed ha cercato di dare al locale una veste più moderna con i giornali del mattino e con attività culturali varie: è stata finanziata anche qualche pubblicazione sulla storia del paese e del bar e sono stati aperti altri punti vendita, uno dei quali quello dell’aeroporto di Punta Raisi e uno negli Stati Uniti.
Che tutto questo sia avvenuto a Cinisi, nel paese di Don Tano Badalamenti, ma anche di Peppino Impastato, significa che il muro una volta indistruttibile della cultura mafiosa comincia a manifestare qualche crepa e che comincia a diffondersi la cultura secondo cui ognuno ha il diritto di godere in pieno dei frutti del proprio lavoro, senza che i parassiti possano profittarne.
Il negozio dell’aeroporto rappresenta l’ultimo momento, – conclude l'intervento Vitale – per chi parte e vuole portare un sapore della Sicilia, una cassata, un cannolo, un frutto di “martorana”, un dolce tipico. Adesso, dopo la denuncia dell’estorsione fatta da Roberto Helg, per il rinnovo del contratto per l’area del negozio, quel dolce assume un sapore più significativo, il sapore della legalità".

Soldarietà esprime anche il movimento civico "La Rigenerazione Cinisi": "Il Movimento Civico "la RI Generazione" e il suo rappresentante in Consiglio Comunale Conny Impastato esprimono solidarietà all'imprenditore di Cinisi Santi Palazzolo a fronte dell'azione estorsiva subìta ad opera di Roberto Helg, Presidente della Camera di Commercio di Palermo e vice Presidente della GES.A.P. S.p.A..
Grazie alla collaborazione e alla denuncia del nostro concittadino, a cui va la nostra stima e gratitudine, si è riusciti ad assicurare alla giustizia questo soggetto; l'episodio dimostra che la mafia e la corruzione sono ben inserite tra i colletti bianchi (non è il primo fatto di cronaca che lo dimostra) e, solo grazie ai cittadini che collaborano e denunciano, si potrà portare avanti un'efficace opera di pulizia all'interno delle nostre istituzioni.
Auspichiamo che la magistratura vada avanti nel suo lavoro e faccia le opportune verifiche, per fare chiarezza su eventuali altre condotte criminose messe in atto a danno di altri soggetti operanti all'interno dello scalo aeroportuale.
Ci uniamo alla richiesta fatta dalle altre forze politiche e quindi chiediamo all'Amministrazione Comunale che il Comune di Cinisi, in quanto socio della GES.A.P., si costituisca parte civile nel processo contro i responsabili dell'estorsione.
Lo riteniamo un atto dovuto, ma anche un segnale di vicinanza a chi, come Santi Palazzolo, ha scelto di stare dalla parte della legalità, quella vera però, e non quella di facciata su cui tanti personaggi hanno costruito le proprie carriere politiche".

Solidarietà anche dal Movimento cinque stelle di Cinisi: "Troppe volte capita a noi cittadini di doverci piegare ai soprusi di chi, arrivando ad occupare posti di potere li gestisce al fine di trarne vantaggi personali.
Reagire è difficile perché spesso vuol dire esporsi. E chi reagisce dimostra un coraggio che dovrebbe essere d'esempio da tutti noi.
Ogni singola reazione serve anche a mettere a nudo il sistema corrotto in cui siamo costretti a vivere. La denuncia è il primo passo utile affinché tale sistema venga scardinato.
Per questo ringraziamo Santi Palazzolo per il suo gesto, con il quale ha reso un grande servizio alla collettività.
Non sempre è facile esporsi, e non si possono biasimare coloro che non trovano il coraggio per denunciare per timore delle possibili ritorsioni.
Invitiamo, quindi, – esortano gli esponenti pentastellati – chiunque si dovesse trovare a essere soggetto a tentativi di estorsione o a conoscenza di casi di corruzione a servirsi, anche in forma anonima, del sito www.segnalazioni5stelle.it contro la corruzione creato dal M5S allo scopo di poter aiutare chi dovesse trovarsi in difficoltà
".

Solidarietà a Santi Palazzolo anche dai gruppi consiliari del Pd e di "E' tempo di cambiare". I consiglieri Vera Abbate, Salvatore Catalano, Caterina Palazzolo, Salvina Di Maggio, Monica Palazzolo e Leonardo Biundo "Esprimono piena solidarietà nei confronti dell'imprenditore di Cinisi, Santi Palazzolo. Nel contempo esprimono apprezzamento per la scelta coraggiosa e l'alto senso di responsabilità civica messa in atto dal titolare della storica pasticceria per aver collaborato con gli inquirenti al fine di assicurare alla giustizia i responsabili dell'atto criminoso. I consiglieri – continua il documento – esprimono l'auspicio che gli organi inquirenti possano fare fino in fondo chiarezza su ulteriori eventuali attività criminose passate e attuali che riguardano la direzione e i servizi aeroportuali. Nella considerazione che il Comune di Cinisi è proprietario di quote azionarie della Gesap e tenuto conto che a subire l'atto criminoso è stata un'azienda di Cinisi, i consiglieri chiedono all'amministrazione comunale e al Presidente del Consiglio comunale la costituzione di parte civile nei confronti dei responsabili dell'estorsione e la votazione di un documento che intimi all'assemblea dei soci della Gesap, dall'Enac, all'amministrazione comunale di Palermo, al Commissario provinciale di Palermo, alla Camera di Commercio e al Presidente della Regione Sicilia, il commissariamento degli organi della società di gestione dell'aeroporto."

 

 

 

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