Tutto prendeva spunto da un articolo su Il Vespro dell’aprile 2010 dal titolo “La kupola della politica a Isola delle Femmine”.
A seguito dell’articolo l’allora Sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello, aveva querelato il redattore dello stesso, Pino Ciampolillo, per diffamazione, in quanto secondo il querelante aveva associato il nome dell’amministrazione comunale ad ambienti riconducibili alla mafia siciliana.
Il 6 novembre 2012 il Pubblico Ministero del Tribunale di Palermo formulava la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Ciampolillo per rispondere del reato di diffamazione aggravata (comma 3 dell’art. 595 del Codice Penale) chiedendo la condanna a 6 mesi di reclusione ed al pagamento di 500 euro di multa.
Pino Ciampolillo, difeso dall’avvocato Fabio Falcone, decideva di ricorrere al rito abbreviato e, dopo alcune udienze interlocutorie, si addiveniva all’udienza decisoria, tenutasi lo scorso 30 aprile davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare, dott. Lorenzo Matassa, il quale assolveva Pino Ciampolillo “perché il fatto non costituisce reato”.
Interessante la motivazione con la quale il giudice assolve Ciampolillo: “… da questo punto di vista, quindi, tutto ciò che il Ciampolillo aveva rassegnato (in termini di descrizione generale del contesto politico-amministrativo del Comune) – nell’articolo oggi additato ad evidenza diffamatoria – poteva dirsi vero e, addirittura, premonitore di future verità. …Nel nostro caso – ribadiamo – la critica politica posta dal Ciampolillo aveva natura di verità, dimostrata dai successivi provvedimenti del Prefetto e del Ministro degli Interni e addirittura culminata con l’incandidabilità dell’odierna Persona Offesa sancita da una sentenza del Tribunale di Palermo del 17/06/2013”.
