Novembre si tinge d’azzurro, grazie alla Campagna Nazionale, denominata “Percorso Azzurro – LILT for Men 2022”, promossa dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) dal 23 al 30 Novembre e dedicata alla prevenzione e diagnosi precoce dei tumori maschili.
Proprio perché gli uomini sono più restii a monitorare il loro stato di salute, sottoponendosi a controlli periodici, questa iniziativa mira a sensibilizzare la popolazione maschile ad intraprendere un percorso di prevenzione, finalizzato ad individuare in tempo l’eventuale presenza di un tumore dell’apparato genitale (tumore della prostata, del pene o del testicolo).

La prevenzione
La prevenzione, naturalmente, può favorire la diagnosi precoce, con notevoli risvolti positivi sulle possibilità di cura della malattia. La LILT, che quest’anno compie 100 anni, con questa campagna di sensibilizzazione, il cui motto è “Non perdere il filo della prevenzione”, intende diffondere la conoscenza sulle principali patologie oncologiche della sfera genitale maschile, incentivando la consapevolezza e, al contempo, potenziando la promozione di azioni a carattere preventivo, sia primario che secondario.
Per prevenzione primaria si intende l’adozione di stili e comportamenti di vita salutari (niente fumo, corretta alimentazione, attività fisica e lotta alla cancerogenesi ambientale e professionale), invece, la prevenzione secondaria comporta periodici esami e controlli clinico-strumentali, finalizzati alla diagnosi precoce.
Percorso Azzurro
A tale scopo, dal 23 al 30 Novembre, le associazioni provinciali aderenti all’iniziativa Percorso Azzurro offriranno a tutti gli uomini visite di controllo gratuite nei rispettivi ambulatori. Per aderire a Percorso Azzurro, è possibile telefonare al numero verde SOS LILT (800-998877) oppure consultare il sito www.lilt.it, per trovare l’ambulatorio LILT che partecipa all’iniziativa.
Studi epidemiologici hanno mostrato che, ogni anno, gli uomini sono più colpiti da tumore rispetto alle donne (55% vs 45%). Tra i tumori tipicamente maschili, il cancro alla prostata rappresenta la neoplasia più frequente, seguito dal tumore del testicolo e dal carcinoma del pene, che risultano alquanto rari.
«Per decenni queste patologie tumorali sono state considerate quasi un vero e proprio tabù – afferma il Prof. Francesco Schittulli, Presidente Nazionale LILT – Oggi, l’atteggiamento psico-sociale sta cambiando e fondamentali passi in avanti sono stati compiuti grazie alla prevenzione, alla diagnosi precoce, alla ricerca e alla terapia».
Il cancro alla Prostata
Il carcinoma prostatico, la cui frequenza è in costante aumento, è la terza causa di morte negli uomini e rappresenta circa il 27% dei tumori di nuova diagnosi, a partire dai 50 anni, con un picco di incidenza intorno ai 70 anni. In Italia, si contano circa 36.000 nuovi casi all’anno. Nell’arco della vita, 1 uomo su 9 potrebbe sviluppare questa neoplasia.
Sebbene la malattia possa presentarsi in forma silente, soprattutto negli stadi iniziali, tuttavia, la diagnosi precoce può permettere al 90% dei pazienti di guarire o convivere con la malattia anche per decenni. I soggetti a rischio, nei quali eseguire ulteriori accertamenti, possono essere identificati attraverso una visita urologica ed il controllo del PSA (antigene prostatico specifico) nel sangue, che sono raccomandati già a partire dai 40 anni. In casi specifici, lo screening urologico può essere completato mediante esplorazione digito-rettale ed ecografia dell’apparato urinario.
I sintomi
Tra i principali sintomi del tumore alla prostata troviamo:
1) difficoltà o stimolo frequente ad urinare;
2) flusso delle urine debole ed intermittente, accompagnato da una sensazione di mancato svuotamento della vescica;
3) dolore o bruciore durante la minzione;
4) disfunzione erettile (impotenza);
5) sangue nelle urine o nel liquido seminale;
6) eiaculazione dolorosa;
7) dolore in corrispondenza di schiena, fianchi o bacino;
8) disagio nella zona pelvica;
9) malessere generale, stanchezza e perdita di appetito.
Tuttavia, occorre sottolineare che tali sintomi sono ascrivibili anche ad altre patologie prostatiche benigne, come la prostatite (infiammazione della prostata) e l’ipertrofia prostatica (ingrossamento della prostata).
Il principale fattore di rischio di cancro alla prostata è l’età, dato che la sua incidenza incrementa all’avanzare di essa. Inoltre, altri fattori di rischio sono la familiarità (per chi ha già un familiare di primo grado affetto il rischio è 2-3 volte maggiore), l’ereditarietà (mutazioni nei geni BRCA1, BRCA2, ecc.), l’etnia (incidenza maggiore nei Paesi occidentali, in particolare negli afro-americani), ma anche una dieta ricca di latticini e carni rosse ed una vita sedentaria.
Le strategie raccomandate per prevenire l’insorgenza di questo tumore sono: riduzione del peso corporeo, costante attività fisica, dieta equilibrata, povera di grassi e ricca di frutta e verdura con proprietà antiossidanti (soprattutto pomodori, ortaggi gialli e peperoni), assunzione di sostanze ricche di vitamine A, D, E e selenio.
Il cancro ai Testicoli
Il tumore del testicolo rappresenta l’1-3% di tutte le neoplasie dell’apparato genitale maschile, mostrando un’alta incidenza sotto i 45 anni di età ed una curabilità pari al 90%. Ad oggi, l’unico fattore di rischio assodato è il criptorchidismo, cioè la presenza di un testicolo non disceso nello scroto, che incrementa la probabilità di insorgenza di circa 2,5-11 volte.
Altri fattori sospetti possono essere rappresentati dalla storia familiare, dall’esposizione lavorativa a radiazioni ionizzanti, dalla sindrome di Klinefelter (una rara sindrome genetica) e dalla presenza di elevati valori ormonali durante la gravidanza della madre.
Non esiste un programma di prevenzione specifico per questa neoplasia, ma, generalmente, il tumore si manifesta con un nodulo, un gonfiore o un senso di pesantezza del testicolo. Per tale ragione, al fine di identificare precocemente alterazioni dello scroto, a tutti gli uomini è raccomandata, a partire dai 18 anni, l’autopalpazione testicolare, almeno una volta al mese e preferibilmente dopo un bagno caldo. Inoltre, una valutazione uro-andrologica, con un attento esame clinico dei genitali esterni, è consigliata anche in età adolescenziale.
Il cancro al Pene
Infine, il carcinoma del pene è una neoplasia rara, a prognosi favorevole, con un picco di incidenza intorno ai 75 anni, e rappresenta meno dell’1% di tutti i tumori maschili.
Insorge con un’alterazione dell’aspetto della pelle (colore e/o spessore) e, in alcuni casi, con la formazione di noduli oppure ulcere o placche superficiali biancastre o rossastre, accompagnate o meno da secrezioni irritanti. Tuttavia, questa sintomatologia può essere associata anche ad altre patologie benigne.
La diagnosi precoce, in ogni caso, è fondamentale. Tra i fattori di rischio troviamo il fumo di sigaretta, l’infezione da papilloma virus (HPV) o da HIV, e la fimosi (restringimento del prepuzio, congenito o acquisito). Sebbene non esistano strategie preventive ben definite ed efficaci, tuttavia, la circoncisione, in età precoce, riduce l’incidenza del tumore del pene di 3-5 volte. Inoltre, una buona igiene degli organi genitali è fondamentale per la prevenzione, anche se da sola non basta.
Prevenzione e diagnosi
«La prevenzione e la diagnosi precoce oggi guariscono oltre il 60% dei casi di cancro – conclude il Prof. Francesco Schittulli – e siamo altresì consapevoli che intensificando le campagne di sensibilizzazione potremmo arrivare già oggi ad una guaribilità superiore all’80%. Tuttavia, nonostante i miglioramenti scientifici avvenuti nel tempo, il livello di guardia deve restare ancora alto sul fronte della sensibilizzazione, soprattutto nei confronti dei giovani».
Pertanto, la corretta informazione e l’educazione alla salute sono sicuramente alla base di una prevenzione efficace, grazie alla quale è possibile incrementare le probabilità di guarigione e sconfiggere i tumori dell’apparato genitale maschile.
Daniele Fanale
