Europa senza cuore

La Sicilia è il centro del Mediterraneo o almeno lo è stata per alcuni secoli. Oggi questo ruolo è mortificato dalla difficoltà di trovare uomini capaci di governare piuttosto che mediare titoli fittizi. La Sicilia è la porta dell’Europa o almeno questo è ciò che crede chi si dice costretto a percorrere centinaia di chilometri per raggiungerla, senza restarvi. La Sicilia è il simbolo della coesistenza culturale o almeno questo è il messaggio che va per la maggiore, tralasciando le difficoltà e le tragedie che in tempi andati hanno raccontato storie truci che oggi si vorrebbe rendere trascurabili, perché non confacenti allo spirito solidale europeo e ai suoi meccanismi d’integrazione, forse troppo improntati al politicamente corretto degli scambi commerciali, buoni o cattivi che siano. La Sicilia è lontana dall’Europa, cui ci aggrappiamo come ultimo treno per recuperare non si sa cosa. La nostra crisi economica dura dall’Unità d’Italia e ancora oggi facciamo i conti con i possibili errori commessi in quel periodo. Quel che è peggio la nostra crisi di valori è indefinibile perché non abbiamo mai avuto un momento di superiorità morale per essere d’esempio. Se facciamo male non può essere colpa di Europa ma solo nostra. Europa non ci ha chiesto di cementificare le coste, di essere passivi o di non fare buone leggi ( mal che vada, almeno rispettarle ). Europa però si manifesta come un gendarme attento, solo moniti e multe, di cui è difficile capire di chi sia la responsabilità. Europa somiglia a un genitore disattento che osserva da lontano la figlia mentre sbaglia, ammonendola solo con promesse di future ritorsioni, senza condurla per mano. Un’osservatore esterno potrebbe temere che Europa sia senza cuore. Un siciliano potrebbe temere che sia una matrigna interessata.Bandiera europea