Cinisi: intervista al Sindaco Palazzolo

Sindaco Palazzolo, lei ha intrapreso un’azione coraggiosa che nessun altro sindaco del comprensorio ha mai nemmeno tentato: l’uscita unilaterale dagli ATO Idrico e Rifiuti. La sua amministrazione sta diventando un faro per altri comuni, che forse stanno iniziando a capire che da questo sistema degli ATO si può fuggire.

Per quanto riguarda sia l’ATO Idrico che quello Rifiuti, cosa abbiamo fatto noi di particolare rispetto agli altri comuni? Abbiamo utilizzato quello che è un potere riconosciuto ai sindaci e che non capisco per quale motivo in passato non si è utilizzato, oppure ancora oggi non viene utilizzato, e sono queste famose ordinanze di contingenza ed urgenza. Una cosa è importante precisare: tutto quello che noi facciamo è nel rispetto della legge perché sono dei provvedimenti che il legislatore consente al sindaco. Questi provvedimenti, diciamo in termini molto generici, se pur differenti quello sull’ATO Idrico rispetto a quello sull’ATO Rifiuti, cosa dicono: lì dove c’è una situazione di emergenza tu sindaco puoi agire in deroga di legge.

Per quanto riguarda l’acqua ormai l’abbiamo quasi dimenticato, ma noi a luglio ci siamo trovati in una situazione critica impressionante. Il paese era completamente senza acqua da giorni, avevamo fax di hotel che ci dicevano che i clienti se ne stavano andando, problemi di carattere sanitario… E’ stata sufficiente una relazione della Polizia Municipale sul contesto ed abbiamo emesso un provvedimento sulla base del quale ci siamo andati a riappropriare delle condutture. Provvedimento che è perfettamente legittimo, tant’è che non è stato mai impugnato e che ci ha consentito di riappropriarci immediatamente delle condutture dell’acqua, senza aspettare sentenze, consegne, eccetera…

Un dato interessante sotto il profilo politico è che da quando gestiamo nuovamente la rete noi, non solo siamo rientrati nella normalità del servizio ma addirittura siamo riusciti a ridurre l’importo delle bollette del 50% circa. Quindi abbiamo il servizio ed una riduzione dei costi per il cittadino.

Questo per evidenziare come l’ottica di ottimizzazione che era legata ai servizi di ambito ottimale si è trasformata invece in carrozzoni mangiasoldi.

Per quanto riguarda i rifiuti, definire l’ATO un carrozzone non è sbagliato, ed è pure sfasciato; non ha più una forma, non si capisce più nulla, è il caos ed in questo caos si è venuta a creare anche qua una situazione di emergenza. Siamo arrivati al punto che l’autorità aeroportuale ha scritto al Comune di Cinisi lamentando che da giorni erano costretti a dirottare i voli a Catania perché il vento portava i sacchetti dei rifiuti sulla pista mettendo a rischio l’incolumità degli aerei. Anche in questo caso abbiamo emanato una ordinanza contingibile e urgente ed abbiamo agito. L’aver utilizzato in maniera appropriata i poteri che spettano ad un sindaco e che gli sono riconosciuti dalla legge, consentono di fare valutazioni di carattere politico. E’ grave sotto il profilo politico che un amministratore sia costretto ad agire con le ordinanze di contingenza e urgenza, ciò evidenzia: la mancanza di un quadro normativo chiaro e che non c’è una politica sui rifiuti ne sull’acqua, tant’è che tutto quello che si fa è praticamente provvisorio. Se andiamo all’acqua, ci sono queste ordinanze che emettiamo, ma la verità qual è: abbiamo una riforma legislativa bloccata, perché volevano restituire l’acqua a tutti i comuni a seguito del referendum, ma il Commissario dello Stato li ha bloccati dicendo che la Comunità Europea prevede gli ambiti territoriali, e quindi stop. Un sindaco oggi è privo di norme di riferimento.

In materia di rifiuti regna la confusione: il legislatore dice che oggi sono vigenti le SRR e non esistono gli ATO, nei fatti invece abbiamo gli ATO e non esistono le SRR… L’unico problema che ho incontrato in queste ordinanze è stata la salvaguardia dei livelli occupazionali, cioè lì dove il potere mi consentiva di fare il servizio e fregarmene di tutto, avevo però la necessità di salvare il personale e da qui la necessità di continuare a mantenere i rapporti con l’ATO, rapporti che oggi sono finiti con il distacco del personale ATO al Comune di Cinisi, perché fino a ieri io mandavo i soldi all’ATO ma questo non mi pagava gli operai, da oggi li posso pagare io, senza considerare che poi avevamo ricevuto l’atto di pignoramento verso terzi da parte dell’AMIA, 31 milioni di euro. La verità è che se si fosse responsabili politicamente bisognerebbe fare un operazione simile a quella che ha fatto Leoluca Orlando a Palermo con l’AMIA, bisogna a questo punto dichiarare il fallimento dell’ATO Rifiuti PA1, per capire quanti sono i crediti, quanti sono i debiti, salvaguardare i livelli occupazionali e non ostinarsi ad alimentare una struttura che ormai è incomprensibile. Pensate a quello che è successo oggi (ndr: 15 dicembre 2014): la Ecoburgos, che è la società privata che fornisce gli autocompattatori, ma anche qui stiamo facendo una ulteriore ordinanza, ha deciso che gli unici 2 mezzi che servono Cinisi li dà a Terrasini. Per gli altri paesi anche peggio: nessun mezzo. Questa non è una situazione di normalità, frutto evidentemente di una classe politica totalmente assente; i sindaci, che sono diventati ormai l’unico punto di riferimento per i cittadini difronte ad un caos legislativo, con il piccolo potere che hanno possono dare una raddrizzata e colmare delle lacune enormi, parlando di acqua e rifiuti che sono servizi essenziali. Quando un giorno, alla fine della sindacatura, mi faranno la domanda: “lei cosa ha fatto per il turismo”? Io cosa dovrò rispondere, se prima non risolvo i problemi legati ai servizi essenziali? Siamo in una situazione primitiva.

Si deve ricominciare da zero…

Sembra la civiltà che piano piano rinasce: i rifiuti, l’acqua… ora tocca alla luce. Perché noi abbiamo un contratto che ci vincola per i prossimi 10 anni a pagare 500.000 euro, che è una storia senza senso. Io ho i preventivi delle altre società, che mi fanno lo stesso servizio con l’80% del risparmio.

Tra l’altro, proprio in riguardo alla illuminazione, quest’ultima va ad incidere sulla TASI.

Certo, così come l’immondizia con la TARI. Mi sembra di essere come l’uomo primitivo che esce dalla caverna, che comincia a scoprire la civiltà…

A proposito di rifiuti, avete mosso contestazioni all’ATO Rifiuti per il mancato rispetto del contratto di servizio?

Siii. Loro hanno un prospettino dove richiedono tutti i soldi che avanzano. Da noi vogliono 4 milioni di euro. Sono somme tutte contestate, per i disservizi, soldi che da noi non avranno mai, perché se loro mi fanno una fattura da 200.000 euro per lo spazzamento e questo non c’è mai stato, il lavaggio dei cassonetti… è chiaro che questi soldi, che sono regolarmente contestati, non verranno mai dati e tra l’altro io, alla fine, un’azione di risarcimento nei confronti dell’ATO la devo porre in essere, perché io, come sindaco, ho avuto un danno che si è perpetrato negli anni a causa di una cattiva gestione che non so a chi è imputabile, ma che comunque e certamente c’è stata. Altro che soldi da dare, si tratta invece di capire come attivarsi per avere il risarcimento del danno perché siamo in situazioni disastrose da 2 – 3 – 4 anni…

Anche perché considerato che con la TARI il 100% del costo del servizio è a carico dei cittadini. Una contestazione mossa nei confronti dell’ATO, e vinta, significa un risparmio secco per il cittadino.

Pensate che l’ultimo piano di intervento dell’ATO per il 2014 prevedeva un costo per il Comune di Cinisi di 2,8 milioni di euro. Informalmente, seduto così con il titolare dell’AGESP, ho chiesto: “qualora riuscissi ad uscire dall’ATO quanto mi costerebbe il servizio per il mio comune?” La risposta è stata netta: 1,8 milioni di euro.

Beh, c’è una piccola differenza di solo 1 milione di euro l’anno…

E non solo, con un servizio che funziona! A me hanno aperto un procedimento alla Corte dei Conti perché mi sono rivolto a ditte esterne… I miei costi sono inferiori ma, in ogni caso perché non sono perplesso, anche se fossero stati il triplo abbiamo da una parte un “non servizio” e dall’altro un servizio. Ma di che cosa stiamo parlando?

E per la vicenda del Depuratore?

Abbiamo collaborato con la Capitaneria di Porto, perché una amministrazione giovane e che deve durare perché ancora all’inizio dell’attività amministrativa, non è che può fare come lo struzzo e mettere la testa sotto la sabbia e dire speriamo che non si accorgano… noi siamo qui per risolvere i problemi. Quindi abbiamo cercato di individuare i problemi, che sono mastodontici, sorprendenti. Ci sono intere vie che scaricano direttamente a mare bypassando il depuratore e non si capisce il perché.

E non se ne era accorto mai nessuno fino ad oggi?

Il fatto che mi porta più impressione, per esempio, riguarda le vie Cracchiolo e “delle Case”, che scaricano direttamente a mare per non fare un lavoro che al massimo può costare 4.000 euro… bastava fare uno scavo e mettere una pompa di sollevamento. Parliamo di cifre veramente irrisorie. In più c’è questa vicenda del “pennello a mare” che noi abbiamo denunciato per primi. Non si comprende come manchino questi 600 metri di pennello.

Pennello che teoricamente funzionava, i cui lavori erano stati completati e collaudati?

Il collaudo negativo risale ad 1 anno fa. Il pennello è stato realizzato nel 2009, se non ricordo male, ed oggi ci si accorge che mancano 600 metri di tubazione. E’ un mistero come possano mancare. E’ inutile fare ricostruzioni per cercare di capire cosa possa essere successo, l’unica strada era fare una denuncia alla Procura della Repubblica e l’abbiamo fatta. Sarà compito loro individuare eventuali responsabili, se è stata una cattiva realizzazione, se non è stato mai messo, se c’è stata incuria. Si parla addirittura di “pesca a strascico”…

Si ma parliamo di 600 metri di tubatura… mica di pochi metri. Andiamo nel campo delle ipotesi di fantasia… in qualche posto questa tubatura deve essere riaffiorata…

I magistrati faranno le loro valutazioni. Sicuramente noi, come amministrazione comunale, intraprenderemo un’azione risarcitoria.

Come è stato l’impatto con i problemi del paese, visti con gli occhi di un sindaco che si appresta a governare?

In verità, devo dirvi, io sono tranquillissimo. Molti dicono: è difficile amministrare, ci sono tanti problemi… Io sono qui con tanti amici, con i quali abbiamo intrapreso questa avventura, per risolvere i problemi. Quando ho fatto la campagna elettorale ho promesso poco perché ero convinto, erroneamente, che poco si potesse fare; invece mi sono accorto che si può fare tanto. Si può fare. E’ solo un problema di lavoro, noi ci siamo al momento concentrati sulle due tematiche che interessano di più l’opinione pubblica, ma ho tanti progetti che pian piano cominceremo a realizzare. Ci sono tante cose che si possono fare. Mi dicevano: “la Polizia Municipale ha gli uffici in una proprietà privata che costa tantissimi soldi come canone di affitto e non riuscirai mai a spostarli nella nuova sede…”. Oggi (15 dicembre 2014) ho il trasloco… a pochi mesi dal mio insediamento. Le cose si riescono a fare, altroché! Bisogna avere le idee chiare e lavorarci. In termini di impegno temporale e di risorse mentali, se ti ci metti i risultati arrivano.

A proposito di lavoro… Una battuta sul commissariamento dell’Opera Pia?

Ho la documentazione che attesta che avevano messo a disposizione dell’Assessorato Regionale agli Enti Locali, 1080 mq di struttura per ospitare gli extracomunitari provenienti dalla crisi di Lampedusa. Per me possono essere extracomunitari, milanesi o di qualunque altro posto, ma non è il contesto idoneo dove fare operazioni del genere. Siamo un paese troppo povero, che ha già difficoltà ad avere una immagine all’esterno che possa coltivare un qualche interesse, non mi posso permettere il lusso di fare trasformare la Piazza di Cinisi in quello che è diventato Comiso o il quartiere periferico di Roma di cui abbiamo visto le scene nei telegiornali. Tra l’altro l’Opera Pia, che si trova accanto al Palazzo Comunale e nella Piazza Principale, ha delle potenzialità enormi; ad esempio al suo interno c’è un teatro, pensate veniva tenuto nascosto e si raccontava che non esisteva più e che era stato trasformato in un parcheggio, per evitare cosa? Che ora che lo sappiamo tutti lo vogliono utilizzare? Parliamo di beni pubblici!!! Questa è una risorsa straordinaria dove, tra l’altro, c’è la mia “ambizione politica” di venirne in possesso come Comune e lo dico apertamente. Perché è una struttura che deve finire nelle mani del Comune.

In atto cosa c’è all’interno dell’Opera Pia?

Al momento c’è un asilo privato e 4 fratellini extracomunitari con la loro mamma. E’ una struttura enorme che non viene praticamente utilizzata. Abbiamo appena deliberato per l’apertura della terza Farmacia, che anche qui non si capisce perché si sono persi anni in carte… Ora deve deliberare il Consiglio Comunale. Non è un servizio in più per i cittadini? Ed a costo zero per il Comune… Abbiamo varato il regolamento per le sponsorizzazioni, ci sono già alcune ditte che si sono fatte avanti per prendere in gestione le villette comunali abbandonate da anni.

Tornando all’argomento che al momento è principe nelle discussioni: i rifiuti. Come vi state organizzando per la “raccolta differenziata”? A fare la raccolta non ci vuole molto, il problema arriva dopo: cosa te ne fai con il materiale raccolto…

Noi la differenziata la faremo, anche in meno tempo di quello che era previsto. Probabilmente prima ancora di partire con l’ARO portando tutto ad Alcamo. Questo è l’orientamento politico. La differenziata va fatta, perché è giusto, ma a conti fatti ti costa di più. La raccolta differenziata è stato un tema della mia campagna elettorale: se Alcamo funziona, perché non farla anche a Cinisi. Ad Alcamo funziona perché c’è un mondo imprenditoriale che ha deciso di puntare sui rifiuti e sul loro recupero. Fortunatamente a Cinisi si stanno cominciando a muovere anche in tal senso, con grande ritardo… non si può parlare sempre e solo di edilizia.

By Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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