La scorsa domenica il Gruppo Scout Carini 1 si è ritrovato presso il Bosco di Santa Venera  per l’annuale “uscita dei passaggi”, momento in cui lupetti e lupette più grandi diventano esploratori e guide e a loro volta esploratori e guide più grandi diventano novizi della comunità RYS, dando vita al naturale ricambio generazionale.

Messa scout

Per l’occasione,  si sono chiusi i festeggiamenti dei 25 anni compiuti dal Carini 1 e ad assistere alla Santa Messa, celebrata da Mons.Vincenzo Ambrogio, sono stati invitati tutti gli ex-soci che hanno fatto parte del gruppo dal 1990 ad oggi. Dopo la celebrazione tutti i partecipanti hanno dato luogo ad un agape fraterna, ricordando tra un boccone e l’altro le avventure passate con i propri compagni di viaggio, l’attuale comunità capi ha avuto invece l’onore di spegnere le candeline su un “dolce” 25.

 

Possiamo considerare,oggi, lo scoutismo una realtà tangibile della nostra comunità, con ben 2 gruppi AGESCI presenti nel territorio. Sono stati tanti i ragazzi che nel corso degli anni hanno provato quello che è uno stile di vita diverso dal comune, ragazzi che non hanno avuto timore nel muoversi in pantaloncini e camicia attraversando boschi e montagne, d’estate o d’inverno che sia dimostrando, come diceva Sir Robert Baden-Powell, fondatore dello scoutismo, che “non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento” e facendo di una tenda la propria casa. Ragazzi che sono cresciuti credendo in degli ideali puliti, che li hanno resi protagonisti della loro vita, nel pieno rispetto della natura, del proprio paese e che hanno seguito un percorso spirituale nei passi della fede cristiana. Ci uniamo nell’augurare al gruppo Scout Carini 1 un futuro ancora più radioso e radicato nel nostro territorio.

 

Di seguito la lettera letta dai ragazzi del Carini 1, che riassume in stile “scout” questi 25 anni:

“Sono stato e sarò sempre un lupetto sempre pronto a fare del mio meglio. Affamato di giochi e novità, non sono mai stanco. La gioia è il mio pane quotidiano e non vedo l’ora che arrivi il sabato per giocare con i miei fratellini e sorelline. Un tempo c’erano lupetti e coccinelle, stipetti e scoccinelle, e adesso lupetti e lupette. Ho avuto tante Arcanda, Mi e tante allegre Cocci, e oggi ho tanti Akela, Bagheera e tanti piccoli lupi che crescono con me. Akela e gli altri vecchi lupi ci raccontano le storie di Mowgli, il cucciolo d’uomo accolto in un grande branco di lupi, e della sua crescita a fianco degli altri lupi e con l’aiuto di Bagheera, Baloo, Kaa, Chil, Mamma Raksha e Rama… E loro ci fanno giocare tanto! Con la palla, i birilli, i fogli di giornale, i cartelloni e la carta crespa, c’è sempre l’imbarazzo della scelta e giochi sempre nuovi… 

A noi lupetti è sempre piaciuto giocare con gli aquiloni. Ci piace costruire il nostro gioco, renderlo bello esattamente come lo immaginiamo. Se ci pensi, noi lupetti del branco Roccia della Gioia, siamo simili a quell’aquilone. Siamo piccoli e colorati, e anche con un filo di vento la nostra fantasia ci fa volare alto. Da soli possiamo essere belli, ma insieme… Siamo uno spettacolo!

scoutSono stato e sarò sempre un E/G, un esploratore sempre pronto all’avventura come gli antichi cavalieri e una guida che sa sempre essere sorella, fieri del nostro estote parati.La nostra sede è la nostra casa e non c’è niente di più bello dei nostri angoli di squadriglia; un architetto potrebbe anche provare a lamentarsi, ma sicuramente non riuscirebbe a creare niente di simile; basta poco, dei paletti rigorosamente in castagno e spago abbondante e si crea tutto. Non c’è niente che non parta dalle nostre mani. Quel tavolo, si proprio quello lì davanti ai tuoi occhi, è fatto con la stessa ricetta; ti sembra quasi di vederlo nascere sotto i tuoi occhi, ecco un paio di giri di spago e la legatura è pronta per reggere tutta la squadriglia. Già, ti parlo delle mie squadriglie e nemmeno te le presento: Falchi, Panda, Orsi, Volpi, Lupi e Tigri, cambia solo il nome ma la nostra voglia di divertirci insieme no! Quella è sempre più forte! E il pezzo forte sono sicuro che già lo conosci, miliardi di film ne hanno fatta vedere una, ma niente può nemmeno lontanamente somigliare alla mia tenda di squadriglia; quando la vedi alzarsi dopo pochi minuti che abbiamo vuotato il sacco senti dentro una soddisfazione immensa. 

Hai costruito la tua casa. Già perchè noi la viviamo quella tenda durante i nostri campi e i sonni che fai lì dentro potranno anche essere scomodi ma rimarranno per sempre nella tua memoria. Ma il bello non finisce qui, perchè se mai dovessi trovarti con una cartina in mano e una bussola, oggi domani un concorso non si sa mai, sai sicuramente dove punta il nord; ma non ti parlo solo del nord della cartina, perchè la direzione che impariamo a cercare è quella della nostra vita in cui siamo catapultati ogni giorno. Sono fiero del mio reparto e di come ogni giorno cresce e si fortifica, impara ad amare, come solo un esploratore o una guida sa fare, la voglia di avventura. E non stancarti mai!

scout boscoSono stata e sarò sempre un RyS. La strada è la mia vita. La fatica e l’impegno che mi occorrono per raggiungere la meta, sono per me motivo d’incontro con me stesso, con gli altri, con la natura e con Cristo. La strada mi insegna la Bellezza del mondo che mi circonda, mi insegna l’umiltà di saper chiedere aiuto, mi insegna il piacere di servire chi ne ha bisogno, mi insegna a pensare passo dopo passo. La mia comunità RyS si prende cura di questo territorio, si interroga sul mondo che cambia, si occupa di chi ha bisogno di un aiuto. Il nostro motto è Servire, imparare a renderci utili in ogni situazione per cercare di portare un sorriso dove ancora non c’è. La tenda è la nostra casa. Una tenda diversa da quella di un esploratore o di una guida. Ogni sera la monterai in un posto diverso, ogni mattina scorgerai un’alba diversa. Lei è piccola, leggera, essenziale, come il nostro zaino. C’è solo quello che serve, niente di più. Come la vita, la strada ti insegna che devi scegliere e che le piccole scelte condizionano l’intero percorso. Quanti tramonti ha visto con me quello zaino! Di quanta pioggia ci siamo bagnati e di quanto fango ci siamo sporcati. Ogni volta che apro l’armadio dove si trova, mi scappa un sorriso al solo pensarci. Di anno in anno lo zaino è cambiato con me. Esperienza dopo esperienza, uscita dopo uscita, ho imparato di cosa avevo bisogno davvero, nello zaino e nel mio cuore.

Ho scelto di essere capo, di appartenere ad una Comunità Capi in cui ognuno sa di non essere lì per caso, ma per scelta.Ho deciso di rispondere così al mio desiderio di cambiare il mondo.I ragazzi sono la mia passione e non c’è giornata che passi senza che il mio pensiero non vada a loro; perchè loro non sono Vermiglio, Alamia, Conigliaro o Taormina ma Marco, Peppe, Salvo, Samuel e Dalila. Desidero essere per loro un fratello maggiore, capace di ascoltarli, consigliarli, capace di sentire i loro cuori.Abbiamo deciso di crescere insieme perchè io non faccio il maestro né il vigile urbano (con tutto il rispetto), ma ho scelto di essere loro compagno di strada, di sperimentare le loro paure, di condividere con loro anche le mie.Ho scelto di incarnare a pieno il primo punto della legge, ho scelto di porre il mio onore nel meritare fiducia.Ho avuto il dono dell’esempio di un Uomo, che è stato capace di lavare i piedi ai suoi amici; è Lui che ogni giorno mi sprona a servire, è da Lui che ho ricevuto in custodia i miei ragazzi e a Lui devono tornare. Non dimenticare fratellino che ho anche scelto di essere genitore, insieme ai tuoi; loro si sono fidati e hanno condiviso con me la gioia e il dovere più grande, far crescere il proprio figlio. E così sei arrivato nella nostra grande famiglia, che da una voce sentirai dire che è sparsa in tutto il mondo e che devi essere orgoglioso di farne parte; è come una grande rete che ci accoglie, dove ogni nodo è importante e se anche un pezzetto solo si strappa viene a rompersi via via tutta la rete. 

Torta 25Forse i tuoi genitori ancora non lo sanno, ma in quel momento per loro niente sarà più lo stesso; ci saranno
domeniche con sveglie mattiniere e sabato sera senza che tu dorma nella tua stanza e loro si ritroveranno a pensare allo scoutismo. E nel momento in cui ti vedranno tornare a casa con graffi e papole ma con un sorriso che è capace di spostare le montagne, in cuor loro saranno fieri che tu sia scout; e in fondo in fondo saranno curiosi di sapere che cosa hanno sti scout di così eccezionale.

Vorrei che tu, che condividi con me questo percorso e la gioia che questo porta con sé, festeggiassi oggi con me. La festa comincia qui ed ora. Non voglio sembrarti esagerato, ma so che ti piacerà festeggiare con me e so che non vedi l’ora di prendere parte a questa meravigliosa allegria!

Sono felice di averti raccontato un po’ di me, in fondo la mia storia appartiene a tutti noi.”

 

 

By Paolo Amato

Nato a Carini, Capo Scout Agesci dal 2010, Redattore e Videomaker del Vespro.it dal 2014

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