Questa Carini così nostra, così derubata!
Questa Carini così vera, eppure spudoratamente buggerata!
Questa Carini così semplice e quotidiana, costretta ogni giorno ad affrontare mille complicazioni!
Questa Carini così bella, così imbruttita! Così stupenda, così deturpata!
Questa Carini così splendida, incastonata com'è tra la montagna ed il mare!
Così fetida, sormontata com'è da montagne d'immondizia, affogata com'è in un mare di putridume!
Questa Carini così piena di storia, così privata del suo futuro!
Questa Carini così ottimista, così fiduciosa e che per troppo tempo ha lasciato fare e s'è lasciata disfare, pezzo a pezzo!
Questa Carini così orgogliosa, così mortificata! 
Questa Carini così piena d'amore, così sognatrice, violentata nel suo intimo dall'odioso incubo d'una realtà triste, opaca, scolorita!
Questa Carini così fresca e gioiosa! Questa Carini che brucia e inesorabilmente sfuma nell'olezzo greve della diossina!
Questa Carini così speranzosa, sia pure irRIMEDiabilmente delusa!
Questa Carini, questa nave così sontuosa, che potrebbe solcare i mari più azzurri e lontani, ma si ritrova continuamente impantanata in acquitrinose maglie e in sabbiosi gangli! Questa nave condotta da timonieri piccoli piccoli sempre e solo verso rotte brevi, sballate e senza orizzonti!
Questa Carini… ne avrebbe di strada da fare! Ma senza buche, interruzioni e astrusi doppi sensi: la sua potrebbe essere una strada tutta dritta, a tre corsie, rassicurante; una strada che porti, spedita, a quel terzo millennio che da queste parti sembra ancora non esser giunto. Questa Carini è così lenta, è così rallentata!
Questa Carini così piena di giovani con un cuore per sperare e una testa per pensare! Così piena di donne con gli attributi, che sanno la vita che cos'è e l'affrontano tutti i giorni! Così piena di vecchietti che… stare ad ascoltarli è un piacere! Questa Carini che ha un anima e che vuol continuare ad avere un'anima, pur se fatta a stracci dall'indifferenza e l'inadeguatezza di finti casti e caste vere!
Questa Carini così ordinariamente folle, così straordinariamente incoerente, ma così insensatamente sopita, immobilizzata, zittita!
Questa Carini così imprigionata da se stessa e dalle sue scelte sciagurate!
Questa Carini!
Questa Carini, così incazzata, adesso si rifiuta. Si rifiuta di voltarsi dall'altra parte, di chinare il capo, di rassegnarsi, di arrendersi, di non esserci. Questa Carini che vuol esserci!
Questa Carini dice basta. Perché le catene, per quanto dure e possenti, quando vengono messe al cuore di persone libere e forti non possono costringere per sempre la rabbia al silenzio, il riscatto all'inerzia, la coscienza all'oblio, la dignità alla prosternazione. Quel cuore pulsa, anche se incatenato, continua a pulsare. Fino a quando la rabbia non esplode, la voglia di riscatto non emerge, la coscienze non si svegliano, la dignità non s'alza in piedi, le catene non si spezzano.
Questa Carini, la nostra Carini, le ha spezzate, le sue catene, e il 13 Settembre, alle 11 si ritroverà davanti al Palazzo comunale, per dare un segnale forte di disobbedienza civica e consegnare al primo cittadino le cartelle di una tassa (la Tares) che non vuol pagare, semplicemente perché non
è giusto che la paghi.
Quel giorno, a quell'ora questa Carini non sarà più la stessa Carini; quel giorno, a quell'ora a Carini niente sarà più lo stesso.
