Emicrania: in arrivo nuovo farmaco contro il mal di testa

Dal 13 al 15 ottobre 2022, presso l’NH Hotel di Palermo, si è svolto il 36° congresso nazionale della SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) dal titolo “La gestione del paziente con cefalea: nuovi orizzonti e nuove sfide”, che ha visto tra gli organizzatori il Prof. Filippo Brighina, docente di Neurologia all’Università di Palermo nonché responsabile e fondatore del Centro di Riferimento per la diagnosi e cura delle Cefalee del Policlinico di Palermo.

Durante le due giornate di convegno, si è discusso in merito alle ultime novità terapeutiche che si stanno adottando nella prevenzione e nel trattamento delle cefalee.

Le cefalee primarie

Le nuove cure

Nuove cure particolarmente efficaci e ben tollerate che, secondo il parere del Prof. Brighina, «stanno cambiando le prospettive di terapia e la possibilità di controllare l’emicrania».

Si tratta di una nuova classe di farmaci, chiamati anticorpi monoclonali, disegnati, in maniera specifica, contro una proteina, che, già da moltissimo tempo, si è dimostrato essere coinvolta nell’insorgenza della patologia.

Il suo nome è CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina), un potente vasodilatatore endogeno (cioè prodotto dall’organismo stesso) con un ruolo pro-infiammatorio, rilasciato ed attivato dal sistema trigeminale, durante gli attacchi di emicrania. Il legame specifico di questa molecola al suo recettore attiva un’infiammazione neurogenica, con conseguente trasmissione dell’impulso dolorifico al cervello.

Proprio durante la fase iniziale degli attacchi, i livelli sierici della proteina CGRP aumentano significativamente. Gli anticorpi monoclonali hanno il compito di attenuare, in maniera altamente specifica e selettiva, la reattività trigeminale, riducendo il rilascio della proteina oppure evitando che questa vada a legarsi al suo recettore. In questo modo, vengono disinnescati i meccanismi molecolari che portano all’attivazione del dolore.

Il Rimegepant

Nei mesi scorsi, invece, è partita, sia negli adulti che nei bambini, la sperimentazione clinica del Rimegepant, il primo farmaco antagonista del recettore della proteina CGRP, il cui uso è già stato approvato dall’Agenzia Europea del farmaco (EMA), sia per il trattamento acuto delle crisi di emicrania sia per la prevenzione dell’emicrania episodica negli adulti con almeno quattro attacchi al mese.

Rimegepant è disponibile in compresse orosolubili, ad azione rapida, da 75 mg, e fornisce un rapido sollievo dal dolore, che, in molti pazienti, può durare fino a 48 ore. Tale farmaco non dà potenziale dipendenza ed è ben tollerato: solo il 2% dei pazienti ha manifestato nausea come reazione avversa.

Un mal di testa spesso può compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane, sia in ambito sociale che lavorativo, rischiando di rovinare irreparabilmente le giornate di chi ne soffre abitualmente, con ricadute psicologiche non indifferenti.

Il “mal di testa”, una patologia invalidante

Se per molti il mal di testa è solo un malessere transitorio, invece, per una percentuale significativa di persone può rappresentare una vera e propria patologia invalidante. «Circa il 20% della popolazione (soprattutto le donne in età fertile) soffre di tale patologia, anche se in modo sporadico. In realtà, solo il 2%, che in termini epidemiologici è un dato significativo, risulta avere una cefalea grave e disabilitante, con una ridotta qualità di vita ed alti costi economici globali», ha spiegato il dottor Paolo Calabresi, presidente della SISC, durante il convegno di Palermo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’emicrania costituisce, nel contesto delle malattie neurologiche, la seconda patologia più disabilitante per il genere umano, con una maggiore prevalenza nelle donne rispetto agli uomini, a causa di fattori ormonali. Spesso, al mal di testa si associano altri sintomi, quali nausea, vomito, fastidio per la luce (fotofobia) e/o per i suoni ed i rumori (fonofobia).

Sebbene i termini cefalea ed emicrania siano spesso usati come sinonimi, tuttavia rappresentano due aspetti differenti di quello che noi comunemente chiamiamo mal di testa.

Le Cefalee

La parola cefalea indica un mal di testa che può essere aspecifico ed indipendente da altre patologie (cefalea primaria) oppure un disturbo correlato ad altre cause (cefalea secondaria), quali influenza, reazione ad un farmaco, ipertensione, trauma cranico, emorragia cerebrale, meningite, disturbi cerebrovascolari (come ictus), tumori cerebrali, ecc.

Le cefalee primarie sono le più diffuse e comprendono la cefalea di tipo tensivo, la cefalea a grappolo e l’emicrania. Esse si distinguono per la tipologia, l’intensità, la durata, la frequenza e la localizzazione del dolore ed altri sintomi concomitanti.

La cefalea di tipo tensivo è caratterizzata da un dolore di lieve-media entità, non acuto e non invalidante quanto il dolore emicranico, ma persistente e fastidioso, anche se privo di sintomi associati. Il mal di testa, frontale o diffuso, è dovuto alla contrazione involontaria e continua dei muscoli del collo e delle spalle e può durare giorni o settimane.

La cefalea a grappolo è una forma molto intensa di mal di testa, caratterizzata da un dolore acuto alla tempia o intorno all’occhio, su un solo lato della testa, e si manifesta con più attacchi ripetuti (denominati “grappoli”), che possono susseguirsi per settimane o mesi, intervallati da periodi di remissione della durata di mesi o anni.

L’emicrania è una specifica tipologia di cefalea, che si caratterizza per un dolore pulsante ed invalidante ad intensità moderata-severa che, quasi sempre, si localizza nella metà della testa e del volto, accompagnandosi ad altri sintomi.

I pazienti affetti da emicrania tendono ad isolarsi dall’ambiente circostante, cercando di rimanere in silenzio, al buio e lontani dagli stimoli esterni. La paura di un attacco di emicrania, in soggetti che, all’arrivo della crisi, vivono una condizione di disabilità totale, prende il nome di cefalalgofobia.

I fattori scatenanti

I fattori scatenanti

In passato, si pensava erroneamente che il consumo di cioccolato potesse essere un fattore scatenante dell’emicrania, a causa del fatto che, poco prima dell’attacco, in molti pazienti, può aumentare il senso di fame per i cibi dolci, in particolare per il cioccolato. Pertanto, il desiderio di cioccolato ed altri zuccheri è solo un sintomo e non la causa di questo disturbo.

Invece, è stato dimostrato che l’alcol, alcuni dolcificanti come l’aspartame o l’eccesso di nitriti possono favorire l’insorgere dell’attacco, così come l’ipoglicemia causata dal digiuno, lo stress e l’alterazione del ritmo sonno-veglia.

Gli approcci comportamentali utili a prevenire il mal di testa includono uno stile di vite corretto, sane abitudini alimentari, la pratica di attività fisica, la regolarità negli orari dei pasti e nel ritmo sonno-veglia, la meditazione, il controllo dell’ansia e dello stress.

La legge n. 81 del 14 luglio 2020 finalmente ha riconosciuto la sofferenza silenziosa ed invisibile dei pazienti affetti da cefalea primaria cronica, un tempo considerati solo malati immaginari. Oggi, grazie alla ricerca scientifica è possibile tenere a bada il dolore emicranico, con l’ausilio delle terapie a base di anticorpi monoclonali, che risultano efficaci anche nelle forme più gravi ed in quelle resistenti agli altri farmaci.

Daniele Fanale

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *