I protagonisti dell’ultimo libro del giornalista di “Repubblica” Lucio Luca, intitolato “Dall’altra parte della Luna”, sono siciliani d’America che ce l’hanno fatta. C’è Filippo Pagano l’ingegnere che ha insegnato a volare a Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna, e Santi Visalli, il fotografo di sei presidenti degli Stati Uniti che insegnò il dialetto siciliano a Robert De Niro prima del film “Il padrino”. Joseph Germanotta lo stilista di Lady Gaga e Beyoncè e Anna Maria La Bianca, la designer dei foulard di Michelle Obama. Arturo Di Modica, lo scultore del celebre Toro bronzeo di Wall Street e Francesco Realmuto, il miglior gelataio di New York. E poi imprenditori, ristoratori, musicisti, scienziati, scrittori, docenti universitari. Uomini e donne di successo negli Usa uniti da un filo rosso: la Sicilia. Il volume, edito dalla Pietro Vittorietti Editore, è in libreria dal 3 dicembre 2014. L'evento, organizzato dal blog locale Terrasini oggi, è stato coordinato da Franco Cascio e Giuseppe Ruffino, di Terrasini oggi, dal giornalista dell'Espresso Piero Messina e da Alessandro Catalfio che ha realizzato il collegamento con Houston con Fabio Triolo, esperto di cellule staminali e Tiziana Ciacciofera che dirige il Centro culturale italiano.
Un vecchio detto siciliano recita “Cu niesci arriniesci”, chi esce riesce, ed è proprio questo motto che ha animato tutti i protagonisti. Siciliani che non si sono pianti addosso, non hanno cercato casa nel posto fisso, e che, mettendo a frutto il loro lavoro e il loro talento, ce l’hanno fatta. Lucio Luca è andato a trovarli, ha parlato a lungo con loro e li ha raccontati perché il loro viaggio possa essere da esempio ad altri. Tra le storie raccontate, quella del terrasinese, Filippo Pagano, oggi ottantaseienne, ingegnere alla Nasa che fu l'istruttore di volo di Neil Armstrong.
“Avete mai provato a fare una ricerca su Google utilizzando come parole chiave Sicilia e America?», scrive Luca nella sua prefazione. «Vengono fuori centinaia di migliaia di siti, ma la cosa che salta subito all’occhio è che la stragrande maggioranza contiene riferimenti ai padrini di Cosa Nostra negli Stati Uniti, alla mafia italo-americana, al delitto di Joe Petrosino, ai legami tra le grandi “famiglie” siciliane e quelle di Oltreoceano. Ma c’è un’altra Sicilia che il suo sogno americano se l’è conquistato sul campo con la fatica, il coraggio, il sudore, il talento. La Sicilia di chi è andato via per ritagliarsi un suo spazio nell’arte, nella medicina, nella ristorazione, nella moda, nello sport. Quella di chi ha deciso che restare soltanto per lamentarsi e per accusare una politica inadempiente era uno spreco. Tempo perso».
«Giuseppe e Anna Maria, Giovanna ed Emanuele, Michele e Saverio, Fabio e Tiziana e tutti gli altri che ho provato a raccontare in questo libro – continua il giornalista – sono soltanto alcuni siciliani d’America che davanti all’offerta di provarci non hanno risposto “no grazie”. Anzi. Si sono buttati a testa bassa in una nuova avventura e hanno vinto». Le storie raccontate, alcune nate per caso in incontri casuali dello scrittore durante i suoi viaggi in America, si snodano come trame di un romanzo, storie diverse unite dal comune denominatore del sacrificio e del coraggio, dell'umiltà e della genialità siciliana, raccontate senza mai cadere nella retorica ma come esempio che possa servire e generare altre storie. Un libro che ogni siciliano dovrebbe leggere, che sta per uscire anche nell'edizione in lingua inglese e fare lo stesso percorso dei protagonisti del libro, nascere in Sicilia e ad avere successo anche oltreoceano: sarà infatti presentato a New York, Houston, Austin e Miami.
