Quali le novità sul territorio? Esiste la possibilità che tutta l’area di destra si ricompatti?
Certamente. La possibilità c’è e ci si sta lavorando. Credo che presto possa diventare una concretezza. Penso che un nuovo soggetto che ambisca a rioccupare lo spazio politico che fu di AN possa avere un buon riscontro nell’elettorato, ma bisogna anche intendersi sul metodo.
Cioè?
Mi spiego meglio: quando nel 1994 nacque Alleanza Nazionale, essa era la naturale evoluzione del Movimento Sociale Italiano, ma rappresentava anche il doveroso allargamento a quanti (soggetti singoli o pezzi di vecchi partiti) volevano incidere sulla scena politica in un momento storico in cui era caduto il muro di Berlino, il comunismo era stato condannato dalla storia e la destra politica poteva finalmente trasformare in azioni di governo le lucide proposte avanzate mentre stava all’opposizione del pentapartito e di quel sistema che cadeva a pezzi sotto la mannaia – a volte eccessiva, per la verità – di “mani pulite”.
Bisogna prendere atto, però, del fallimento della missione: il presidenzialismo non è stato attuato, la stessa doppia scheda per l’elezione diretta dei sindaci fu introdotta nell’ultimo scorcio della cosiddetta prima Repubblica e non è un merito ascrivibile alla destra di governo. Successivamente si tornò, addirittura, alla scheda unica.
Due esempi per tutti che tracciano un consuntivo davvero molto magro e insoddisfacente per chi voleva “cambiare il sistema”.
Come immagini, allora, la nuova creatura politica riunificata?
La immagino umile nell’atteggiamento della vecchia classe dirigente (umiltà che, a onor del vero, in molti casi si riscontra) e la immagino giovane, ampia, inclusiva, nuova nel suo messaggio politico, fortemente legata al territorio. Partendo dalla fotografia della oggettiva maturità elettorale degli Italiani che votano per grandi aree di riferimento: un partito di centrodestra ed un altro di centrosinistra.
Da qui bisogna ricominciare, ma senza personalismi. E’ finita l’epoca della sinistra “bersanizzata” o della destra “berlusconizzata”.
Anche perché Berlusconi con la destra non è che c’entri molto…
Non è proprio così. Berlusconi rappresenta la destra neo-liberista, che è “destra” a pieno titolo, ma non è la destra partecipativa e popolare. Diciamo, per semplificare, che il partito di Berlusconi è molto vicino alle posizioni dell’ex primo ministro inglese Thatcher, noi siamo più affini a De Gaulle e ad una certa idea di Nazione e di stato sociale che possono convivere con tanta parte del pensiero laico e liberale. Semmai, credo che bisogna andare oltre il partito personale di Berlusconi e affidare alle nuove generazioni un soggetto politico che non viva di “leaderismo”.
Si rischia, infatti, che essendo dei partiti “personali”, finito il personaggio finisce tutto.
Infatti è proprio quello che temo. Sia chiaro: io non gioisco per la sentenza di condanna a Berlusconi, anzi, sono convinto che ci siano forzature giuridiche inaccettabili. Mi dispiace che l’era berlusconiana volga al tramonto a seguito di una sentenza….magra consolazione per chi non è mai riuscito a battere sul serio Berlusconi dentro le urne.
Di sicuro, però, non lego le sorti della presenza politica del centrodestra a un singolo personaggio.
Ma è successo proprio quello.
Per certi versi, si. Ma l’errore non è di Berlusconi, né della fondazione del PDL. Un leader si muove come meglio crede. L’errore è tutto di AN, nata per inglobare e poi tristemente inglobata.
Si sono fatti ammaliare dall’uomo di Arcore…
Si sono fatti ammaliare dal potere dimenticando il buon governo. Eravamo diventati il partito dei vicesindaci.
Il nuovo sistema elettorale per le comunali sta tornando ai primi anni ’90. Lo abbiamo visto nelle recenti comunali dove tanti sindaci sono stati eletti non dalle decine di liste che li appoggiavano ma al contrario, avendo anche una sola lista a supporto. E’ tornato ad essere l’uomo protagonista rispetto agli accordi di partito e di apparato.
Per fortuna è così. A me piacerebbe che la scheda fosse doppia, una per il Sindaco, l’altra per il consiglio, ma anche con la scheda unica adesso il nome del candidato sindaco va barrato obbligatoriamente. Non si può più fare affidamento sul traino delle liste. A beneficio della qualità dei candidati e quindi della buona politica.
Alle ultime regionali Nello Musumeci ha mancato la vittoria davvero per poco…
Musumeci è uno dei rarissimi esempi, a destra, di “missione compiuta”: basta guardare ciò di cui è stato capace in 10 anni alla presidenza della Provincia di Catania, senza mai un avviso di garanzia.
Alle regionali era dato vincente da tutti i sondaggi fino all’ultimo e sono convinto che sotto la sua presidenza si sarebbe davvero voltato pagina a cominciare dai gangli vitali del governo regionale.
Purtroppo qualcuno ha preferito far rimanere tutto per come si trovava, facendo vincere un governatore vanesio ed eccentrico che vive di annunci televisivi e conferenze stampa autoassolutorie. Il governo regionale di Nello Musumeci, per essere chiari, non avrebbe mai sospeso la rappresentanza democratica con la farsa dell’abolizione delle province.
Crocetta lo ha fatto, in malo modo, con un provvedimento appiccicaticcio che il Commissario della Stato ha giustamente impugnato, a seguito di un annuncio televisivo su RaiUno. Una faccenda inqualificabile. Dispiace che i grillini abbiano votato a favore di questo scempio.
In realtà M5S ha votato la norma, che ancora è incompleta, perché fa parte delle proposte a livello nazionale. Crocetta ne ha approfittato ma entro dicembre deve vedere la luce la nuova legge.
Intanto ha commissariato tutte e 9 le Provincie con suoi “proconsoli” sospendendone le elezioni.
Ecco, la nuova destra che ho in mente deve ripartire da un concetto molto chiaro: democrazia partecipativa dal basso, che renda i cittadini diretti protagonisti della vita di intere comunità.
Crocetta è l’antitesi a tutto questo. Peraltro tutto ciò che tenta di varare viene impugnato dal Commissario dello Stato, vanificando l’essenza stessa dell’autonomia.
Lo stesso ddl antiparentopoli scritto in fretta e furia dal governo dopo lo scandalo della formazione, nei disegni di Crocetta sarebbe dovuto entrare in vigore dalla prossima legislatura ed ha pure provato ad esautorare il parlamento regionale delle sue prerogative, visto che le misure “antiparentopoli” riguardano le norme etiche e comportamentali di chi si occupa di politica.
Ha fatto benissimo Musumeci, anche nella sua qualità di Presidente della Commissione Regionale Antimafia a votare contro, annunciando di voler presentare un codice etico che esca direttamente dalla commissione da lui presieduta.
A livello locale, invece? Come vedi l’amministrazione Agrusa?
Lo dico con un’ironia molto triste, ma parlare di “amministrazione” riferendoci a chi governa le sorti di Carini in questo momento, mi pare un’esagerazione ed un oltraggio alle tante amministrazioni oculate in Sicilia e in Italia. A Carini non si amministra…né bene, né male. Neppure l’ordinario rientra tra le azioni di questa giunta. E’ un bene che ci siano tanti funzionari e dipendenti che tentano come possono di sopperire all’assenza della politica, il cui silenzio è assordante. Io credo che Pino Agrusa sia un bravo padre di famiglia, una persona perbene, però vedo l’uomo assolutamente inadeguato a guidare Carini. Forse un paragone è calzante: il nostro Sindaco è come un vaso di creta in mezzo a tanti vasi di ferro. E’ ricattato dai gruppi consiliari che si formano e si sfasciano obbligandolo a ruotare continuamente la compagine assessoriale, a discapito della programmazione e della “cantierabilità” di quei progetti che diano a Carini il profilo alto che merita il terzo comune della provincia. La questione irrisolta e mortificante dei rifiuti, la criminalità incalzante in un paese dormitorio che non rientra in nessun percorso turistico e culturale, una tristezza ed un senso di resa sempre più crescenti tra i carinesi. Brutto periodo, questo. Occorre riflettere e darsi da fare…..tanto da fare. Anche per questo abbiamo il preciso dovere di lavorare ad un centrodestra rinnovato e più giovane che sappia osare dove altri impavidamente si sono fermati.
Ci sono consiglieri che hanno cambiato partito e schieramento anche 4-5 volte in tre anni… ondivagando indistintamente tra maggioranza ed opposizione.
Di questo ne risponderanno al proprio elettorato.
Si ma gli elettori hanno la memoria corta, anzi cortissima.
Ultimamente noto una presa di coscienza incoraggiante. E poi, come dicevamo prima, il cambio della legge elettorale consente una migliore composizione delle liste e l’individuazione di un candidato Sindaco autorevole che possa amministrare più liberamente. In più c’è la doppia preferenza di genere, voluta dalla “Lista Musumeci” e introdotta dal governo regionale. Vuoi vedere che una presenza maggiore di donne in consiglio comunale saprà riportare la politica a periodi meno nefasti? Di sicuro, io ed il gruppo che rappresento non staremo alla finestra. Abbiamo già individuato una serie di tavoli tecnici e conferenze a tema da far partire nel prossimo autunno per riabituare la nostra gente a (ri)conoscersi e a (ri)parlarsi. La gratificazione più grande per un padre è un “grazie” sincero detto dai propri figli e questa gratificazione vorrò e vorremo prendercela tutta.
