Tutto ha inizio nel 2000 quando una associazione sportiva stipula una convenzione con un istituto scolastico di Capaci, impegnandosi con il dirigente scolastico pro-tempore ad avviare, attrezzare e gestire la palestra della scuola. Viene stipulata una apposita convenzione decennale che prevede l’opzione del rinnovo tacito alla scadenza se nessuna delle due parti ha da ridire. Il dirigente scolastico comunica il tutto agli uffici comunali, proprietari dell’istituto scolastico, che nulla hanno da ridire all’iniziativa.
Nel 2007 l’amministrazione comunale in carica decide che è il momento che il Comune di Capaci si doti di un regolamento per la gestione delle 2 palestre degli edifici scolastici, palestre identiche, che con un apposito bando saranno affidate alle associazioni che ne faranno richiesta e che hanno i requisiti indicati nel regolamento. Curiosamente, su proposta di un Consigliere Comunale, una delle due palestre viene limitata all’uso esclusivo per la Pallavolo e Pallacanestro, mentre nell’altra si possono svolgere tutte le attività. Direte voi: c’entrerà nulla il fatto che a Capaci c’è una sola società di pallavolo e nessuna di pallacanestro? Ma chi era questo Consigliere Comunale così solerte? E che rapporti aveva con la società di pallavolo?
Ma andiamo avanti con il nostro racconto…
Il bando diventa esecutivo e viene svolta una gara per l’assegnazione delle strutture. Ovviamente in quella ad uso esclusivo per la pallavolo arriva una sola offerta. Per l’altra le offerte sono 2 e questo fa lievitare il canone annuale. Si sa, la concorrenza migliora i servizi e modifica i prezzi. In questo caso essendoci 2 contendenti chi offre il maggior guadagno per il comune si aggiudica il bene. Infatti, per la palestra ad uso esclusivo, il canone si ferma all’unica offerta pervenuta, 1.000 euro anno, mentre per quella contesa si arriva a 3.500 euro annui. L’associazione che già la utilizzava da 7 anni si aggiudica l’assegnazione, ma tutta la procedura rimane nei cassetti degli uffici comunali, come i canoni da versare.
Nel 2009 si insedia la nuova amministrazione comunale, che trovati i bandi di assegnazione esitati, li tira fuori dai cassetti e ne da attuazione, cosa che viene puntualmente fatta. In tutto questo la scuola non entra nel merito.
Nel novembre 2011, allo scadere delle convenzioni, alla società che utilizza la palestra per tutti gli usi, viene chiesto di presentare una richiesta di proroga di 6 mesi della gestione, stante l’attività in corso di anno agonistico (che per quasi tutti gli sport si conclude tra maggio e giugno…). La società chiede pure quale deve essere il canone da versare al Comune, stante le difficoltà incontrate negli ultimi anni nella struttura, non più manutenzionata dal Comune e quindi ridotta nelle sue funzionalità.
Nel luglio 2012, prima dell’avvio della nuova stagione agonistica, la società uscente offre al Comune la disponibilità ad accollarsi le spese di manutenzione, per circa 20.000 euro, visto che dal Comune facevano sapere di non avere fondi a disposizione, in cambio di un affidamento. Nessuna risposta…
Ad agosto 2012 dal Comune arriva l’intimazione a lasciare l’immobile, pare su sollecitazioni di altre associazioni sportive, ma grazie ad una serie scambi di lettere il tutto viene posticipato. Si avviano una serie di incontri tra rappresentanti dell’amministrazione comunale e le associazioni sportive di Capaci che richiedono l’uso della palestra, ma non appena nella discussione si menziona anche la struttura ad uso esclusivo della pallavolo tutto si blocca. Quindi nulla di fatto. Avrà una qualche influenza nella vicenda il fatto che a praticare la pallavolo ci sono figli di qualche amministratore comunale? Noi ci limitiamo a informare il lettore…
Settembre 2012, inizia il nuovo anno scolastico e cambia il dirigente a scuola. La nuova Preside, vista la precarietà in cui versa la palestra della scuola, stipula una convenzione annuale (depositata anche presso gli uffici comunali competenti) con l’associazione che dal 2000 utilizza la stessa che realizzerà lavori di manutenzione per 5.000 euro (da depositare in fatture per lavori svolti) in cambio del canone. La convenzione è legittima, in quanto stipulata in piena applicazione dell’autonomia scolastica: vero è che la struttura è di proprietà comunale, ma la piena gestione della palestra è della scuola che ne dispone l’uso su delibera del Consiglio di Circolo. Nel caso specifico alla scuola erano pervenute 2 proposte di 2 distinte associazioni sportive ed è stata scelta la proposta che prevedeva progetti legati ad attività motoria con gli alunni ed all’accoglimento di soggetti indigenti indicati dalla scuola.
A questo punto interviene l’amministrazione comunale di Capaci che con una ordinanza sindacale intima lo sfratto esecutivo dell’associazione vincitrice entro 5 giorni dalla notifica, costretta a fare ricordo al TAR per evitare danni alla propria attività agonistica.
Seguono varie riunioni del Consiglio di Circolo, che ribadiscono piena fiducia all’operato della Preside e confermano massima fiducia all’associazione che da anni svolge la sua attività in palestra.
In questi giorni di infuocata campagna elettorale si è presentata presso la palestra della scuola la Polizia Municipale di Capaci per eseguire lo sgombero coattivo delle attrezzature presenti in palestra, solo la minaccia di una denuncia penale e l’identificazione dei presenti da parte dei Carabinieri li ha fatti desistere dall’intervento.
Certo stride con la coscienza civica vedere le stesse personalità che il giorno 23 Maggio in pompa magna, nella ricorrenza della strage di Capaci erano in prima linea per la “legalità”, mentre il giorno dopo si adoperavano allo spasimo per lo sfratto e la rimozione coatta dell’immobile in violazione della legge.
Si sono ripresentati una seconda volta alcuni giorni dopo, con la curiosa idea di mettere i sigilli alla palestra per impedire l’accesso all’associazione che l’ha in uso. Solo dopo le proteste dell’associazione supportate dalla Preside, che faceva notare come i sigilli avessero impedito anche agli alunni di accedere alla palestra, hanno desistito.
La vicenda ancora non ha visto una conclusione. Certo è strano che 2 palestre identiche abbiano una destinazione differente e che l’amministrazione comunale ricorra addirittura ad ordinanze del Sindaco per prevaricare le scelte, fatte in piena autonomia, della scuola e del Consiglio di Circolo.
