Tanti gli stimoli che dovrebbero infervorare gli animi in una campagna elettorale di un’Estate afosa. Poco conosciute al grande pubblico le linee guida che i candidati alla presidenza hanno fin qui spiegato. Probabilmente perché sono pochi anche i candidati: dal lato progressista non giunge un nome dichiarato all’unisono ma varie preferenze, buone per ogni momento, senza che si possa cogliere il filo logico che dovrebbe guidare le consultazioni. Ogni soggetto appare slegato dalla linea condotta fin qui da chi governa attualmente, eppure ogni nome proposto dovrebbe essere in prosecuzione di un lavoro quinquennale. E’ una bocciatura delle proprie politiche o un inversione di tendenza inspiegabile? Ogni soggetto appare intercambiabile, a prima vista un volto che non possa davvero mettere la sua impronta nel rispettare il futuro incarico su mandato dei cittadini. Tuttavia sulle tastiere sono continuamente battuti aggiornamenti circa la situazione, come se si trattasse di un ragionamento aperto che coinvolga quante più persone possibili. Sopratutto senza una consultazione popolare di area.
Se dalla fazione progressista si può intravedere la presenza di soggetti già da lungo tempo con un potere d’influenza, dal lato liberale la situazione è identica. Solo proposte in fiducia di garanzia per ogni parte in causa. Senza alcuna consultazione anche in questo caso. Anzi peggio dato che si tratta sempre di proposte altrettanto intercambiabili ma anche altrettanto prive di carisma. Restano pochi i soggetti candidati in alternativa reale e paradossalmente appaiono quelli più accreditati di ottenere un risultato positivo ma anche quelli con più distanti tra loro. Non è un buon momento per l’economia siciliana. Non lo è da molto tempo. La burocrazia resta un nodo focale e non è stata granché semplificata. La gestione ambientale è ancora in difficoltà in gran parte dell’isola. Eppure questi e altri temi importanti non riescono a trovare soluzione. Purtroppo non sono questi gli argomenti che tengono banco e creano trattative. La speranza è un inversione di tendenza nel periodo più prossimo alla consultazione. Magari con l’arrivo di una nuova classe dirigente, possibilmente autonoma e intraprendente.
