Continua a tenere banco il tema dei rifiuti a Cinisi, il locale Movimento Cinque Stelle ha presentato un esposto alla procura generale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana sul "mancato raggiungimento del Comune di Cinisi degli obiettivi stabiliti dalla normativa vigente in materia di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani".
"Secondo i dati dell’osservatorio dei rifiuti della Regione Siciliana – inizia la nota – le percentuali di raccolta differenziata raggiunte nel Comune di Cinisi negli anni sono le seguenti:
19.3% anno 2008
10.50% anno 2009
4.70% anno 2010
4.91% anno 2011
6.58% anno 2012
6.50% anno 2013
Questi valori risultano nettamente distanti dagli obiettivi stabiliti dalla normativa vigente in materia di riciclo dei rifiuti solidi urbani. La legge prevede infatti che la raccolta differenziata (articolo 24 del decreto n. 22/1997, Legge n. 296 Del 21 dicembre 2006 e art. 205, Comma 1, del D.Lgs. N. 152/2006) avrebbe dovuto raggiungere per ogni ambito territoriale ottimale percentuali che partono dal 35% per gli anni dal 2003 al 2006, fino al 65% del 2012.
La Regione Siciliana ha abbassato sensibilmente questi obiettivi diminuendo, con la legge 9/2010, le percentuali di raccolta differenziata e prevedendo i seguenti 3 differenti traguardi:
•per l’anno 2010: R.d. 20 per cento, recupero materia 15 per cento;
•per l’anno 2012: R.d. 40 per cento, recupero materia 30 per cento;
•per l’anno 2015: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento.
Nonostante ciò, il Comune di Cinisi non si è nemmeno avvicinato alle suddette soglie.
L'abbassamento delle soglie concesso dalla Regione non è servito a nulla, e nessun intervento volto a migliorare la situazione è stato intrapreso nel tempo. Al contrario, si può parlare di netta regressione negli anni fino ad arrivare allo stato attuale in cui i cittadini sono costretti a vivere tra cumuli di rifiuti.
Il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla normativa vigente comporta a carico dei Comuni il pagamento di oneri aggiuntivi per il conferimento in discarica del materiale che avrebbe dovuto essere destinato proficuamente alla raccolta differenziata ed ha, pertanto, arrecato ai cittadini di Cinisi un danno economico e patrimoniale conseguente che si estrinseca essenzialmente in una maggiorazione spropositata della tassa sui rifiuti.
Il danno erariale è attribuibile anche al danno ambientale dovuto al versamento in discarica dei rifiuti eccedenti, cosa che ha comportato il deterioramento delle risorse naturali causato dall’immissione di maggiori quantità di sostanze e microorganismi nel terreno e di gas nocivi nella zona circostante alla discarica.
Il frangente economico attuale rende ormai insostenibile che i comuni siano gestiti da amministratori che non sembrano in grado di saper gestire la questione rifiuti, e chi non amministra in maniera efficiente le risorse pubbliche deve assumersi la responsabilità, anche economica, nei confronti dei cittadini.
I cittadini sono schiacciati da una pressione fiscale ineguagliata nei tempi a fronte del peggior servizio mai reso.
Abbiamo chiesto alla PROCURA REGIONALE DELLA CORTE DEI CONTI PER LA REGIONE SICILIA di esprimersi in merito e in caso di ritenuta sussistenza dei suddetti elementi, è stata fatta istanza affinché venisse promosso un giudizio contabile nei confronti dei ritenuti responsabili.
L'iniziativa partita dai meetup di Capaci ed Isola delle Femmine ed estesa poi ad altri comuni dell'Ambito Territoriale PA 1 vede in prima fila cittadini e portavoce del M5S.
Non è la prima volta che si chiede alla magistratura contabile di esprimersi su tale materia.
La Corte dei Conti ligure, infatti, il 27 maggio del 2013 (sentenza n.83) ha condannato per danno erariale i sindaci del Comune di Recco e gli assessori all’ambiente pro-tempore proprio per l’aggravio di costi dovuti allo smaltimento in discarica.
Secondo noi, non devono essere i cittadini a pagare per le scelte sbagliate degli amministratori."
